Ex tribunale sarà la nuova sede Rai? Mugugni e secchi no

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Destino incerto e fiumi di polemiche per l'ex Tribunale di Pescara. Cosa ne sarà della struttura?

Non c'è ancora nulla di ufficiale ma l'idea del Comune sarebbe quella di vendere l'immobile alla Rai e risolvere così due problemi in un colpo solo: far rivivere il prestigioso immobile e trovare una collocazione alla sede regionale della tv di Stato.
Un problema, questo secondo, al quale si sta lavorando ormai da qualche mese e pare che questa sia al momento l'univa via d'uscita rapida.
Il sindaco Luigi Albore Mascia ha anche spiegato che sicuramente oggi quell'immobile costituisce per l'amministrazione comunale un costo di gestione e bisogna trovare una soluzione in breve tempo.
La struttura è attualmente occupata, tra l'altro solo per metà, dal Mediamuseum che pare comunque non a rischio.
«Dobbiamo rivitalizzare quella zona di Porta Nuova», insiste il primo cittadino, «che, dopo il trasferimento del Tribunale, ha subito un decremento delle attività e non v'è dubbio che la localizzazione nella struttura di nuovi uffici determinerebbe un movimento e un indotto importanti».
Ma non sono mancate polemiche nei giorni scorsi dopo l'approvazione in Commissione Finanze del Piano di dismissione degli immobili comunali.
«Abbiamo sentito voci assurde, sconsiderate, irresponsabili e soprattutto disinformate circa una presunta volontà dell'amministrazione comunale di cancellare il Premio Flaiano», ha detto Mascia, «di sfrattare musei, di voler mortificare una politica culturale che invece stiamo rilanciando attraverso una seria programmazione».
Il Comune di Pescara è proprietario attualmente di oltre 1.500 immobili, non tutti di edilizia residenziale pubblica, immobili che ora si vorrebbero far fruttare.
Per alcuni di questi il processo di dismissione è in realtà una procedura normale e la fanno anche gli altri Enti, come la Provincia o la Regione.
«Singoli immobili che non producono reddito è giusto che rientrino in un programma di dismissione i cui proventi possano essere reinvestiti in opere pubbliche e in edilizia residenziale», ha aggiunto Mascia.
L'idea è quindi quella dell'eventuale alienazione diretta da Comune a Rai, dunque da un Ente pubblico a un altro Ente pubblico. La ristrutturazione verrebbe tra l'altro sostenuta esclusivamente dalla Rai.
«L'idea di accordi di programma, come qualcuno ha ipotizzato, non esistono né esisteranno, né tantomeno fanno parte della mia amministrazione», ha assicurato il sindaco.
Ma l'idea di far diventare l'ex tribunale di piazza Alessandrini la nuova sede della Rai non piace al presidente della Fondazione Flaiano, Tiboni che teme che si voglia «distruggere una realtà culturale qual è il Mediamuseum, che vede giornalmente centinaia di giovani partecipare ai corsi del Centro di Pedagogia e Formazione Teatrale e ai laboratori di cinema e che all'attività didattica delle arti dello spettacolo unisce manifestazioni culturali citate dalla stampa nazionale e internazionale, quali le rassegne del Flaiano Film Festival, gli incontri con scrittori e personaggi del mondo dello spettacolo di nota fama, o la mostra attualmente in corso, "Flaiano, scrittore minore satirico dell'Italia del benessere", finora visitata da migliaia di persone?»
«Per quali motivi», si domanda Tiboni, «non si procede alla costruzione della Sede RAI nel terreno di sua proprietà, come stabilisce il piano regolatore di Pescara?»

06/04/2010 10.

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