La strada non c’è, 6mln di consulenze, progetto stabilito a "tavolino"

Alessandro Biancardi

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La strada non c’è, 6mln di consulenze, progetto stabilito a "tavolino"
INCHIESTA MAREMONTI. PESCARA. E' quasi un decennio ormai che la vicenda occupa le pagine dei giornali e il cantiere non vede fine.
I lavori di adeguamento del tratto fra contrada Blanzano, nel comune di Penne e contrada passo Cordone a Loreto Aprutino sono stati affidati alla Toto spa il 6 aprile 2001 e la riconsegna era prevista per luglio 2004.
L'importo totale dei lavori era stimato in 32 miliardi e 600 milioni di vecchie lire, la direzione dei lavori affidata all'Anas e all'ingegner Paolo Lalli.
Al momento molto poco è stato realizzato del progetto in seguito a numerosi problemi sorti dopo l'appalto.
Si registra una perizia di variante che ha fatto lievitare notevolmente il profitto per l'azienda Toto: in seguito all'appalto la ditta avrebbe dovuto guadagnare intorno a 250mila euro in seguito alla variante l'utile conseguito sarebbe stato in totale di oltre 6 mln di euro.
Parte degli utili derivati alla Toto spa sono conseguenza del pagamento dell'Anas di circa 2mln di euro frutto di un risarcimento danni chiesti da Toto spa poiché con la variante al progetto le opere vennero stravolte.
In realtà la procura ipotizza che la perizia, le risposte ufficiali degli enti pubblici ed il contenzioso sarebbero stati orchestrati e diretti dai Toto stessi.
L'Anas anche recentemente ha ricordato che «l'iter per questi lavori si è contraddistinto per rallentamenti e "incomprensioni"».
Fin da subito sono arrivate contestazioni dalle ditte espropriate e c'è stata la necessità di una modifica progettuale per una variante planimetrica per bypassare un tratto in cui era intervenuta una frana.
In realtà il percorso alternativo realizzato interessava un'area con sensibilità ambientale, (la riserva di Penne) per cui ci furono nuove verifiche e rallentamenti.
Con la variante inoltre venne progettato un enorme cavalcavia a ridosso dell'area protetta.
I lavori, dopo infiniti tira e molla, sono ripresi ma anche sospesi quando la magistratura è intervenuta per l'occupazione dell'area della Riserva Naturale "Lago di Penne", per la quale non risultava acquisita, in sede progettuale, alcuna autorizzazione.

«APPALTO PILOTATO»

Dietro l'incompiuta c'è ora la pesante ombra di un appalto che secondo gli inquirenti sarebbe stato pilotato.
La conferma che qualcosa di grosso sta occupando la procura di Pescara salta fuori un po' a sorpresa mentre si stava indagando sul presunto giro di tangenti tra l'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso (nella sua veste di presidente della Provincia), e l'imprenditore chietino Carlo Toto.
Si parla di «procedure costellate di clamorose illegittimità amministrative, volte ad attribuire vantaggi all'imprenditore».
Nell'ordinanza di arresto per D'Alfonso vengono delineati i dettagli dei rapporti con Toto che pagava frequentemente viaggi, vacanze e aerei all'ex primo cittadino e si dice che «alla Toto S.p.A. è stata concessa una perizia di variante - risultata predisposta dalla impresa medesima - idonea a stravolgere l'originario progetto».
Tra l'altro, si dice ancora, che si trasformò a tal punto il tracciato stradale che «si arrivò ad invadere i confini della Riserva del Lago di Penne».
Ma non fu un caso o una coincidenza, secondo chi sta indagando, non fu nemmeno una svista o un errore materiale.
Ma chi modificò il progetto?
La mano operativa fu «il geometra Giuseppe Cantagallo», si legge nell'ordinanza, «su sollecitazione dell'allora presidente della Provincia, Luciano D'Alfonso, alla presenza dell'assessore ai Lavori Pubblici, Rocco Petrucci
(assessore nel primo mandato D'Alfonso e arrestato pochi giorni dopo la nomina nel 2004 ndr) e del progettista Rossini, in una riunione dell'8 aprile 1999».
Per il gip «la ditta Toto ha partecipato alla redazione dell' elenco prezzi, ancor prima che la gara venisse bandita, per diretta volontà del D'Alfonso: la circostanza, dimostrando un'illecita partecipazione dell'impresa alla formazione
degli atti di gara, deve essere posta in correlazione con la particolare "abilità" della Toto s.p.a. di giustificare all'amministrazione il calcolo delle
spese generali, dote che le consentirà di aggiudicarsi la gara formulando l'unica offerta anomala non esclusa».
19/04/2010 14.23


LA TESTIMONIANZA INTEGRALE  DEL GEOMETRA CANTAGALLO


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