Consiglio comunale, «vietato discutere gli emendamenti». Opposizione protesta

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Vietato discutere gli emendamenti in consiglio. Lo ribadisce il presidente della Commissione consiliare Statuto Federica Chiavaroli. Idv: «maggioranza fascista e golpista». (Nella Foto l'immagine del gruppo di Facebook)


PESCARA. Vietato discutere gli emendamenti in consiglio. Lo ribadisce il presidente della Commissione consiliare Statuto Federica Chiavaroli. Idv: «maggioranza fascista e golpista». (Nella Foto l'immagine del gruppo di Facebook)

Se si pensava che il Consiglio comunale fosse per antonomasia il luogo del confronto e della discussione (a volte utilizzata a fini ostruzionistici) ci si sbagliava.
Ne sarà dimostrazione la seduta di lunedì prossimo nel corso della quale i consiglieri di maggioranza e opposizione saranno chiamati a votare il bilancio 2010. Gli emendamenti che saranno presentati, però, non potranno essere commentati. Si procederà, quindi, volta per volta, alla semplice votazione.
Il tutto sarà sicuramente più rapido del solito ma di confronto tra le parti nemmeno a parlarne.
In realtà, spiega Chiavaroli, non è stata introdotta nessuna regola nuova ma è lo stesso regolamento comunale che stabilisce che questa è la formula da seguire.
Infatti la commissione ha riletto e approfondito le norme relative agli emendamenti ai regolamenti e quelle per gli emendamenti al bilancio. «In sostanza», spiega Chiavaroli, «l'interpretazione autentica della Commissione Statuto ha ribadito che mentre gli emendamenti ai Regolamenti si discutono e si votano, gli emendamenti al bilancio si votano solo, perché non è previsto che si discutano. E tale principio non è un sopruso della maggioranza, ma è piuttosto l'esercizio del dovere di governare che ci hanno affidato i cittadini di Pescara».
Inoltre verranno considerati presenti in aula tutti i consiglieri comunali che al momento del voto si troveranno nell'emiciclo, indipendente se avranno accesa o spenta la base per esprimere la propria preferenza.
Perchè questa rigidità se fino a ieri le regole (quelle non scritte, ma quelle attuate) erano diverse?
«Dobbiamo riportare ordine all'attività di un Consiglio che ha il dovere di governare la città, su mandato degli elettori», ha spiegato Chiavaroli.
E la presidente ce l'ha con l'opposizione che avrebbe dato prova «di non volersi confrontare con la maggioranza su temi inerenti la città, ma piuttosto ha dimostrato di voler fare in aula solo sterile ostruzionismo, inutile e dannoso per la città».
Ma l'Italia dei Valori annuncia battaglia e questo pomeriggio insieme alle associazioni Pescara in Comune by Amici di Beppe Grillo, e Espressione Libre occuperà «in maniera pacifica», Palazzo di Citta a partire dalle 15.30 «per manifestare contro il governo dittatoriale della città».
L'Idv parla infatti di un «atteggiamento golpista e fascista. Se questa operazione fosse stata messa in campo prima ancora che scadessero i termini per la presentazione degli emendamenti al bilancio avrebbe messo i consiglieri comunali, rappresentanti eletti dai cittadini, di poter svolgere appieno il loro compito e di esercitare le prerogative che la Legge, lo Statuto ed i Regolamenti loro attribuiscono. Invece in maniera dolosa, e questo la dice lunga sull'atteggiamento golpista di questa destra, tale operazione e' stata messa in campo a giochi chiusi».
Intanto l'Idv torna a chiedere anche al sindaco Mascia il ritiro del provvedimento per l'installazione dei tornelli all'ingresso di Palazzo di Città.
E la protesta, come ormai tradizione, si è sposta anche su Facebook dove è stato creato l'evento ''occupiamo il Comune di Pescara. Contro il Governo dittatoriale della Città''. Come immagine è stata messa una foto del sindaco con i baffetti neri disegnati con la scritta: «Sarò il tuo podestà, delega a me, tu vali zero».

PD: «MAI NESSUNO AVEVA OSATO TANTO»


