Campo Flacco: dopo i Giochi del Mediterraneo la palla non rimbalza più

Alessandro Biancardi

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LA DENUNCIA. PESCARA. Il 15 gennaio 2010 è stato inaugurato il mitico antistadio intitolato alla memoria dell’indimenticabile Adriano Flacco.

Il campo Flacco, ha ospitato durante i Giochi del Mediterraneo, le gare di bocce ed è stato predisposto un manto di asfalto per consentire il montaggio dei campi provvisori.
Inoltre la struttura è stata sottoposta a un intervento di restyling con l'impermeabilizzazione degli spalti, la sostituzione degli infissi e della rete di delimitazione del campo, la realizzazione dell'impianto di amplificazione, la revisione degli impianti elettrico e idrico, la tinteggiatura delle murature e anche l'installazione dei seggiolini sugli spalti.
Ma adesso, come spiega Carlo Bufarale, ex consigliere della Circoscrizione Portanuova, non mancano problemi. Soprattutto da quando, spiega Bufarale, «nel ripristinare il campo di calcio l'amministrazione comunale anziché smantellare l'asfalto e ripristinare il vecchio campo in terra battuta, ha deciso di installare un nuovo campo da gioco in erba sintetica».
La gara d'appalto, è stata aggiudicata alla ditta Mondo Spa, per la somma complessiva di 333mila euro.
I lavori sono iniziati il 26 ottobre 2009 e si sono conclusi il 7 dicembre 2009.
«Da quando a gennaio le società di calcio hanno iniziato ad allenarsi nel rinnovato tappeto sintetico di terza generazione dell'Adriano Flacco», spiega Bufarale, «è stato subito evidente che il pallone non rimbalza più adeguatamente. Da allora sono trascorsi più di tre mesi ma nulla è cambiato, la palla non rimbalzava sufficientemente allora e nemmeno oggi».
Gli “esperti”, spiega Bufarale, avevano spiegato che con il tempo ci sarebbe stato un naturale assestamento ma ancora oggi la palla salta pochissimo e nel poco rimbalzo alza tanti granuli di terra sintetica.
«A questo punto», continua l'ex consigliere di circoscrizione, «non credo che la lega calcio nel collaudare il campo potrà omologare il terreno di gioco a meno che non si voglia cambiare il regolamento del calcio dato che unico giudice della praticabilità del terreno di gioco è l'arbitro. Basti pensare che in caso di pioggia, il terreno è considerato praticabile se, il pallone, lasciato cadere da un metro e mezzo di altezza, si produca in un rimbalzo. Normalmente l'arbitro in caso di dubbia praticabilità del terreno di gioco vede se il pallone rimbalza all'altezza della mani. Quindi fino ad oggi la non praticabilità dell'antistadio per le partite ufficiali ha costretto le numerose società dilettantistiche a servirsi dei pochi campi cittadini ed utilizzare l'antistadio solo per gli allenamenti. Il complesso per ora è un bella cartolina con il suo tappeto verde ma si vorrebbe fosse utilizzato per gli incontri ufficiali».

29/03/2010 11.12