Casapound contro la vendita di immobili pubblici a Vasto

Alessandro Biancardi

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VASTO. Stamattina cartelli con la scritta "vendo tutto" sono stati trovati in vari punti della città. L'azione è stata rivendicata dall'associazione CasaPound Italia Vasto.
L'associazione protesta utilizzando quello stesso motto «delle amministrazioni comunali che sino ad ora sono state incapaci di 'far cassa' se non con lo smantellamento della proprietà pubblica».
Una scelta strategica che non piace perchè rischia di impoverire il territorio e svendere beni di prestigio e di primaria importanza.
Così l'idea, in pieno stile Casa Pound, di estremizzare quanto sta accadendo e far comparire in città cartelli con la scritta vendesi. Una decina, sparsi qua e là. Una provocazione per accendere i riflettori su un problema sottovalutato.
«Nonostante la sempre più crescente richiesta di centri d'aggregazione - spiega CasaPound Vasto - i beni comunali continuano ad essere venduti, e quelli in disuso restano nel dimenticatoio».
Ultimo esempio di questa "svendita" è lo stabile situato in via Naumachia messo in vendita con un bando di gara che termina il 26 marzo.
«Un altro spazio appetibile per centri d'aggregazione sottratto ai cittadini vastesi», denuncia CasaPound Vasto. Siamo stufi - continua la nota - di assistere all'annientamento della proprietà pubblica; la vendita delle proprietà comunali sicuramente è il metodo più semplice e sbrigativo per disporre di liquidità, ma non è di certo l'unico».
«Giunti a questo punto - conclude CasaPound - quand'è che venderanno le fontane e le statue del centro storico? O perché no, il pontile di Vasto Marina?»

24/03/2010 12.22