Teatro Romano, in estate partono i lavori ma non sono esaustivi

Alessandro Biancardi

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TERAMO. I lavori del Teatro Romano inizieranno la prossima estate e sono finanziati con 1,6 mln fondi Cipe destinati al recupero funzionale della struttura.


Lo ha confermato il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi per fare chiarezza sulla polemica che sio agita da settimane sul recupero di quella parte della città.
Il tutto sarebbe già formalizzato con il deposito dalla documentazione alla direzione generale dei Beni Archeologici, e che evidenzia come i fondi Cipe prevedano sia la messa in sicurezza dei resti del Teatro Romano, sia il recupero funzionale dell'area antistante il Teatro stesso, sia la sistemazione della passerella davanti alla chiesa di San Bartolomeo sia, infine, il recupero di tutti i reperti tutt'ora presenti all'interno della cavea.
«Tutti lavori che, come è facile intuire, sono finalizzati a rendere fruibile questa zona della città ai visitatori e ai turisti», ha chiarito Brucchi, «tra l'altro, sarà facilitato l'accesso per i disabili e saranno messe in opera le lampade del progetto di illuminazione, studiato ad hoc per valorizzare l'intero complesso. L'intervento prevede anche che i reperti siano temporaneamente trasferiti presso l'area archeologica della Cona, dove i tecnici della Soprintendenza provvederanno a studiarli e catalogarli, prima di procedere al loro riposizionamento all'interno della cavea».
Il primo cittadino però chiarisce anche che tutti questi lavori non devono essere considerati esaustivi.

«Il nostro obiettivo è il recupero definitivo del Teatro Romano», ha spiegato Brucchi, «che passa, tra l'altro, attraverso lo studio di fattibilità, così come deciso al momento della firma del protocollo d'intesa, qualche mese fa. Ed è in quello studio di fattibilità che cercheremo di trovare la risposta definitiva al “cuore” del problema, ovvero l'abbattimento delle costruzioni che, attualmente, insistono sul Teatro Romano. Nostra volontà è, come è noto, quella di procedere all'abbattimento, ma è necessario che tale volontà sia supportata da precise valutazioni tecnico/scientifico/storiche.
A tal proposito, in una riunione che si è svolta qualche giorno fa e sempre in perfetto accordo con le Soprintendenze, il Sindaco di Teramo, con la partecipazione del Presidente della Fondazione Tercas, ha deciso di incaricare di tale studio di fattibilità l'illustre professor Giovanni Carbonara, una tra le più importanti autorità in materia, direttore della Scuola di specializzazione in restauro dei monumenti dell'Università di Roma “La Sapienza”».

20/03/2010 11.53