Corruzione, arrestato progettista Mare Monti. Indagati i Toto e D'Alfonso

Alessandro Biancardi

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Corruzione, arrestato progettista Mare Monti. Indagati i Toto e D'Alfonso
 INCHIESTA MAREMONTI. PESCARA. L'ingegnere Carlo Strassil, 63 anni , progettista della S.S 81 meglio nota come "Mare e Monti", un'arteria stradale che avrebbe dovuto collegare Pescara con l'area vestina, e' stato arrestato all'alba dal personale del Corpo Forestale dello Stato in esecuzione all'ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Pescara Luca De Ninis. * TUTTO SULLA MAREMONTI: UN DECENNIO DI DIATRIBE
   Oltre all'arresto di Strassil, risultano indagate altre undici persone tra ex amministratori, tecnici, imprenditori, funzionari ministeriali e pubblici, per vari reati tra cui concussione, corruzione, falso ideologico, abuso d'ufficio, truffa aggravata, peculato ed altre violazioni penali a leggi speciali ambientali.
Tra questi, secondo quanto risulta a PrimaDaNoi.it ci sono anche Carlo, Alfonso e Paolo Toto e Luciano D'Alfonso, ex sindaco di Pescara anche in qualità di ex presidente della Provincia di Pescara.
La posizione dell'ex primo cittadino, da quanto si apprende, sarebbe marginale per ora marginale.
I fatti contestatigli dallo stesso pm che lo arrestò nel 2008, Gennaro Varone, fanno riferimento alla perizia di variante eseguita dopo l'appalto che sarebbe stata approvata dalla Provincia di Pescara quando era presidente D'Alfonso, legatissimo alla famiglia Toto.
Tra gli indagati anche il funzionario Anas Roberto Luccetti; Paolo Lalli, direttore dei lavori dell'appalto, e Angelo Di Ninni.
   Il Corpo Forestale dello Stato ha applicato ulteriori misure cautelari con il sequestro preventivo di beni ed immobili per una somma totale pari a circa 3.500.000 euro che sarebbero le somme derivanti dagli illeciti commessi e dalle persone che avrebbero ottenuto soldi e utilità in maniera illegale.
I sequestri sono stati eseguiti in Abruzzo e nel Lazio.
Strassil, condotto presso la casa circondariale di Regina Coeli, e' a disposizione dell'Autorita' Giudiziaria e sarà presumibilmente interrogato tra un paio di giorni.
   L'indagine "Mare e Monti" è stata portata avanti da un pool di 4 investigatori della forestale, agli ordini di Guido Conti, ha mosso i suoi primi passi nel 2008 con il sequestro del tratto di Statale 81 realizzato, senza le necessarie autorizzazioni, all'interno dei confini della Riserva Naturale del Lago di Penne.
   Da quel momento, l'attività del Corpo Forestale dello Stato ha portato all'accertamento di svariate ipotesi di reato contro la Pubblica Amministrazione, commessi fin dal 2000 anno della prima gara di appalto per la realizzazione del tratto stradale.
Dalle prime informazioni si apprende che ci sarebbero numerose connessioni anche con gli appalti della Maddalena per il G8, la relativa inchiesta giudiziaria di Firenze, e la ricostruzione del post terremoto all'Aquila.
Tra gli indagati infatti ci sarebbe anche Fabio De Sanctis, responsabile dell'Anas e attualmente consulente per la ricostruzione per il provveditorato per le opere pubbliche.
L'indagine sembra avere dei profili molto interessanti perchè fa luce su vicende contestate da un decennio sulle quali si sono addensate fin da subito le nubi del dubbio e della combine, fatti che confermerebbero l'inquinamento pesante delle pubbliche amministrazioni coinvolte e la totale abdicazione dei funzionari pubblici che si sarebbero limitati a ratificare quanto predisposto dall'imprenditore (Toto).
19/04/10 12.04

SEQUESTRI ANCHE A TOTO

Strassil era il progettista della S.S. 81 meglio nota come "Mare e Monti", ed era stato incaricato dal commissario straordinario Valeria Olivieri, anche lei indagata.
Complessivamente sono dodici le persone iscritte nel registro degli indagati.
Oltre all'arrestato ci sono gli imprenditori Carlo, Alfonso e Paolo Toto e Fabio De Santis, quest'ultimo arrestato a Firenze nell'ambito dell'inchiesta sul G8 della Maddalena.
Anche Strassil, peraltro, e' consulente per la ricostruzione post-terremoto dell'Aquila e del G8 della Maddalena.
Alla "Toto Costruzione Spa" sono stati sequestrati 2 milioni di euro, a Strassil un milione di euro e 170 mila euro alla societa' "Archingroup" riconducibile a Strassil e 200 mila euro alla societa' "R&L" del figlio.
19/04/2010 13.37


PER D'ALFONSO L'ACCUSA E' DI CONCORSO IN TRUFFA

Per la sua attività generale svolta in riferimento all'appalto della strada "Mare monti", secondo l'accusa Strassil si sarebbe autoliquidato oltre tre milioni di euro.
L'ingegnere avrebbe stravolto l'appalto per renderlo economicamente vantaggioso alla società aggiudicataria.
Per il fermo cantiere, la Toto avrebbe ottenuto 2 milioni di euro.
Gli atti pubblici e lo stesso progetto sarebbero stati redatti direttamente dalla Toto costruzioni e fatti firmare da Strassil ai funzionari pubblici i quali, invece, avrebbero dovuto realizzare direttamente quella attività.
Per quanto riguarda De Santis - ancora in carcere nell'ambito dell'inchiesta fiorentina sul G8 - è coinvolto in quanto all'epoca funzionario Anas.
Secondo l'accusa avrebbe ottenuto 30 mila euro senza svolgere le proprie mansioni.
D'Alfonso deve rispondere invece di concorso in truffa.
Secondo l'accusa avrebbe svolto nella vicenda il ruolo di referente politico degli imprenditori Toto.
19/04/10 14.27

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