Francavilla, «bilancio risanato ma oppresso da debiti e decreti ingiuntivi»

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Bilancio di Francavilla al mare chiuso in Giunta e pronto per l'approvazione in Consiglio: un appuntamento annuale che scandisce la vita di un anno di attività, di servizi, di iniziative del Comune targato Di Quinzio.


E' il termometro dello stato di salute dell'amministrazione.
Però a Francavilla si parla amche di una nuova Giunta e di una maggioranza “mobile” e più ampia per l'arrivo di parti importanti dell'opposizione a sostegno del sindaco, con qualche mugugno dei vecchi alleati. Una situazione che da mesi sta creando malumori e disorientamento.

A GIORNI UNA NUOVA GIUNTA CON ALTRI INGRESSI IN MAGGIORANZA

Sindaco è vero che sta lavorando ad una nuova Giunta?
«Sì, nei prossimi giorni sarà ufficializzata nei nomi e nelle deleghe – conclude Di Quinzio – ci saranno le solite polemiche, ma io non boccio nessuno degli assessori uscenti, come non faccio matrimoni politici a rischio. Prendo atto che ci sono nuovi equilibri di maggioranza e di questo terrò conto. Pochi ricordano che subito dopo la mia elezione molto battagliata scrissi un lettera, poi ribadita successivamente più volte, con la quale invitavo a darmi una mano tutti quelli che vogliono lavorare per risanare Francavilla. Chi la pensa così, trova sempre una porta aperta. Non si tratta di inciuci o di cambi di casacca. Papa Giovanni diceva che è importante la meta da raggiungere, non i compagni di strada. Al termine del mio percorso di sindaco c'è un Comune risanato. L'invito è valido ancora oggi».

LE CRITICHE DELL'IDV

«Ormai i Francavillesi, con sconcerto ed incredulità, stanno assistendo ad una parodia politica di pessima qualità», attacca Mario Giangiacomo, coordinatore cittadino del l'Idv, «il palcoscenico è pieno di attori protagonisti che cavalcano le scene a dispetto degli impegni elettorali, poi vi sono attori non protagonisti che preferiscono fare da spalla ed è questo il ruolo che oggi ha assunto il Partito Democratico. Appoggiare un governo di destra, che rappresenta la negazione del cambiamento voluto dai cittadini e la restaurazione del vecchio, è al di fuori di qualsiasi logica politica. Se tirarsi fuori dalla giunta ma continuare a sostenerla significa, in sostanza, fare da “gregario”, chiediamo al PD quale condivisione politica e di programma ha con uomini di punta dell'area PDL. Vorremmo inoltre ricordare al Sindaco che le società partecipate, nell'ottica della trasparenza, prevedono un rappresentante di minoranza e attualmente la nostra presenza è l'unica a garantire questa figura».

DI QUINZIO: «CON I DEBITI SI PUÒ FARE POCO»

Un bilancio ancora al risparmio per la cultura e gli spettacoli?
«E' vero – risponde Nicolino Di Quinzio, sindaco di Francavilla al mare – anche se per la mia città io sogno un bel concerto estivo con Fiorella Mannoia, fuochi d'artificio a Ferragosto a prova di critiche, un concorso con premi ricchissimi (almeno 50 mila euro ai primi due classificati) per una ricerca sul prodotto gastronomico locale».
E li farà?
«Certo. E' quello che rimpiangono i critici della mia amministrazione. Purtroppo questo è solo un sogno, anzi un incubo – e qui Di Quinzio si fa serio - proprio in questi giorni sono arrivati in Comune decreti ingiuntivi e messe in mora per un totale di circa 150 mila euro (trecento milioni) spesi per queste manifestazioni e non pagati. Bello amministrare così, facendo il grande con debiti lasciati in eredità agli altri. Però io nemmeno se lo volessi potrei fare debiti: adesso nessuno ci fa credito con la pesante situazione debitoria del Comune».
Ci sono molte proteste per esempio dei balneatori (c'è stato un incontro l'altra sera), oppure di certi quartieri che lamentano un'illuminazione pubblica ad intermittenza, ci sono strade dissestate.
E poi si lamenta anche il fatto che finora mancano programmi a lungo termine per la stagione estiva.
Sindaco, perché si dice che la sua amministrazione non ha fatto niente?
«Conosco queste critiche che sono ormai un ritornello sempre più stonato – spiega Di Quinzio – la realtà vera è un'altra: certi personaggi cavalcano le proteste senza nemmeno sapere di che si parla. Prendiamo i lampioni: il Comune sta mettendo in sicurezza i pali della luce. Questo significa, per esempio, che se c'è il differenziale salvavita, il lampione si spegne quando ci sono sbalzi di corrente lungo la linea. Meglio un lampione che ti fulmina? Non credo. Certo dovremo risolvere questo disservizio, ma dire che non facciamo niente è ingeneroso. Ma non mi sottraggo nemmeno alle altre domande».