All'attacco anche il Pd per i quali la nuova giunta si sta dimostrando «incapace di amministrare, come si conviene a chi si candida a guidare una Città come Pescara, con le regole attuali, poiché ritenute troppo garantiste della opposizione», e così si promuovono «arzigogolate interpretazioni dei regolamenti comunali al fine di impedire quell'esercizio democratico che da sempre ha regolato la vita amministrativa del Comune di Pescara».
«I Consiglieri comunali, Chiavaroli e Sospiri», dicono i consiglieri d'opposizione, «hanno guidato l'assalto alla diligenza, con un manipolo di silenti gregari (Santilli, Bruno, Foschi, Salvati, Berghella….), per violentare il Regolamento comunale con una interpretazione, votata a maggioranza poiché l'opposizione ha abbandonato la seduta dopo aver ascoltato la sentenza già scritta dal duo Chiavaroli-Sospiri, che dovrebbe eliminare quel diritto esercitato sin oltre dodici anni dalle diverse opposizioni comunali attraverso il quale si sono discussi gli emendamenti al bilancio».
Il Pd parla di «violenza delinquenziale politica» che si è manifestata ieri nel corso dei lavori della Commissione Statuto: è stata gettata «definitivamente la maschera sulla Giunta Mascia ed alla sua traballante coalizione che, invece di affrontare nel merito le questioni riguardanti l'immobilismo in cui è stata cacciata la Città, escogita scorciatoie impercorribili pur di trovare ossigeno per la sua sopravvivenza».
«Hanno governato con queste regole i Sindaci Carlo Pace e Luciano D'Alfonso», ricorda ancora l'opposizione, «ed hanno guidato l'assise comunale uomini come Nino Sospiri, Augusto Di Luzio, Gianni Melilla e Vincenzo Dogali senza che mai nessuno di loro, pur in presenza di un agguerrito e forte contrasto politico tra maggioranza ed opposizione, avesse mai pensato per un solo istante di cambiare le norme regolamentari esistenti a loro uso e consumo, che pure potrebbero essere legittimamente perseguite, figurarsi poi avventurarsi in capziose e strumentali interpretazioni.
Ebbene questi nani della attuale politica cittadina sono arrivati a tanto».

ACERBO: «FANTASIOSA INTERPRETAZIONE DELLE REGOLE»

Contesta il provvedimento anche Maurizio Acerbo, consigliere comunale PRC che parla di «fantasiosa “interpretazione” del Regolamento del Consiglio Comunale».
«Il Regolamento», ricorda Acerbo, «risale al 1998. Le sedute di bilancio sono sempre state molto accese, quasi sempre defatiganti per l'ostruzionismo dell'opposizione di turno, ma mai a nessuno era venuto in mente di impedire la discussione con trucchetti di questo genere. Evidentemente presidenti del Consiglio Comunale come lo scomparso Nino Sospiri e Gianni Melilla non avevano la statura giuridica della presidente della commissione Statuto Federica Chiavaroli e il capogruppo PDL Lorenzo Sospiri».
«Nemmeno all'iper-decisionista sindaco D'Alfonso, che pure definiva “pozzanghere” le discussioni in Consiglio Comunale», continua il consigliere di centrosinistra, «è mai passato per la testa di negare il diritto di parola ai consiglieri durante la sessione di bilancio. Le inconsistenti motivazioni addotte dalla maggioranza di centrodestra non sono state suffragate nemmeno da un parere scritto da qualche insigne o meno giurista e la presidente ha respinto persino la mia richiesta di esaminare i verbali della seduta di Consiglio Comunale in cui fu approvato l'articolo del regolamento oggetto della “interpretazione” della maggioranza».

10/04/2010 9.26

BAVAGLIO E CATENE PER OPPOSIZIONE

Con tanto di bavaglio e catena l'opposizione al Comune di Pescara ha aperto la conferenza stampa per manifestare il dissenso contro il documento sulle nuove regole per la votazione in aula approvato ieri dalla commissione statuto che vieta la possibilità' di discutere gli emendamenti.
Per Enzo Del Vecchio, consigliere comunale del Pd, si tratta di «un delitto inferto alle regole democratiche».
Per Roberto De Camillis, consigliere di una lista civica e vice presidente del Consiglio comunale, la maggioranza è «ancora in tempo per tornare sui suoi passi. Per governare - ha detto- c'è bisogno di un alto livello di responsabilità e capacità amministrativa: mettendo il bavaglio all'opposizione si dimostra non solo incapacita' ma anche di sapere di non potere andare in aula a confrontarsi».
Il consigliere del Pd, Moreno Di Pietrantonio, ha fatto notare che «non e' mai accaduta una cosa del genere. Non e' mai stata negata - ha proseguito - all'opposizione la possibilità di confronto e di dare il proprio contributo».
Per Gianluca Fusilli, del Pd, Federica Chiavaroli, presidente della commissione statuto, «dovrebbe dimettersi. Non solo- ha detto- per manifesta incapacità ma anche perche' chi presiede quella commissione deve essere in grado di garantire i diritti di tutti».
10/04/10 13.37

«CONFRONTO GARANTITO»

«In Consiglio comunale – hanno replicato nel pomeriggio Chiavaroli e Sospiri - non andrà in onda alcun mercimonio, mentre andrà in onda il confronto democratico tra maggioranza e minoranza, assolutamente garantito dalla discussione generale sul bilancio che, tra l'altro, come previsto nel Regolamento, consente il raddoppio dei tempi di intervento per i consiglieri. Con l'ennesima sceneggiata odierna, piuttosto, il centrosinistra ha mostrato la propria visione, estremamente personale, di democrazia, fatta di insulti e offese a soggetti istituzionali».
10/04/10 19.46


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