Partito il cantiere per la caserma della finanza. Rc: «sconfitta per la città»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Ieri mattina la ditta incaricata ha dato inizio ai lavori per la realizzazione della caserma della guardia di finanza sulla riviera sud.


L'opera, che costerà dieci milioni di euro, sarà realizzata in 500 giorni, in base alle previsioni del contratto.
La struttura sorgerà nei pressi del porto turistico, nell'area della ex motorizzazione civile (il progetto riguarda un terreno di 7.000 metri quadri), e sarà composta da tre corpi di fabbrica (quello centrale su tre livelli e quelli laterali su quattro livelli) che saranno costruiti con tutti gli accorgimenti sismici e seguendo i criteri del contenimento energetico (ci saranno, quindi, degli impianti fotovoltaici). Sarà molto protetta, grazie a vetri blindati e a un sistema di sicurezza passiva molto evoluto, e i tre corpi di fabbrica saranno uniti da una copertura in acciaio.
L'edificio principale ospiterà gli uffici del Nucleo di Polizia Tributaria e servizi collettivi, mentre quelli laterali gli uffici del Roan, i locali destinati alla vigilanza, le camerate per alloggiamenti di servizio, officine e magazzini e alloggi.
Amarezza per Maurizio Acerbo, consigliere comunale di Rifondazione Comunista e William Facchinetti, consigliere circoscrizione Portanuova che parlano di una «sconfitta per la città».
Per Rifondazione, infatti, quella scelta è una localizzazione sbagliata che contrasterebbe con la vocazione turistica dell'area e con le caratteristiche identitarie di una città che dovrebbe valorizzare l'apertura verso il mare.
«La nuova caserma», spiega Acerbo, «si poteva costruire in tante altre aree della città se si fosse messo al primo posto l'assetto urbanistico e la funzionalità della struttura».
Ma vecchia e nuova amministrazione si sono trovate d'accordo nonostante i ripetuti interventi e l'approvazione in Consiglio Comunale di un ordine del giorno che impegnava il sindaco e la Giunta a «sollecitare l'attivazione di un tavolo di confronto con la Guardia di Finanza» per individuare una soluzione alternativa.
Nello stesso ordine del giorno il Consiglio Comunale di Pescara invitava «i vertici della Guardia di Finanza a voler raccogliere con disponibilità all'ascolto la richiesta di delocalizzare l'intervento procedendo alla sospensione dell'inizio dei lavori».
Per Acerbo e Facchinetti «la Guardia di Finanza ha tenuto un atteggiamento di nessun rispetto nei confronti della volontà manifestata dall'assemblea civica. I vertici della Guardia di Finanza hanno tirato diritto potendo contare sulla sostanziale arrendevolezza dell'amministrazione comunale (il sindaco si è limitato a inoltrare una lettera ai vertici della GdF mentre bisognava farne un caso politico da portare fino ai tavoli romani), sull'inesistenza dei parlamentari locali e, purtroppo, sulla mancata mobilitazione dell'opinione pubblica».

23/03/2010 9.45