«La trasparenza nella Pa non c’è… e si vede»

Alessandro Biancardi

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IL RAPPORTO. E’ stato presentato oggi il “I° Rapporto sulla Trasparenza nelle amministrazioni pubbliche” promosso da Cittadinanzattiva e Dipartimento della Funzione Pubblica con il sostegno del Servizio Anticorruzione e Trasparenza.



Si vede eccome che non c'è. Nel nostro Paese, la mancanza di trasparenza si annida in tre casi su
quattro negli uffici della Pubblica Amministrazione, anche se dal fenomeno non ne risultano immuni i servizi pubblici locali: su 100 segnalazioni, nel 74% dei casi la carenza di trasparenza ricade nell'ambito degli uffici pubblici, nel 26% riguarda invece l'area dei servizi pubblici.
Sono i datti raccolti da Cittadinanzattiva e come se non bastasse, la mancanza di trasparenza attecchisce maggiormente lì dove il disservizio tocca le tasche dei cittadini: non a caso, nella
P.A. quasi la metà delle segnalazioni riguarda la contestazione di multe e l'invio di cartelle pazze del fisco; nei servizi locali, invece, sono rilevanti le segnalazioni di scarsa trasparenza nella fase di
determinazione delle tariffe e di riscossione dei tributi: si va dalle opacità operative di diverse società di riscossione, all'Iva non dovuta sui rifiuti, ai costi spesso non giustificati per il servizio idrico.
«Il lavoro», dicono da Cittadinanzattiva, «rappresenta la prima iniziativa adottata nel nostro Paese per fare il punto sullo stato della trasparenza nella P.A. dal punto di vista degli utenti, in attuazione del Protocollo su trasparenza, sussidiarietà e valutazione siglato nel 2009 tra Dipartimento della Funzione pubblica e Cittadinanzattiva».
Il Rapporto si fonda sulle segnalazioni (circa 800) dei cittadini in tema di scarsa trasparenza giunte nell'ultimo anno all'Associazione.
Un cittadino, per esempio, ha interesse a sapere che fine ha fatto la sua pratica, e considera inaccettabile gestire una cartella pazza, senza peraltro ricevere alcuna informazione chiara sulle modalità di ricorso.
Assicurare la trasparenza dei reclami, pubblicandoli su internet, come introdurre la valutazione civica dei risultati della P.A. non potrà che aiutare a ridurre l'attuale divario che ancora separa i cittadini dalla burocrazia italiana.
Molti cittadini hanno denunciato a Cittadinanzattiva situazioni di particolare opacità principalmente a causa della mancanza di informazioni e di una carente definizione di iter procedurali chiari e comprensibili.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (74%)

Nella pubblica amministrazione le principali criticità riguardano la gestione delle pratiche amministrative (24%), le multe e le questioni fiscali (23% ciascuno), il welfare (13%), la sicurezza di case popolari e scuole (9%), la giustizia (8%).
Limitatamente alle pratiche amministrative, in particolare, stupisce come la mancanza di trasparenza renda l'autocertificazione ancora un'utopia in un caso su tre.
Ricorrenti, infatti, sono i casi di pratiche amministrative bloccate per la mancata accettazione da parte di uffici pubblici di documenti di autocertificazione poi risultati corretti in quanto previsti dalla normativa di riferimento.
Le segnalazioni sul welfare attengono invece ai diversi bonus sociali: social card, carta acquisti, bonus elettrico, contributi alle famiglie numerose; provvedimenti accomunati da buone intenzioni ma anche da una diffusa difficoltà nel reperire le informazioni ed i moduli utili per poterne fare richiesta.

SERVIZI PUBBLICI LOCALI & SCARSA TRASPARENZA (26% SEGNALAZIONI)

Nei servizi pubblici locali, le principali criticità sul fronte della trasparenza riguardano il servizio idrico integrato (31%), lo smaltimento dei rifiuti (26%), i tributi locali (24%), gli appalti (11%) e gli asili nido (8%).
In generale, è la composizione delle tariffe l'area nella quale i cittadini percepiscono scarsa
trasparenza: in questo la stessa composizione delle tariffe, con le tanti voci che la compongono, non aiuta, anche se a peggiorar le cose ci sono le società di riscossione dei tributi e le procedure tutt'altro che trasparenti che portano a determinare i costi dei servizi; da questo punto di vista, è esemplificativo il settore del servizio idrico.
A tutto ciò si sommano anche palesi irregolarità, come l'Iva sui rifiuti o il pagamento del canone di depurazione per un servizio mai reso.
Gli asili nido comunali, da parte loro, alla determinazione opaca delle rette abbinano un'area di criticità in fatto di composizione e gestione delle graduatorie per potervi accedere.

23/03/2010 12.05