Consulenti d'oro alla Asl di Chieti

Alessandro Biancardi

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Consulenti d'oro alla Asl di Chieti
CHIETI. Spendere di più per risparmiare: a non voler pensare male, sembra questo il metodo del nuovo manager Asl di Chieti. In pochi giorni, dal 23 marzo al primo aprile, ha sfornato tre delibere distinte (numeri 248-249-315) per assumere per tre anni a tempo determinato tre suoi consulenti pagati a peso d'oro (si parla di centinaia di migliaia di euro totali per anno).


Perché è vero che c'è un Piano di rientro dai debiti che indica risparmi a tutti, ma la regola non vale per chi i risparmi li impone agli altri e cioè il manager che per svolgere il suo lavoro ha assoluto bisogno di tre consulenti.
Il primo dovrà “progettare e sviluppare i sistemi informativi ed informatici aziendali”, il secondo lavorerà sullo “sviluppo strategico ed organizzativo” in staff alla Direzione aziendale, il terzo è un dirigente medico da utilizzare per la funzione di “governo clinico ed audit”, sempre in staff alla direzione generale.
Il tutto naturalmente è consentito dalla legge, “accertato che la percentuale del 2% della dotazione organica della dirigenza utilizzabile per questi incarichi è ampiamente disponibile”.
Qualcuno avanza però perplessità per lo strumento usato per far posto a questi consulenti e cioè il “congelamento” di un posto corrispondente della dotazione organica della Asl.
Secondo questa scuola di pensiero il posto va prima individuato e poi congelato, ma sembra impossibile farlo per il semplice motivo che la pianta organica non c'è (oggi si parla di dotazione organica, ma è una finezza per addetti ai lavori) e non c'è soprattutto perchè con l'unificazione territoriale di Chieti e Lanciano non si ha ancora il quadro riassuntivo delle necessità del personale e della copertura dei posti.
Ma il problema è forse un altro: si ripetono riti e consuetudini che già in passato avevano suscitato critiche, come le polemiche sul consulente del manager Maresca il cui compenso, si disse all'epoca, poteva coprire lo stipendio di molti precari sulla via del licenziamento.
In primo piano a criticare furono i sindacati, oggi silenti, ed il centrodestra, allora all'attacco contro i manager di fuori regione arrivati a Chieti ed in Abruzzo in generale con la loro corte di consulenti al seguito.
Ma anche il centrodestra oggi tace.
L'opposizione di centrosinistra addirittura ignora il fatto e non ricorda che lo sviluppo strategico ed organizzativo e la progettazione dei sistemi informatici potrebbero essere utilmente curati da qualche dirigente in servizio, mentre sarebbe compito del manager indicare le linee dello sviluppo strategico aziendale (insieme ai direttori sanitario ed amministrativo, una terna che costa altrettante centinaia di migliaia di euro l'anno).
Il massimo della stranezza si registra nella terza delibera, la 315 del primo aprile, quella che indice un avviso per l'incarico di un dirigente medico per il governo clinico.
La stessa delibera spiega che per questa funzione ci sono in servizio già due medici, una a Chieti, l'altro a Casoli per le rispettive aAsl di competenza.
Invece di utilizzarli, se ne nomina un altro, il che di fatto è una bocciatura per i medici già in servizio.
A meno che i candidati (tutti e tre), di cui già si vociferano i nomi, siano premi nobel della medicina e dell'informatica (qualcuno è già stato visto in ospedale) tanto da stroncare sul nascere ogni polemica, anche sulla provenienza non locale.
Negli ambienti della direzione si fa notare che se si vuole dare sviluppo serio ai progetti di cambiamento della Asl bisogna affidarsi a competenze specifiche che in azienda non ci sono, per cui questi maggiori costi sono investimenti e non spese clientelari.
Sarà pure, ma sembrano discorsi già sentiti, un pò usurati e mai fatti in pubblico: nelle riunioni e negli incontri si parla di risparmio, di chiusure di ospedali, di ticket, di stipendi non pagati ai dipendenti di Villa Pini, di liste d'attesa kilometriche, di ulteriori tagli al personale.
Eccetto quello dello staff.

Sebastiano Calella 09/04/2010 10.22