Progetto da 720mln, sul cavo sottomarino dal Montenegro ancora poca chiarezza

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Non sarebbe tutto chiaro, nemmeno per l’opposizione montenegrina, quanto si dice sull’elettrodotto da 720 mln di euro che dal Montenegro arriverà in Abruzzo.
Giungerà a Pescara per poi andare a Foggia, meta originaria, «allungando così di 200 km».
Passando per Villanova e Gissi? Questo sarebbe scritto nelle carte che sono arrivate in alcune aministrazioni pubbliche.
Il progetto e' frutto di un accordo tra il Governo italiano e quello del Montenegro e prevede un nuovo elettrodotto di 415 km complessivi, che si svilupperanno per 390 km in cavo sottomarino, per 10 km in cavo interrato in Montenegro, e per 15 km in Abruzzo con cavi interrati in corrente continua, da Pescara a Cepagatti.
Leggendo le schede di presentazione del cavo sottomarino (da 500 Kilowatt) che dal Montenegro rifornirà di energia l'Italia passando attraverso Pescara, sembra proprio che una volta approdato a Pescara, l'elettrodotto si ricolleghi alla centrale di Villanova.
Anzi è espressamente scritto e finanche disegnato nella presentazione del progetto.
Gianni Armani, Direttore Operations Italia di Terna, qualche mese fa in un'intervista annoverava tra gli investimenti della Terna in Abruzzo la “Villanova-Gissi-Foggia”.
Dunque sono parte dello stesso progetto?
Non è così per il presidente di “Abruzzo Energia”, Gennaro Strever, che sentito da PrimaDaNoi.it ha dichiarato che l'elettrodotto aereo “Villanova-Gissi” non c'entra nulla con il progetto di Terna.
Eppure la settimana scorsa, il presidente aveva incontrato gli assessori della Provincia di Chieti all'Urbanistica e all'Ecologia insieme ai Comuni interessati dal passaggio dell'elettrodotto.
Si era parlato del cavo sottomarino Terna, ma poi un comunicato dell'ufficio stampa parla di «un errore di trascrizione».
Dunque l'elettrodotto di cui si è discusso quello da Villanova a Gisssi e che sarà realizzato dalla Abruzzo Energia spa («le cui quote sono detenute da A2A (circa 89%), il restante da S.m. Sud (di Gennaro Strever) e da Di Vincenzo»), già proprietaria della centrale Turbogas di Gissi.
«E' un elettrodotto che va dalla stazione di Gissi a quella di Villanova - ha chiarito Gennaro Strever- è la rete interna nazionale, non ha niente a che vedere con l'elettrodotto che viene dal Montenegro». «Sono due opere diverse, non c'è alcuna connessione tra le due», ha assicurato.
Non è che il vostro elettrodotto trasmetterà la corrente del cavo sottomarino una volta arrivato a terra?
«Assolutamente no, assolutamente no.», ha risposto il presidente, «Mentre il nostro elettrodotto rientra nel piano di sviluppo nazionale della rete elettrica, l'altro è un progetto di cui io non so niente».
Due posizioni all'apparenza completamente contrastanti. Il mistero rimane.

COMITATO DEL NO: «PASSANDO PER PESCARA IL CAVO ALLUNGA DI 200KM»

Altro problema sollevato dal “comitato del no al cavo” e quello del tracciato «che invece di approdare direttamente a Foggia, come da una relazione del 2008 del Ministero dello sviluppo economico, approderà a Pescara».
«Non sappiamo il motivo», ha spiegato a più riprese Lorenzo Valloreja, fondatore del Comitato ed esponente di Sfl, «sta di fatto che in questo modo il cavo è stato allungato di circa 200 km». Il Comitato “Nessuno tocchi l'area metropolitana” è preoccupato per l'impatto ambientale a tutto campo dell'elettrodotto. «Ciò che sta per essere realizzato- si legge in una nota - non sarà altro che un cavallo di Troia che aprirà le porte dell'Abruzzo all'Energia Nucleare».


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LE PREOCCUPAZIONI MONTENEGRINE

L'opposizione montenegrina vede nel cavo sottomarino «una terza occupazione italiana del Montenegro» e bolla come «coloniale» il contratto sottoscritto tra il Governo e A2A che «rimane segreto».
L'opposizione punta il dito contro la vendita della quota di minoranza e quindi contro «la privatizzazione-ricapitalizzazione della Azienda elettrica nazionale (EPCG) da parte della milanese A2A».
Nel Parlamento montenegrino si parla di A2A (che possiede il 98% le quote di Abruzzo Energia) e di Terna solo in termini di “collaborazione” per quanto riguarda l'accordo del cavo sottomarino.
Il ministro dell'Economia del Montenegro ha spiegato che lo Stato finanzierà il 20% del futuro cavo sottomarino.

m.r. 14/04/2010 11.18

TERNA -CAVO SOTTOMARINO TIVAT-PESCARA