Inchiesta "drappo rosso": anche Bernardo Siega rinviato a giudizio

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Bernardo Siega, all'epoca dei fatti dirigente della polizia stradale di Chieti e consigliere comunale dell'Udeur a Pescara, e i fratelli Roberto e Marco Pola, titolari dell'ex night 'Tortuga', sono stati rinviati a giudizio.


Con loro altre cinque persone. Lo ha deciso il gup del tribunale di Pescara, Carla De Matteis, nell'ambito della vicenda 'Drappo Rosso' riguardante il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e lo sfruttamento della prostituzione.
I fatti risalgono all'estate del 2006.
Le indagini portarono all'arresto di dieci persone, tra cui Siega e i due fratelli Pola, e alla chiusura del locale notturno, oggi trasformato in una discoteca.
Oltre a loro sono stati rinviati a giudizio Habib Alizadeh Habib, ex direttore di sala del 'Tortuga', due ex camerieri del locale, Franco Fabrizio e Paolo Palmucci, il 'guardiano' delle ragazze, Mario De Sanctis, e uno degli uomini che procurava all'estero le donne, Adrian Visteanu.
Il processo a loro carico davanti al tribunale collegiale di Pescara prendera' il via il 21 ottobre prossimo.
Il gup per i due fratelli Pola ha disposto il non luogo a procedere perche' il fatto non sussiste per una delle accuse di corruzione.
Siega, attualmente in pensione, e' accusato di corruzione e rivelazione di atti d'ufficio.
Inoltre il gup ha condannato a tre anni di reclusione Gheorghe Urdea, uno degli 'impresari' delle donne, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, a due anni il poliziotto Nevio Medved per concussione, mentre ha assolto un altro poliziotto Giuseppe Casoraro perche' il fatto non sussiste.
Per Casoraro anche il pm Gennaro Varone aveva chiesto l'assoluzione.

27/03/2010 8.43

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