Giacimento idrocarburi Bomba: «colpo mortale ad un turismo già in crisi»

Alessandro Biancardi

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BOMBA. Da alcune settimane il lago di Bomba è tornato agli onori della cronaca per una raffineria di metano che si dovrebbe realizzare allo svincolo dell'uscita per il lago.

Il giacimento avrebbe una profondità di 1.000-1112 metri ed una estensione di 3.572 ettari tra i Comuni di Bomba, Torricella P., Roccascalegna, Pennadomo.
La durata dell'estrazione sarebbe di 12-20 anni e il totale del gas commercializzato raggiungerebbe 1,776 miliardi di metri cubi.
Il totale del gas estratto al giorno ammonta a 650.000 metri cubi e il valore del pozzo si aggira intorno ai 138 milioni di euro.
Nelle scorse settimane, inoltre, si è costituito il Comitato "Gestione Partecipata del Territorio'' che si oppone fermamente all'opera.
«Sono inevitabili le preoccupazioni per le ripercussioni che un simile impianto potrebbe provocare», dice oggi Rosaria Nelli presidente della Cooperativa Socialtur che proprio qualche giorno fa ha festeggiato i 25 anni di attività.
«Un impegno forte sul territorio, specie nel settore del turismo», racconta la donna, «portato avanti, nonostante le mille difficoltà e le promesse non mantenute, con la convinzione che il lago può esercitare un grande richiamo, se si è in grado di offrire servizi adeguati».
«Tanti i progetti volti a creare posti di lavoro», continua la Nelli che dopo mesi ha scelto di rompere il silenzio e di sollecitare l'intervento delle istituzioni e degli organi competenti, chiamati stavolta a fare chiarezza sulle troppe voci che circolano sul destino del Lago di Bomba.
«Nel settore turistico, abbiamo cercato di pianificare azioni capaci di ridare vitalità alle zone interne, valorizzando la cultura e le tradizioni locali, la promozione dello sport e del tempo libero. Credo che una raffineria non è sicuramente l'ideale per questo territorio. Sarà la fine di un lungo e impegnativo progetto di sviluppo socio-economico fondato proprio sul turismo, attraverso la promozione di una natura ancora incontaminata. Se si dovesse realizzare un impianto di questo tipo, cosa potremmo più proporre? Il rischio forte e concreto è che tutto il lavoro svolto in questi anni sia completamente e definitivamente vanificato». Rosaria Nelli rincara la dose e fa un quadro dell'attuale situazione.
«Siamo molto preoccupati, anche perchè tutta l'attività turistica del Lago di Bomba soffre già da tempo. Le scelte poco attente degli amministratori locali hanno penalizzato e non valorizzato il rapporto che da oltre 20 anni andava avanti tra pubblico e privato, l'interruzione poi di una rete di servizi, strategici per le attività del Lago, come il Treno della Valle, fermo da 4 anni, il battello fermo da 2, nonché la chiusura di alcune strutture perchè non sostenute abbastanza come invece avrebbero meritato».
Rosaria Nelli si sofferma poi sui Giochi del Mediterraneo che avevano restituito una nuova speranza: «a quasi un anno dall'evento che pur ci aveva restituito un po' di fiducia nel futuro, ci siamo dovuti purtroppo ricredere – conclude Rosaria Nelli - nessun'altra attività sportiva è stata esercitata e tanto meno promossa, perchè non è stato possibile utilizzare le infrastrutture realizzate. Una situazione dunque davvero difficile, che potrebbe non riprendersi più se non si interviene davvero».
10/04/2010 11.32

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