Team illegale, Idv: «gestisce il servizio contra legem. Ripristinare legalità»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. «La Te.am spa è illegittima perchè per affidare in gestione servizi pubblici locali, direttamente a società miste pubbliche private occorre che la scelta del socio privato avvenga mediante procedura ad evidenza pubblica».

TERAMO. «La Te.am spa è illegittima perchè per affidare in gestione servizi pubblici locali, direttamente a società miste pubbliche private occorre che la scelta del socio privato avvenga mediante procedura ad evidenza pubblica». E' questa la denuncia di Siriano Cordoni dell'Idv di Teramo che adesso chiede di annullare tutte le delibere di giunta e del consiglio comunale che dal 2007 ad oggi affidano direttamente servizi pubblici locali alla Te.am.
L'ultima delibera contestata è la numero 41 che riguarda «l'affidamento dei servizi museali».
«Chiederemo nelle sedi competenti», ha aggiunto Cordoni, «la verifica delle procedure di affidamento, nonchè la stessa regolarità della società. Desideriamo porre fine a stati di legalità precaria e, nel contempo, ci rendiamo disponibili ad aprire un tavolo di lavoro, per risolvere tale vicenda».
La Team è nata nel 1995 ed è stata costituita tra il Comune di Teramo e la società Slia S.p.A. di Roma per la gestione di servizi comunali. Il Comune di Teramo deteneva il 51% e la Slia Spa il 49%.
Le preoccupazioni dell'Idv sono nate anche dal fatto che a partire dal 2005: «il 15 marzo 2005, il sistema Infocamere, ci informa che la Slia Spa è stata posta in liquidazione volontaria. Gli stessi sindaci della Slia, dopo un'operazione straordinaria di scissione, lo affermano a margine del bilancio della società per l'anno 2007».
La società non svolge più, quindi alcuna attività gestionale operativa anche perché aveva subito perdite tali da consigliare proprio la messa in liquidazione.
«Infatti», ricostruisce Cordoni, «nel 2006 la Slia decide di azzerare il capitale per le perdite subite e di ricostituirlo con la sottoscrizione da parte di Ecomanagement S.A del Lussemburgo. Successivamente la Slia Spa è stata scissa in: Slia Spa, Enerambiente S.p.A., Slia Technologies s.r.l. Quest'ultima gestisce tutte le partecipazioni nelle società miste, quindi anche le azioni dell'Enerambiente Spa, attuale socio privato della Te.Am».
Cosa è successo?
Nel 2007 l'Enerambiente Spa diventa il nuovo socio privato della Te.Am. che attualmente è partecipata da Comune di Teramo (48,50%), Mo.Te. ex Co.R.S.U. (2% ), Provincia di Teramo (0,50 %) e Enerambiente Spa. 49,00% .
L'attuale assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni, fino a qualche mese fa era presidente della società, poi dimessosi a seguito di alcune perquisizioni della polizia che sta portando avanti una maxi inchiesta sulla gestione dei rifiuti.
Una indagine che è partita da Pescara, ha fatto tappa a Montesilvano per poi arrivare fino a Teramo.
Attualmente il decreto legge n.112 del 2008 dispone che i servizi pubblici locali di rilevanza economica tra i quali «il servizio di gestione dei rifiuti urbani», sono conferiti a imprenditori individuati attraverso procedure competitive, ovvero a società a partecipazione mista pubblica privata, a condizione che la selezione del socio avvenga mediante procedure ad evidenza pubblica. «Sulla base di tali indicazioni», continua Cordoni, «deve ritenersi che, successivamente alla modifica del socio privato (la Slia Spa con la Enerambiente Spa), subentrato al precedente e non “filtrato” attraverso una apposita procedura pubblica di selezione, l'affidamento diretto alla Team Spa del servizio locale, contrasti con la normativa vigente. Questo vuol dire che la Te.am. spa si trova a gestire contra legem, sia nel territorio comunale che extraregionale (Termoli), il servizio locale di smaltimento dei rifiuti urbani».
Questi dubbi sono stati confermati anche dal parere legale dell'avvocato Vincenzo Cerulli Irelli.

26/03/2010 17.22