Il sindaco Albore Mascia revoca ordinanza divieti di balneazione

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L’amministrazione comunale di Pescara ha ufficialmente revocato l’ordinanza di divieto di balneazione disposta lo scorso febbraio per l’area situata a 300 metri dal molo nord del porto canale e per l’area antistante via Balilla.

Il provvedimento è stato richiesto dal Dirigente del Servizio Opere Marittime della Regione Abruzzo che ha manifestato la necessità di approfondire il nuovo quadro normativo relativo alla chiusura o meno delle aree di balneazione.
Lo scorso 2 febbraio l'amministrazione comunale ha ricevuto dal Servizio Opere Marittime e Qualità delle acque marine della Regione Abruzzo una determinazione con la quale venivano indicate, come ogni anno, le zone idonee e non idonee alla balneazione per la stagione 2010, indicando quale zona permanentemente inibita a tuffi e bagni l'area compresa dalla Madonnina sino a 300 metri a nord e come zona temporaneamente vietata l'area sino a via Balilla, chiudendo invece in modo stabile le aree portuali.
Nei giorni scorsi una successiva missiba.
«Nella stessa nota», ha spiegato il sindaco Mascia, «l'Ufficio ha invitato l'amministrazione comunale a non produrre per ora ulteriori disposizioni od ordinanze in materia di interdizione delle spiagge, attendendo le prossime determinazioni da parte della Regione Abruzzo. A questo punto – ha ancora detto il sindaco Albore Mascia – abbiamo opportunamente revocato l'ordinanza dello scorso 15 febbraio, in attesa delle novità legislative relative alla classificazione delle acque marine. Ovviamente resta alta l'attenzione dell'amministrazione comunale nei confronti delle misure da adottare per garantire la qualità delle acque per la tutela della nostra riviera, che rappresenta una risorsa di inestimabile valore per la nostra economia turistica. La battaglia per garantire la balneabilità del litorale pescarese era iniziata con la consiliatura di Carlo Pace e, dopo sei anni di silenzio, verrà ripresa dalla nostra amministrazione comunale attraverso azioni e misure tecnico-amministrative concrete».

31/03/2010 8.28