Il mega ponte sull’incompiuta di Postilli

Alessandro Biancardi

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Il mega ponte sull’incompiuta di Postilli
FRANCAVILLA. Avvolti dall’odore e dal rumore del mare, muovendosi tra i canneti e le abitazioni private, si scorge, alla fine di una strada chiusa, il nuovissimo ponte sul fiume Foro in località Postilli. Una cattedrale nel deserto che dovrebbe collegare Francavilla alla strada incompiuta Postilli-Riccio.
Dalla Nazionale non si vede.
Per trovarlo bisogna prendere la strada senza uscita che costeggia il mare dopo il Foro di Francavilla.
Contrada Postilli che segna il limite del comune con quello di Ortona.
Qui la giunta Fratino anni fa decise di investire milioni per collegare il gruppo di case sulla spiaggia con l'altra sponda del Foro.
Un ponte giudicato necessario per lo sviluppo turistico probabilmente di un altro secolo visto che oggi il ponte, ancora non terminato, si trova immerso nel degrado.



Si cammina nella strada sterrata, immersi nel verde incolto delle piante e nell'azzurro del mare, quando ad un certo punto tutto diventa grigio cemento.
Il ponte sembra sproporzionato rispetto alla strada e al quartiere anche perché a meno di 50 metri c'è l'altro ponte, quello della Nazionale adriatica, che ha più o meno le stesse dimensioni.
Un ponte lungo oltre 100 metri e largo 12 metri.
Costato più o meno 1,2 milioni di euro.
A cosa serve? Per ora a nulla: i lavori della strada sono fermi.
Sono finiti i soldi, come già era stato previsto con largo anticipo.
Ma il ponte no, quello è lì che si staglia nella natura ancora incontaminata.



Un ponte dalle sembianze autostradali ma in miniatura.
Costruito con 4 grandi pilastri in cemento armato e dotato anche di grandi pannelli antirumore in plexiglass.
Anche questo cantiere sembra fermo.
Nessun macchinario nei dintorni né spento né tanto meno in funzione. In un giorno feriale, in orario lavorativo, non si trova nessun operaio all'opera. Nemmeno il cartello dei lavori.
Di notte invece il posto sembra essere frequentato dal popolo dei “writers” (e non solo) che hanno già colorato i pilastri in cemento armato.

NASCITA DI UNA CATTEDRALE NEL DESERTO

L'opera fu fortemente voluta dalla giunta comunale di Ortona di centrodestra capeggiata dal sindaco Nicola Fratino.
I lavori furono appaltati nel 2006.
Non mancarono le proteste di chi già allora denunciava «il grave impatto ambientale» del costruendo ponte a ridosso della spiaggia.
Furono raccolte anche 500 firme di protesta che probabilmente saranno finite in un cassetto del sindaco.
L'idea originaria dell'amministrazione- anche quest'ultima osteggiata dagli ambientalisti- era quella di creare lungo la Postilli- Riccio un centro turistico con tanti stabilimenti balneari. Purtroppo le idee sono rimaste solo promesse.
Con il tempo i nodi vengono al pettine: finiti i soldi, niente strada, niente sviluppo del turismo, nessuna economia.
Ma resta una modernissima cattedrale nel deserto che collega le due sponde del fiume Foro ridotto ormai a piccolo ruscello. Nessuno ha pensato ad una costruzione compatibile con l'ambiente. Il cemento ed il plexiglass hanno vinto sugli “inesistenti” rivali.




Con quest'opera, l'Abruzzo aumenta la propria collezione di totem all'incompiuta pubblica costosissima.
Da decenni si parla di futura speculazione edilizia e le opere di urbanizzazione dovevano preludere a sviluppi urbanistici.
Si è parlato anche di interessi rilevanti di personaggi noti nella zona che sarebbero proprietari di appezzamenti di terreni oggi agricoli.
Anche in questo caso non sembra ci sia molta voglia di fare luce, chiarezza e trasparenza. Il centrosinistra del resto su questi temi non è mai andato oltre qualche slogan passeggero ed inefficace.

m.r. 19/04/2010 9.09


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