Smog, no auto a Santa Teresa di Spoltore per sei giorni. Scatta la protesta

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. Dalle 7,30 di questa mattina alle 19.30 e fino a venerdì prossimo chiuso un tratto della strada provinciale 602. La protesta dei cittadini: «inaudibile». Opposizione: «Ranghelli si dimetta».



E' passata meno di una settimana da quando il sindaco Franco Ranghelli è stato oggetto di una lunga perquisizione (quasi 10 ore) e ha scoperto così di essere iscritto nel registro degli indagati nell'ambito di una inchiesta che sta cercando di comprendere i rapporti, più o meno leciti, tra la politica e gli imprenditori del mattone.
In questi giorni difficili il primo cittadino ha firmato anche una ordinanza, destinata a far discutere.
I valori delle centraline Arta sono risultati praticamente sballati e l' inquinamento della frazione Santa Teresa di Spoltore è arrivato praticamente alle stelle.
Così il primo cittadino il sindaco ha dovuto prendere provvedimenti e ha optato per il blocco totale del traffico nella frazione inquinata e si potrà circolare solo di notte.
Praticamente il primo cittadino ha chiuso in un recinto circa 5 mila residenti che già da qualche giorno protestano e hanno raccolto quasi mille firme per contrastare il provvedimento e che porteranno al prefetto Orrei nella speranza che si possa annullare la decisione.
«Il sindaco ha l'autorità di bloccare per una settimana anche i residenti che per rientrare nelle proprie abitazioni devono fare il giro d'Italia?», si domandano i cittadini imbufaliti. «E' concepibile un'iniziativa del genere, considerato che l'unica scuola media è ubicata a Spoltore, e non ci sono mezzi pubblici che la collegano con Santa Teresa?»
Ma secondo il sindaco non c'erano altre soluzioni e lo ha scritto nero su bianco nell'ordinanza: «sono state registrate concentrazioni di polveri sottili superiori ai valori limite previsti. Tali valori possono essere ridotti con una limitazione parziale del traffico».
Così passaggio obbligato su via Santa Lucia e via Sangro.
E quest'ultimo provvedimento fa storcere il naso anche all'opposizione in consiglio che ha già alzato le barricate dopo i sequestri e la scoperta di una inchiesta che coinvolge direttamente il sindaco, Marino Roselli, assessori e imprenditori sul territorio.
Arrivano così a catena le richieste di dimissioni del primo cittadino. Il primo a chiederle è stato il commissario straordinario del Pd di Spoltore Bruno Biagi secondo il quale «l'esperienza della giunta Ranghelli è giunta al termine. Con l'apertura dell'inchiesta della magistratura, legata a ipotesi di reato pesantissime, all'evidente debolezza politica della giunta e della maggioranza ferme da mesi sui problemi più importanti di Spoltore, si viene a sommare anche il grave colpo che riguarda direttamente la credibilità, trasparenza e affidabilità dell'amministrazione comunale».
Si è accodato anche l'assessore provinciale e comunale dell'Idv, Luciano Di Lorito, secondo cui «l'unica via da percorrere per Spoltore è quella di tornare subito a nuove elezioni. Le ultime note vicende giudiziarie si aggiungono ad una situazione politica farsesca fatta di inciuci, senza progetto e mandato politico, una maggioranza oggi al governo di Spoltore diversa da quella scelta dagli elettori nel 2007. La città di Spoltore da protagonista è diventata la barzelletta dell'area metropolita, crisi politiche ad ogni angolo ben 5 giunte e 22 assessori in poco più di 2 anni. E' da troppo tempo», chiude Di Lorito, «che la città di Spoltore è alla paralisi amministrativa e i suoi cittadini sono stanchi e umiliati, siano loro a decidere chi li deve governare e con quale progetto per la città».


12/04/2010 8.40