Neuromed rilancia su Villa Pini: «compro tutto»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

7847

CHIETI. Neuromed assopigliatutto: un fax a firma congiunta con Chiara Angelini, arrivato ieri nel tardo pomeriggio a tutti i sindacati.
Il documento informa che «la società Neuromed è interessata all'affitto in funzione del successivo acquisto, nell'ambito di un concordato preventivo in fase di preparazione» di tutte le società del Gruppo Villa Pini non interessate al fallimento, da SanStefar, a Maristella, a Sanatrix, a Santa Maria fino alla Cicala di Atessa.
Con questa comunicazione si avvia in pratica la consultazione sindacale prevista dalla legge in caso di affitto di ramo di azienda.
Esce dunque allo scoperto la società di Pozzilli (Isernia) che da mesi è presente al secondo piano di Villa Pini per analizzare la contabilità di tutte queste società: era necessario infatti ricostruire la ragnatela di interessi, di compartecipazioni e di reciproci debiti e crediti che lega in un groviglio unico la Galassia Angelini.
Ora che il quadro amministrativo e societario sembra chiaro, Neuromed lancia un'iniziativa che anticipa i tempi della richiesta di concordato preventivo, di fronte alla decisione della Procura di Chieti che vuole invece il fallimento di tutte le società che ruotano attorno alla Clinica.
Come si ricorderà, infatti, Chiara Angelini solo in extremis presentò al giudice fallimentare la richiesta di concordato preventivo per Villa Pini, ma la Camera di consiglio disse no e non volle nemmeno ascoltare l'avvocato Francesco Fimmanò, legale del gruppo Neuromed, giunto al Tribunale di Chieti per dar manforte ai legali di Chiara Angelini.

I TEMPI LUNGHI DELLA REGIONE E DEL TAR

Dunque da una parte la Regione discute sulla sospensione degli accreditamenti, l'assessore Lanfranco Venturoni incontra stamattina il Prefetto di Chieti Vincenzo Greco (fuori, di fronte al palazzo del Governo, un presidio dei lavoratori attende estenuato l'evolversi degli eventi, mentre dopo ci sarà un'assemblea) ed il Tar L'Aquila decide o non decide sul ricorso presentato dal curatore fallimentare per riottenere le convenzioni.
Tempi lunghi insomma, che mal si conciliano con le condizioni drammatiche in cui versano i dipendenti da un anno senza stipendio e che rischiano di mettere in difficoltà anche la curatela in esercizio provvisorio, visto che l'obiettivo del giudice fallimentare era - ed è - vendere al più presto la clinica fallita con il massimo utile possibile e senza intaccare il patrimonio a tutela dei creditori.
Obiettivo difficile da raggiungere se si continua con questi balletti di competenze che nascondono la mancata assunzione di responsabilità da parte della Regione nella gestione “sanitaria” della vicenda.
E così Villa Pini ed i suoi dipendenti esistono quando si tratta di curare i malati intrasportabili o quelli psichiatrici, non ci sono invece per riscuotere lo stipendio.
Con il pericolo, nemmeno tanto remoto, che oggi il Tar L'Aquila possa decidere che la competenza non è sua, rinviando ancora la decisione amministrativa sugli accreditamenti.

L'ACCELERAZIONE DI NEUROMED: «SALVI TUTTI I POSTI DI LAVORO»

Infatti prima di discutere la sospensiva della delibera della Regione che ha revocato le convenzioni ad Angelini, il Presidente del Tar dovrà affrontare il tema della competenza, che non sembra essere solo quella territoriale.
Ed anche la sospensiva, che viene vissuta come una vittoria del curatore e dei dipendenti, è appunto solo una sospensiva, non una decisione definitiva nel merito. Mentre in altri tempi, quando si decise di stoppare Angelini, la Regione decise tutto in un giorno o due, con una legge di poche righe.
Come dire: quando c'è la volontà politica...
A fronte di queste lentezze, Neuromed accelera i tempi sul versante fallimento e sulla tutela dei «dipendenti ai quali sarà applicato il contratto di lavoro di riferimento delle cliniche private. E quanto agli effetti sui lavoratori riguardo le condizioni giuridiche, economiche e sociali si comunica – scrive il gruppo molisano – che saranno oggetto di verifica in sede sindacale con l'assoluto obiettivo della salvaguardia dei livelli occupazionali».
Il tutto, naturalmente, è subordinato al buon esito del concordato preventivo ed al ripristino degli accreditamenti. Il che tradotto significa: se la Regione ammorbidisce la sua posizione, riparte Villa Pini in vista della vendita e ripartono anche le altre società, con il Tribunale che dovrà valutare se insistere sul fallimento o no.


Sebastiano Calella 31/03/2010 8.53