Pubblico&privato: scontro in consiglio provinciale tra Testa e Di Mattia

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Con un botta e risposta tra il consigliere dell’ IdV Attilio Di Mattia e il presidente della giunta Guerino Testa, si è aperto oggi pomeriggio il Consiglio provinciale, chiamato a discutere solo pochi punti all’ordine del giorno.

Di Mattia ha illustrato in aula la sua interrogazione, chiedendo delucidazione a Testa in merito alla sua attività professionale di commercialista che prevede anche quella di amministratore di alcune società, molte delle quali facenti capo a Carmine De Nicola, l'imprenditore di Francavilla che risulta essere proprietario anche di una fiduciaria sotto inchiesta da almeno due procure per un sospetto maxiriciclaggio.
Il presidente Testa ha chiarito di non sentirsi obbligato a rispondere a Di Mattia «su questioni che attengono solo la sua persona» e «nulla hanno a che fare con l'amministrazione della Provincia di Pescara».
«Non esistono conflitti di interessi né incompatibilità», ha ripetuto il presidente della Provincia, «e sarebbe sufficiente studiare bene le carte, quelle vere, prima di attaccare chicchessia» aggiungendo di «mettere a disposizione carte e visure a chiunque voglia approfondire la questione».
Testa ha letto una dichiarazione scritta che ha promesso di dare al consigliere interrogante nei dieci giorni previsti dal regolamento.
DI Mattia ha dichiarato di non sentirsi soddisfatto per la «non risposta» con toni a tratti offensivi e che «non ha afrontato il merito ed il cuore del problema».
Il Consiglio ha poi approvato all'unanimità il regolamento per l'attivazione del divieto di fumare in tutti i locali chiusi sede di lavoro degli uffici provinciali, estendendo il divieto anche al pubblico e agli utenti che si trovino nei locali della Provincia.
A maggioranza, con la sola astensione del consigliere Attilio Di Mattia, è stata approvata la modifica all'art. 28 del Regolamento che prevede la concessione dei patrocini a iniziative promosse da enti, associazioni, organizzazioni pubbliche e private.
Con la modifica dell'articolo in questione, è stato aggiunto come criterio necessario alla concessione del patrocinio «l'assenza di barriere architettoniche, o, in alternativa, l'impegno a fornire assistenza alle persone svantaggiate al fine di favorirne la partecipazione, anche con ausili per lo spostamento e l'audizione e altro».
«Tutto questo», ha dichiarato l'assessore alle Politiche Sociali Valter Cozzi, «per dare sostanza alla dimensione sociale della cittadinanza e per restituire a tutti, come stabilisce l'art. 3 della Costituzione, l'opportunità di sentirsi davvero cittadini a tutti gli effetti, senza distinzione di alcun genere».

26/03/2010 18.05