Villa Pini poco appetibile senza accreditamenti: attesa per il Tar

Alessandro Biancardi

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Villa Pini poco appetibile senza accreditamenti: attesa per il Tar
CHIETI. L'interesse per Villa Pini? Molto tiepido, se non ci sono gli accreditamenti. E' questo il risultato dei contatti che ci sono stati in questi giorni tra il curatore Giuseppina Ivone e le società che hanno manifestato il loro interesse per la clinica.

Alla domanda «ma siete interessati anche senza il contratto con la Regione?» qualcuno ha risposto proprio no, altri ni, altri - per far bella figura – hanno detto sì, ma a denti stretti.
Restano da sentire gli ultimi due avvocati che rappresentano società che non vogliono essere al momento conosciute.
Decisiva appare perciò la decisione del Tar L'Aquila sulla mancata sospensione della revoca delle convenzioni ad Angelini.
Forse la questione sarà risolta in settimana, qualcuno dice proprio domani e con due opzioni possibili: o ha ragione il Tribunale fallimentare di Chieti che decidendo per l'esercizio provvisorio ha pensato ad un rapido ritorno degli accreditamenti.
Oppure ha fatto bene il presidente Gianni Chiodi che ha tenuto ben stretti i cordoni della borsa fin quando era sindaco Francesco Ricci, centrosinistra.
Con la vittoria a Chieti di Umberto Di Primio, stesso partito del presidente, se il Tar dovesse condividere le scelte fatte fin qui dalla Regione, sarà un problema per il dialogo promesso tra le due istituzioni.
Ma soprattutto sarà un rebus difficile da sbrogliare per il sindaco Di Primio ed il senatore Fabrizio Di Stefano che si sono impegnati a fare di più e meglio per Chieti, come ad esempio tornare nell'asfittica economia cittadina il monte stipendi dei dipendenti.

SUL FALLIMENTO DI TUTTO IL GRUPPO ANGELINI SI DECIDE A FINE APRILE

Prosegue intanto l'iter della richiesta di fallimento di tutto il gruppo Angelini inoltrata dalla Procura della Repubblica.
Sono stati chiesti i termini per la difesa e quindi il Tribunale fallimentare affronterà il problema a fine Aprile.
Anche qui ci sono due o più opzioni, ma sembra che le indagini della Guardia di Finanza abbiano delineato un quadro debitorio difficile da sanare e con ipotesi di bancarotta per distrazione.
Cioè i soldi delle società sono scomparsi e da qui è nata la crisi di liquidità che ha portato all'impossibilità di pagare gli stipendi.
A questo si aggiunge che la Regione non ha più erogato mensilmente i trasferimenti per le prestazioni: ci sarebbe un credito significativo da riscuotere che però non sarebbe sufficiente a coprire lo scoperto.
Su questo aspetto sarà scontro tra il Gruppo Angelini, deciso a ribaltare la richiesta di fallimento, addossando le difficoltà solo ed esclusivamente alle Asl che non hanno ancora pagato le prestazioni erogate ai cittadini attraverso le società di Angelini.
Non è nemmeno escluso che qualcuna delle società interessate ad acquisire Villa Pini possa giungere in soccorso di Angelini, che peraltro non sembra molto turbato di quest'ultima iniziativa della Procura.
Di questa richiesta di fallimento e dei contatti con le società interessate a Villa Pini dovrebbe aver parlato ieri il curatore fallimentare, giunto da Roma nella prima mattinata ed impegnata in un lungo colloquio con il giudice fallimentare Adolfo Ceccarini.
Tra l'altro il curatore ha informato tutti i rappresentati dei gruppi che hanno chiesto di incontrarla che l'acquisto della Clinica avverrà con una procedura competitiva molto chiara: a breve saranno comunicati i “paletti” concordati con il giudice, per arrivare ad una griglia rigida con cui valutare le offerte.

LA REGIONE NON SA DOVE SISTEMARE I MALATI GRAVI DA TRASFERIRE

Nessuna novità invece per il trasferimento ormai vicino dei malati ancora rimasti in clinica. E' questione di giorni: ne sono rimasti 20 di quelli in coma, più gli oltre 150 psichiatrici, ma la Asl, cioè la Regione, non si sa dove metterli, né gli uni né gli altri. E sta valutando varie possibilità.
Una tra le più accreditate è l'utilizzazione dell'Ospedale di Popoli, dove da tempo - e comunque ben prima del fallimento di Villa Pini – era stata ipotizzata la realizzazione di un Centro risvegli, utilizzando la rianimazione chiusa da anni ed altri spazi disponibili.
Però i lavori sono in forte ritardo e il nuovo reparto non sarà completato prima della fine dell'anno.
Qualcuno pensa anche che questo tipo di malati non è adatto a quel centro proprio per la particolarità delle patologie curate, che non si limitano al risveglio dal coma.
Il rischio concreto, se sarà rispettata la data di “svuotamento” prevista per la clinica, è “l'occupazione” delle rianimazioni ospedaliere.
Sul versante soldi che la Asl di Chieti non versa nella casse della curatela, mettendo in grave difficoltà l'esercizio provvisorio, in attesa di sbrogliare la vicenda sui due milioni contesi, ci sono stati contatti con alcune banche.
A sorpresa, non si sono fatti avanti grossi istituti di credito che da sempre hanno intrattenuto un rapporto con Villa Pini, con lauti guadagni per le somme movimentate. Probabilmente sarà una banca locale a concedere un conto corrente con un fido, cioè uno scoperto bancario che consentirà la gestione normale di quello che è rimasto dell'attività sanitaria. Intanto i medici si sono incontrati per valutare la possibilità di una class action contro la Regione e la stessa cosa pensano di fare gli infermieri.

Sebastiano Calella 30/03/2010 9.21