Centrale Biomasse, dentro società del sindaco che si fa firmare l’autorizzazione

Alessandro Biancardi

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Centrale Biomasse, dentro società del sindaco che si fa firmare l’autorizzazione
I DOCUMENTI. ORTONA. Prima il Centro Oli, ora le rinnovabili, passando per la centrale Turbogas. Ortona esprime così la propria vocazione “energetica” sotto la guida del sindaco-azionista Nicola Fratino.

La nuova iniziativa imprenditoriale è una centrale termoelettrica alimentata a biomasse vegetali vergini oleose della potenza elettrica di 34 MW.
Sarà realizzata in contrada Alboreto-zona industriale di Ortona, nelle immediate vicinanze della ferrovia.
La società è la Eco Energy srl, le cui quote sono detenute in misura uguale dalla Buonefra (Ortona), dalla Cosmi Holding (Ravenna) e dalla D'Amato Immobiliare (Melfi).
Rappresentante legale è Alessandro D'Amato, mentre nel consiglio d'amministrazione siedono Sonia Resca (Cosmi), Tommaso Nervegna e Sergio Fratino (Buonefra), Giamprimo Ghilardini e Angela Destino.
Nessuna delle società ha come attività l'energia o i rifiuti, ma il settore ormai fa gola a tutti.
Di conseguenza per il progetto si sono rivolti alla EcoVal di Mario Fabio Vallotti.

ECCO COME SPARISCE UN CONFLITTO D'INTERESSI

Nonostante il sindaco detenga delle quote della Buonefra, qualche settimana fa, aveva detto a PrimaDaNoi.it: « questa volta non c'è conflitto d'interessi perché il conflitto d'interessi si crea se il sindaco avesse autorizzato, ma in questo caso noi non abbiamo influito in alcun modo: nessuna variante urbanistica, nessuna autorizzazione… non capisco perché ci dovrebbe essere un conflitto d'interesse».
Forse mentre ci parlava aveva avuto un'amnesia, perché spulciando il fascicolo dell'iter autorizzativo dell'impianto salta fuori un parere favorevole firmato dal vicesindaco Lucio Cieri sotto la voce ''il sindaco''.
Con quel documento il primo cittadino «esprime parere favorevole all'insediamento preso atto del parere favorevole espresso dal locale Servizio Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica».
Conflitto d'interessi?
L'opposizione, più volte stimolata, tace.
Il conflitto d'interessi resta “questo sconosciuto” anche per il dirigente del settore Tecnico del Comune, Antonio Giordano e per la responsabile del Suap (Sportello Unico per le attività produttive), Federica Pace, che hanno dichiarato di non sapere, non avendo nemmeno documenti, chi c'è dentro la Eco Energy.
«Quando due o più aziende creano una società che si chiama “Pasquale” – hanno aggiunto- e propongono un insediamento con quella società, noi non andiamo a vedere chi c'è, per noi è “Pasquale”».
Se non si sa chi c'è dentro la società - quasi come per magia- sparisce anche il conflitto d'interessi. E se un giorno in una di queste aziende “Pasquale” ci fosse qualche infiltrato camorrista o mafioso? Probabilmente non lo sapremmo mai.
Il secondo step dell'iter autorizzativo firmato dal Comune, o meglio dal Suap, è il «parere di massima favorevole» per quanto riguarda la collocazione urbanistica.
L'impianto insisterà «in zona industriale in base al Piano Regolatore Territoriale (PRT) approvato nel 1997».
Solo due le condizioni da rispettare:che vengano rispettati i parametri urbanistici ed indici edilizi in rapporto a quelli del vigente PRT, che venga acquisita l'autorizzazione in deroga da parte della ferrovia Sangritana (ai sensi del DPR 753/80).
«Il ruolo del Comune», ha assicurato il dirigente del settore Tecnico, Antonio Giordano, «si ferma qui, perché trattandosi di zona industriale, è la Regione che raccoglie tutti i pareri e rilascia l'autorizzazione».

