Vasto, sì a commissione indagine su Palazzi scolastici

Alessandro Biancardi

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VASTO. Una commissione d'indagine e un ordine del giorno per far luce sull'iter amministrativo che, a Vasto ha portato alla ristrutturazione degli ex palazzi scolastici di Corso Italia.


Lo ha deciso a maggioranza il consiglio comunale, che vuole sia fatta chiarezza sulla trasformazione degli edifici in negozi e uffici.
La civica assemblea, in particolare, vuole verificare se gli edifici siano stati collaudati, se il valore ad essi attribuito sia stato congruo e fugare altre perplessità sull'operazione.
Alla ristrutturazione si arrivò sul finire degli anni '90 grazie ad un accordo di programma sottoscritto con l'impresa Edmondo di Pescara che, adesso, ha intentato una causa civile, rivendicando lavori supplementari costati oltre 200 mila euro in più.
In base all'accordo, all'impresa andò il 55 per cento della superficie degli immobili, al comune il 45 per cento, compresi androni e corridoi, sui quali insiste oggi una servitù di passaggio.
Quattro ore è durato l' acceso dibattito in Consiglio.
Numerosi e lunghi gli interventi sia da parte della maggioranza che della minoranza con posizioni molto spesso contrastanti e con talune condivisioni che, però, al momento del voto sono sparite.
Fabio Giangiacomo ha ricostruito la vicenda sotto l'aspetto politico-amministrativo mettendo in risalto che le vicende penalmente rilevanti, alcune delle quali ancora in corso, sono estranee alla funzione del Consiglio Comunale.
In particolare è emerso che a causa della incertezza procedurale il Comune in due procedimenti civili pendenti è stato chiamato a dover risarcire oltre 400 mila euro.
Gli esponenti della maggioranza hanno ritenuto che solo il collaudo amministrativo potrà ricostruire l'ordito contrattuale e l'esatta rispondenza a questo delle obbligazioni della ditta e dell'esatto svolgimento dell'opera secondo la migliore arte edificatoria.
Si è quindi votato un odg che impegna l'amministrazione attiva a promuovere tale atto che doveva essere compiuto già a ridosso del 2003/2004. Al momento la minoranza insieme all'API, si è astenuta.
Per altro l'intera vicenda che ha generato lo sviluppo contrattuale e dei lavori contiene ancora molti buchi neri in particolare in relazione alla determinazione delle porzioni spettanti al Comune e quelle attribuite al privato.
Basti pensare, sottolineano da Palazzo di Città, che nel 45% del compendio riguardante il Comune sono stati inclusi e calcolate le superfici dei due porticati, per altro gravate da servitù di passaggio mentre al privato sono stati attribuiti i locali commerciali di entrambi gli edifici.

08/04/10 11.22