Villa Pini, rischio silenzio e oblio dopo le elezioni

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3833

Villa Pini, rischio silenzio e oblio dopo le elezioni
CHIETI. Francesca Catini non è più il direttore sanitario di Villa Pini. A sostituirla è stato chiamato Edoardo Romoli, già direttore sanitario della Asl di Avezzano-Sulmona-Castel di Sangro ai tempi della Giunta regionale di centrosinistra.
La sostituzione ha colto di sorpresa sia l'interessata sia il personale in servizio che non ha gradito il cambio.
Ampia era infatti la stima che si era guadagnata sia quando era arrivata a Villa Pini con il commissario Sergio Cosentino, sia per il lavoro appassionato svolto successivamente con il curatore in un momento difficilissimo per la clinica. A quanto pare, ma le versioni sono contrastanti, sarebbe stato il Comitato dei creditori – non all'unanimità - a decidere la sostituzione, che comunque è sembrata improvvisa.
Mentre in clinica si consumava questa vicenda, un'altra storia teneva desta l'attenzione sul destino di Villa Pini.
In Provincia si è tenuto un incontro tra il Comitato ristretto dei sindaci della Asl, il direttore generale Francesco Zavattaro ed i sindacati Cisl, Cgil, Uil e Cimop.
In primo piano il destino dei centri San Stefar, presenti in molti comuni del territorio provinciale e le preoccupazioni dei sindaci per il problema dei ticket riabilitativi che le amministrazioni si dovrebbero accollare.
A sorpresa il manager ha dichiarato che la Asl di Chieti metterà a disposizione i suoi ambulatori per le terapie dei 300 assistiti, mentre gli altri pazienti saranno curati a domicilio in Adi.
Il personale attuale sarà assunto con contratti di 15-20 giorni al massimo.
«Ma il vero problema – avrebbe detto Zavattaro – è il verbale dei Nas che ha trovato irregolarità in tutte le altre strutture del gruppo».
Quali non è stato detto, se cioè il riferimento era al San Stefar o alla clinica fallita ed in esercizio provvisorio.
L'eco di queste dichiarazioni, giunta via telefono in clinica, è stata subito rispedita al mittente: se il riferimento era a Villa Pini, il manager era poco informato, perché c'è un'ordinanza del sindaco di Chieti che “ordina” appunto alla Regione, e quindi anche al manager, di far ripartire subito l'attività sanitaria in quanto tutto è a posto.
Sul punto c'è stato anche l'intervento risentito del dottor Luigi D'Alonzo, consigliere provinciale Pdl, e già direttore del Paolucci che ha chiesto al manager – senza ottenere risposte – se le altre strutture dove sono stati trasferiti i malati sono tutte a norma e se i funzionari della Asl che hanno certificato la regolarità delle strutture e degli ambienti della Clinica siano stati in qualche modo redarguiti.
Il timore di D'Alonzo e degli altri medici è alle stelle.
Mentre si avvicina la scadenza dei 90 giorni per il trasferimento dei malati in coma rimasti a Villa Pini, i presunti piani di sistemazione di questi pazienti non sembrano credibili, anche se li annuncia la stessa Asl: il tipo di patologia e l'assistenza specifica di questi pazienti non sono compatibili con nessuna struttura della Asl, nemmeno con le rianimazioni che comunque verrebbero bloccate da questi nuovi arrivi.
«Si parla sempre di piani predisposti, ma i sindacati non li hanno mai visti – commenta Angela Scottu, Cgil – si parla di continuità assistenziale, ma non si s come. Tutto molto confuso. Assurdo poi che il manager debba ancora studiare gli aspetti legali del problema e che ci darà una risposta giovedì».

