Gtm, battaglia in bacheca con censura tra sindacati e presidenza

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L’Ugl accusa i vertici della Gtm di attività antisindacale per aver tolto alcuni comunicati dalla bacheca aziendale.


Il presidente Michele Russo ha però spiegato che «i sindacati hanno il diritto sacrosanto di esporre le proprie posizioni ma il linguaggio deve essere rispettoso».
Insomma la forma non ha convinto troppo il vertice dell'azienda di trasporto metropolitano e ha preferito la censura.
Secondo Russo, infatti, «nei comunicati erano stati usati termini non consoni alla buona educazione. In passato, sono stati tolti dei manifesti che contenevano insulti contro altri sindacati».
Lo stesso direttore generale Emanuele Panunzio aveva inviato una nota ai sindacati in cui spiegava di aver notato l'affissione in bacheca di «comunicazioni ampiamente eccedenti la prassi e la norma di corrette relazioni sindacali, rilevando altresì con sorpresa un uso fastidioso di espressioni improntate a volgarità e turpiloquio».
Ma il sindacato ribadisce: «il nostro linguaggio era adeguato» e prende poi le distanze da quanti «utilizzano un linguaggio non consono al rispetto civile» e ribadisce agli amministratori della Gtm il divieto di «utilizzare la censura».
L'Ugl ha così annunciato che denuncerà come violazione dell'articolo 28 sello Statuto dei lavoratori nel caso in cui dovesse ripetersi la situazione e i comunicati venissero rimossi.
«In un grande momento di sofferenza per il territorio pescarese», insiste il sindacato, «ed in particolare per il settore dei trasporti, ci chiediamo se gli amministratori di aziende d tale importanza come la Gtm non debbano rivolgere la loro attenzione a migliorare l'organizzazione piuttosto che impartire lezioni di bon ton impegnando portieri e sorveglianti a dare la caccia ai comunicati aziendali».

23/03/2010 15.51