I PARERI FAVOREVOLI E LE AUTORIZZAZIONI

Ed infatti è del 29 gennaio 2009 l'autorizzazione rilasciata dalla dirigente del servizio “Politica Energetica, Qualità dell'aria, Inquinamento acustico, Elettromagnetico, Rischio Ambientale”, Iris Flacco. Dalla data dell'autorizzazione la Eco Energy ha tre anni per costruire l'impianto e uno per iniziare i lavori.
Il progetto è stato approvato anche da parte del Consorzio per lo sviluppo industriale dell'area Pescara-Chieti, dal settore urbanistica della Provincia di Chieti.
L'escavazione di un pozzo è stata autorizzata dal settore Pianificazione Territoriale della Provincia di Chieti.
L'Arta (Agenzia Regionale per la Tutela Ambientale) dipartimentale di Chieti ha dato parere favorevole sulla valutazione di impatto acustico previsionale. Parere favorevole con condizioni anche da parte del Genio Civile Regionale, dall'ispettorato delle Foreste di Chieti, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici, dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e dalla Ferrovia Adriatico Sangritana (in questo caso si tratta di «autorizzazione per la costruzione a distanza ridotta»).
Mentre l'ispettorato Territoriale Abruzzo Molise del Ministero delle Comunicazioni ha dato consenso definitivo alla costruzione dell'elettrodotto di collegamento alla linea elettrica esistente della società Terna a 150 Kv per la trasmissione dell'energia che produrrà l'impianto. E' stata effettuata anche una Verifica di Compatibilità Ambientale nell'aprile 2007 con esito positivo (anche se con quale prescrizione).
Dunque le autorizzazioni ci sono. Mentre per ora i lavori (iniziati sulla carta 16 gennaio 2010) si sono concretizzati solo nella recinzione del terreno, un grande uliveto a ridosso della ferrovia. Quanto ci vorrà?
«Non lo sappiamo, queste cose dipendono molto anche dal prezzo di mercato dell'energia», ha spiegato il dirigente Antonio Giordano, «vanno così queste cose».

LE PRESCRIZIONI DA SEGUIRE PER L'IMPIANTO

La centrale produrrà energia elettrica bruciando olio di palma che sarà stoccato in 4 serbatoi di 2010 mc aventi una autonomia di 43 giorni, il diametro dei serbatoi è di 16m e l'altezza di 12,5.
Il camino sarà alto 30 metri.
Sarà costruita anche una palazzina per gli uffici per la quale la Asl ha dato delle prescrizioni (allegate al parere favorevole del sindaco): gli uffici dovranno ricevere aria e luce da spazi esterni liberi, pertanto la disposizione interna andrà modificata al fine di soddisfare tale prescrizione; servizi igienici muniti di sistemi elettromeccanici di areazione se privi di finestra, smaltimento in fogna pubblica dei reflui fognali di natura domestica;monitoraggio della qualità dell'aria per il controllo dei seguenti parametri: NOx, NO2, CO, PM10 e Ozono.
Gli autocontrolli dovranno essere effettuati con cadenza quadrimestrale e mandati all'Arta. Moltissime sono le prescrizioni in materia ambientale per quanto riguarda le acque sotterranee, l'aria, l'inquinamento acustico, il rispetto dei parametri urbanistici, deposito degli olii lubrificanti, obbligo nella fase di start-up di registrare la tipologia, le caratteristiche e la provenienza degli oli vegetali utilizzati come combustibili.
Si legge infine dell'obbligo di corrispondere, sin dall'attivazione dell'impianto, l'importo relativo alla compensazione ambientale secondo i criteri che saranno definiti dalla Regione ai sensi della Legge Regionale 27/06.

I CITTADINI SONO PREOCCUPATI? ED IL COMUNE?

Nella fase di “pubblicità” del progetto non si sono registrati accessi agli atti o osservazioni. L'opposizione di Ortona e i cittadini hanno taciuto.
Ma come viene accolto questo nuovo impianto?
«Sinceramente non lo so, credo che si ha paura di ciò che non si conosce», ha commentato Antonio Giordano, «c'è molta ignoranza in questo campo e quindi la gente si spaventa come quando sta al buio».
In Comune siete tranquilli?
«Quando io vedo l'autorizzazione rilasciata dai miei colleghi non posso dubitare altrimenti dovrei dubitare anche del mio stesso lavoro. Credo nella professionalità dei miei colleghi in Regione e nella loro buona fede».

Manuela Rosa 16/04/2010 8.08

Ortona Centrale Biomasse Parere Fratino

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