TRE INGIUNZIONI DI PAGAMENTO PER 150 MILA EURO

Parliamo allora delle ingiunzioni.
«Eccole in sequenza: Elite agency, importo 43.500 più Iva per 4.350 euro più le spese del decreto pari a 1.262 euro. Il riferimento è alla fattura 431 del 19 novembre 2007 per la fornitura e l'allestimento del concerto di Fiorella Mannoia del 17 agosto 2007 – illustra Di Quinzio – quelli si che erano spettacoli di qualità, dice chi mi critica. Noi con 48 mila euro abbiamo pagato tutti gli spettacoli di due anni».
Per i fuochi d'artificio di ferragosto?
«La Pirotecnica abruzzese vuole essere pagata per 48 mila euro, estate 2007. In una sera sono stati bruciati quasi 100 milioni e non li hanno pagati – sottolinea il sindaco sempre più amareggiato - I fuochi che abbiamo fatto noi sono stati criticati perché modesti. Sarà pure, ma bruciare 100 milioni nella situazione di crisi che viviamo non mi è sembrato onesto. L'ufficio legale mi ha fornito un lungo elenco di spese pazze e fuori bilancio ancora da pagare. E le paghiamo con i soldi di tutti, anche del disoccupato che ha versato l'Irpef quando lavorava. E sono soldi tolti ai servizi sociali, alle famiglie povere. Belli quei fuochi a debito e criticare chi oggi per pagarli non può fare altre iniziative...»
E questi assegni di ricerca?
Il Comune ha finanziato qualche ospedale, uno studio delle maree, un farmaco per una malattia rara?
«E' una messa in mora, spedita dall'avvocato Tito Antonini di Atessa, per conto di due suoi clienti: Simone Di Zio e Francesca Crivelli, che hanno vinto due assegni di ricerca da 20 mila euro ciascuno (totale dunque 40 mila) per la “costruzione di un prodotto enogastronomico di Francavilla».
La delibera è la 402 del 10 maggio 2007.
Fu nominata anche una giuria: professor Armando Montanari, Silvia De Paulis, Rocco Pasetti ed il segretario Filippo Cerasoli.
Le domande arrivate furono quattro, tre candidati sono stati ammessi, due hanno vinto e chiedono di essere pagati.

«STO MISURANDO IL FRONTE DEGLI OMBRELLONI PER RECUPERARE SPIAGGIA LIBERA»

In questi giorni, riferiscono alcuni impiegati, qualche esponente dell'opposizione gira per gli uffici per controllare le spese per gli arredi.
Dicono che potevate risparmiare su questo: «Non so a cosa si riferiscono. I mobili degli uffici sono fatiscenti, ma sono quelli della passata amministrazione – spiega Di Quinzio – sarà che io ho recuperato mobili inutilizzati che stavano al Mumi (ultima fattura di 2.935 euro, ma ci sono fatture del 2002, 2005 e 2007) e questo ha infastidito qualcuno. Mi diceva delle strade? Si, ci sono le buche. L'amministrazione passata ci ha lasciato debiti, ma come si vede non ha fatto grandi investimenti. I balneatori? Sono una categoria potente che chiede sempre, d'inverno e d'estate. Ci siamo incontrati ed ho parlato chiaro: io sono il sindaco di tutti, dal piccolo bar di una contrada, al ristorante del centro urbano, all'agriturismo. Non ci sono solo loro da tutelare. Ma non capisco perché se la prendono solo con me: sa cosa ha risposto la Regione di centrodestra sulla salvaguardia della costa? Che in bilancio non ha messo nemmeno un euro. Però la colpa è di Di Quinzio. Sa cosa penso? Che gli ha dato fastidio che io sto facendo misurare il fronte degli ombrelloni, per restituire un pò di spiaggia libera ai cittadini. Tra i balneatori ci sono ottimi professionisti con cui si può parlare, ma quelli che fanno chiasso strumentalizzano molto. Per loro si deve pensare solo alla spiaggia. Non è così: io debbo pensare a tutti e non solo a chi protesta e chiede di più».