LEGNINI(PD):«SU VILLA PINI LA REGIONE SI NASCONDE»

L'impressione, anche ieri, è stata quella di un parlarsi addosso, solo per dovere di testimonianza, senza arrivare ad incidere sulla realtà dei problemi. Imbarazzata anche la presenza del nuovo sindaco di Chieti Umberto Di Primio, che si è scusato di non poter dire di più in quanto in carica da pochi giorni.
In realtà il sindaco, che sprovveduto non è, non ha potuto dire la sua non perché non conosce il problema, ma perché le idee del suo partito non sono chiare ed oscillano tra la “punizione” dei dipendenti di Angelini e la protesta contro i ritardi della Regione che non scioglie il nodo degli accreditamenti.
Tanto che il senatore Giovanni Legnini, presente all'incontro, ha dichiarato di «non aver gradito né apprezzato l'intervento del manager. Ho il timore che questi incontri servano solo a menare il can per l'aia. Siamo in una situazione intollerabile – ha aggiunto – la Regione, passate le elezioni in cui aveva promesso accreditamenti anche se parziali, oggi dimentica del tutto il destino dei dipendenti del Gruppo. Chiodi e Venturoni si nascondono e Zavattaro non sa che dire e comunque la soluzione non dipende da lui. C'è un'ordinanza del sindaco? O la impugnano o la applicano: non ci sono alternative o scappatoie».

LE BANCHE LOCALI AIUTANO IL CURATORE FALLIMENTARE, LE ISTITUZIONI LATITANO

Sul fronte del contenzioso amministrativo, è giunta la notizia che venerdì il Presidente del Tar L'Aquila ha sciolto la riserva della competenza con un'ordinanza in cui si riconosce che è proprio il capoluogo la sede per discutere il ricorso.
Ed il giorno 14 aprile si affronterà soltanto la sospensiva cautelare, mentre il merito sarà oggetto di un'altra udienza.
In movimento anche il pignoramento dei due milioni che la Asl di Chieti non vuole erogare, così come è allo studio la richiesta di far rispettare l'ordinanza del sindaco Ricci che ha certificato l'assoluta rispondenza della clinica ai requisiti previsti dalla legge per svolgere attività sanitaria.
Buone notizie infine per gli affidamenti bancari: la CariChieti e la Carispaq stanno per deliberare un fido bancario, dopo che la Bls ha già assicurato 700 mila euro di scoperto.
Insomma, mentre le Istituzioni regionali svolgono attività di ostruzionismo, le banche ed i fornitori hanno dimostrato maggiore fiducia nella curatela fallimentare. Misteri della politica, che pure conosce i problemi del Gruppo Angelini, tanto che domani mattina l'assessore regionale al lavoro Paolo Gatti incontrerà i sindacati e Neuromed per l'informativa prevista dall'art. 47 sulla proposta di affitto con futuro acquisto delle società San Stefar, Maristella, Santa Maria, Sanatrix e la Cicala di Atessa.
L'offerta di Neuromed prevede l'assunzione del personale con regolare contratto nazionale. Quanti saranno gli assunti dipenderà dalle convenzioni con la Regione, ma Neuromed assicura una ripresa rapida delle attività.
Su Villa Pini invece è prevista per il 24 settembre la prima assemblea dei creditori.

Sebastiano Calella 07/04/2010 9.07

DI PRIMIO DAL PREFETTO PER SAN STEFAR

Il Sindaco di Chieti Umberto Di Primio ha incontrato questa mattina il Prefetto di Chieti, unitamente all'Assessore Regionale Mauro Febbo, per discutere sulla questione relativa alle strutture riabilitative “San Stefar”.
Il sindaco Di Primio ha assicurato al Prefetto che per le strutture di riabilitazione San Stefar non è previsto alcun termine per lo sgombero dei pazienti.
«Siamo sollevati», ha dichiarato a margine dell'incontro il Di Primio, «per il fatto che i pazienti potranno continuare a rimanere nelle strutture anche oltre la data del 20 aprile.

Però, resta ancora in piedi il drammatico problema relativo al personale sia per quanto attiene agli stipendi arretrati sia, soprattutto, per il futuro lavorativo. In quest'ottica molto dipenderà dall'esito dell'udienza prefallimentare attesa entro fine mese».

07/04/2010 15.53

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK