Chieti, gli avvocati minacciano lo sciopero

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Più soft il Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Chieti, che si è svolto martedì scorso, sotto la presidenza di Pierluigi Tenaglia, più accesa la riunione delle Camere penali che si è tenuta ieri, presieduta da Vittorio Supino.

In vista lo sciopero degli avvocati, se non si risolveranno in tempi rapidi le lentezze e le complicazioni delle udienze penali e di quelle civili, i problemi delle cancellerie e quelli legati alla scarsità del personale.
Alla prima riunione di martedì era stato invitato anche Geremia Spiniello, il presidente del Tribunale, che ha assicurato il progressivo miglioramento dell'attività nel Palazzo di giustizia.
Le richieste dell'Ordine, veicolate dal presidente Tenaglia, in pratica riguardavano la stasi dei decreti ingiuntivi, l'affollamento delle udienze penali, la necessità di protocolli di intesa, la selezione dei delegati alle vendite, la necessità di ottimizzare l'uso dei nuovi locali di via Arniense.
Insomma diverse segnalazioni, già in itinere, che sono state accelerate dall'interrogazione dell'onorevole Daniele Toto sulla condizione di crisi del Tribunale di Chieti.
Il presidente Spiniello, prima ha puntualizzato che nella situazione logistica da tutti conosciuta è inutile tendere alla perfezione nella gestione del Tribunale, poi ha assicurato uno snellimento ed una razionalizzazione dell'attività in tempi brevi, giustificando in parte la crisi di alcuni settori con la complessa vicenda Villa Pini che ha ingolfato gli uffici giudiziari.
«Tempi brevi si – ha rincarato ieri l'assemblea delle Camere penali – ma anche tempi certi. Già da mesi abbiamo presentato inutilmente alcuni protocolli di intesa. Li ripresentiamo, ma in tempi congrui vorremmo delle risposte. Altrimenti sarà sciopero».
In sostanza gli avvocati contestano le udienze con 60-70 processi e senza fasce orarie, come peraltro già avviene a Pescara, ed altre dsfunzioni delle cancellerie.
Ma il clima complessivo, nelle due riunioni, è sembrato quello della collaborazione per la soluzione di un problema comune: rendere il Tribunale di Chieti più rispettoso della persona, dall'imputato all'avvocato al teste o al giudice. Perché il lavoro organizzato è meglio per tutti.
s. c. 20/03/2010 9.46