«UN BILANCIO INGESSATO DAI DEBITI E DALLE RATE ECCESSIVE DEI MUTUI»

Allora parliamo del Bilancio.
«Lo abbiamo appena chiuso in Giunta. E' un documento senza spese discrezionali e/o politiche. Cioè il contrario di quello che si faceva prima. Organizzeremo solo le manifestazioni tradizionali, come i fuochi a ferragosto, ma è salvo anche il Carnevale. Utilizzeremo il Mumi quasi tutto l'anno e potenzieremo il Museo civico alla Torre Ciarrapico. Sta per chiudersi anche il contenzioso per il Palazzo Sirena che tornerà al Comune».
Le scelte politiche più significative?
«Rivedremo la gestione degli impianti sportivi che saranno affidati non gratis, come è stato finora. Gratis sa cosa significa? Che il Comune ha costruito gli impianti con i soldi di tutti, poi sono stati affidati ai privati che li hanno usati come se i proprietari fossero loro, ci hanno guadagnato ed il Comune non ha avuto nulla. Poi c'è un piano per la valorizzazione del patrimonio comunale e per la vendita degli immobili che non servono al Comune».
Le cifre di questo documento contabile?
«Sono 25 milioni di euro per la gestione corrente – risponde Antonio Infantino, direttore generale del Comune – con gli investimenti saliamo però a 44 milioni. Le entrate sono assicurate dalle tasse e da 6 milioni che ricaveremo dalla vendita degli immobili. Purtroppo ci troviamo di fronte ad una diminuzione dei trasferimenti statali di circa l'8-10% secondo le voci».
Ci sono critiche per l'aumento della Tarsu.
«Prima di parlare bisogna conoscere i numeri – spiega il direttore – a Francavilla la Tarsu copriva solo il 60% del servizio, il resto del 40% si pagava con le tasse generali, così chi pagava pagava due volte. Adesso abbiamo portato la Tarsu all'85% della copertura dei servizi. Il 15% che manca lo recuperiamo dalla caccia agli evasori totali: a Francavilla ci sono pure questi».
Il costo degli altri servizi?
«Ricordate le polemiche sulla chiusura della Cosmeg? I posti di lavoro a rischio? Tutto strumentale: nessuno ha perso il posto di lavoro e l'appalto di questi giorni prevede la riassunzione di chi oggi lavora per le mense e gli asili. C'è stata una riduzione dei costi di circa 150 mila euro per mensa e trasporto alunni: il servizio è lo stesso, qualcuno dice che è migliorato. A proposito di cessioni, venderemo l'Alento gas e con il ricavato diminuiremo i debiti».
La situazione dei conti com'è?
«Sempre difficile – conclude Antonio Infantino – pesano molto le rate di mutuo e gli interessi che in totale raggiungono 4 milioni l'anno. Però siamo ottimisti: paghiamo i debiti e stiamo diminuendo le spese inutili. In un paio di anni i conti saranno risanati. Per adesso siamo ancora ai limiti della sostenibilità, perché un bilancio sano non dovrebbe avere più del 10% di rate da impegnare. Stiamo pagando molto di più per scelte non nostre. Quello che abbiamo fatto noi, il Ministero lo ha premiato con 200 mila euro».

Sebastiano Calella 14/04/2010 10.00