Villa Pini, Ricci "ordina" a Chiodi di restituire gli accreditamenti

Alessandro Biancardi

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Villa Pini, Ricci "ordina" a Chiodi di restituire gli accreditamenti
CHIETI. Il presidente Chiodi vuole ripristinare gli accreditamenti per Villa Pini? Troppo poco.
Il sindaco di Chieti addirittura glielo “ordina” al termine di un braccio di ferro con la Asl di Chieti che pensava di far togliere alla clinica l'autorizzazione all'esercizio sanitario, seguendo forse un indirizzo dettato dall'alto.
Ed ora che sull'accreditamento, anche se limitato al 2010, la Regione ha fatto un passo avanti, il cerino acceso è rimasto in mano al manager Francesco Zavattaro che si è opposto, in modo forse affrettato, anche al pagamento di somme richieste dalla curatela.
E così, mentre Chiodi si ritrova un ricorso al Tar (anche se depotenziato dalla disponibilità a concedere un accreditamento provvisorio), il manager rischia qualcosa di più se la sua opposizione alla curatela sarà giudicata immotivata ed infondata.
Se ne è parlato ieri nella riunione del comitato dei creditori del fallimento, convocato dal curatore Giuseppina Ivone che ha comunicato ai partecipanti le tappe dei provvedimenti di questi giorni e le probabili iniziative in cantiere.
Tra queste la volontà di insistere con il ricorso al Tar per ottenere “al completo” quello che aveva Angelini prima della sospensione, essendo ritenuta illegittima la posizione della Regione sugli accreditamenti negati.
Il tutto condito da un sano scetticismo sulla volontà di Chiodi di firmare nuovi contratti solo per il 2010, come si rileva dal comunicato ufficiale del presidente della Giunta che è stato definito una dichiarazione “programmatoria” (per non dire elettorale).

I SENATORI MARINO E LEGNINI: «ACCREDITAMENTO PARZIALE NON SODDISFA»

Quasi una sintonia perfetta, ma involontaria, con quello che in mattinata aveva detto il senatore Ignazio Marino il quale, altrettanto in modo elettorale (ma detto con correttezza: «sono qui come senatore, non come Commissione di indagine sulla sanità») aveva espresso la necessità di «stare dietro a Chiodi» per ottenere tutto quello che manca, compresi San Stefar e tutti gli altri pezzi dell'ex impero di Angelini «perché non esiste – ed invece purtroppo esiste - che si possa giocare con la dignità di tanti professionisti che lavorano ad alto livello e senza stipendio».
Stesso scetticismo anche da parte del senatore Giovanni Legnini che si è chiesto con quali fondi saranno restituiti gli accreditamenti, se quelli in bilancio sono stati cancellati.
L'assemblea è terminata con gli interventi dei sindacalisti, ma la mattina non è finita qui: al termine, mentre i dipendenti defluivano nell'atrio, c'è stato un incontro ravvicinato con Enzo Angelini, soprattutto da parte del San Stefar esasperato e oggi ancora senza speranze.
Urla, spintoni, qualche parolaccia, richiesta di intervento del 113. Poi tutti a Pescara per parlare con l'assessore Venturoni che però non era ancora arrivato. Rapida diversione al Comune di Pescara e richiesta – accolta - ai consiglieri comunali per far acquisire le strutture della riabilitazione ed affidarle alla Asl di Pescara. Poi le assicurazioni dell'assessore alla sanità per la sua disponibilità a partecipare ai tavoli di crisi presso le prefetture delle province dove operano i resti della galassia Angelini. La giornata finisce qui?
No.
In serata l'ordinanza del sindaco Ricci, decisiva per il buon esito degli accreditamenti e importantissima per svelare la storia segreta di questi giorni ed i particolari del braccio di ferro tra Asl e Regione da una parte e Curatore e Comune dall'altra.

IL SINDACO METTE IN MORA LA ASL E LA REGIONE

Uno scontro violento, ammantato di parole tecniche e di riferimenti a questa o a quella legge, ma condito di colpi bassi e uppercut da ko.
Si comincia dalla richiesta della Asl di Chieti di avviare una verifica su Villa Pini «per adottare gli atti conseguenti».
Il ragionamento è semplice e capzioso: siccome non ci sono più i malati - scrive la Asl - la Clinica va chiusa e quindi non servono gli accreditamenti.
La richiesta viene girata al curatore che attiva la dottoressa Francesca Catini, direttore sanitario protempore di Villa Pini.
«Non ci sono i malati? E quelli rimasti qui in terapia intensiva sono fantasmi? - rispone la Catini – e i pazienti psichiatrici? E questa lettera degli ispettori della stessa Asl che si complimentano per l'assistenza che stiamo fornendo con altissima professionalità, come scrive la sua commissione ispettiva?».
Si scopre insomma che la mano destra della Asl non sa quello che fa la sinistra.
E il sindaco ha buon gioco a ribaltare la situazione: «caro Chiodi - scrive Ricci - siccome la Asl di Chieti dice che i malati ci sono, che sono assistiti molto bene e che l'unico ostacolo è proprio il mancato riaccreditamento, non solo concedo l'autorizzazione predefinitiva, ma ti invito a fare presto gli accreditamenti e comunque almeno fino alla decisione del Tar sul ricorso contro il no della Regione». Poco dopo le 19 l'ordinanza del sindaco, preannunciata telefonicamente, arriva via fax al curatore e non solo a lui. In indirizzo anche gli organi della Regione, il Prefetto, la Commissione di inchiesta del Senato, i Vigili Urbani, la Asl, i Carabineri del Nas, la Procura della Repubblica. Insomma: una dichiarazione di guerra, più che un armistizio. La notizia vera della giornata è però un'altra: oggi saranno pagati i primi stipendi per chi è rimasto a lavorare in clinica. Si tratta solo di un acconto, ma forse si stapperà lo spumante nella stanza 6 dove saranno consegnate le buste paga.

SOLIDARIETA' LAVORATORI SAN.STE.FAR.

Ieri il consiglio comunale di Pescara ha approvato all'unanimità un ordine del giorno (presentato da Maurizio Acerbo , Rc) destinato ai lavoratori del San Ste.far. che intorno a mezzogiorno, sono entrati nell'aula consiliare chiedendo di essere ascoltati.
Il Comune chiederà l'istituzione di un Tavolo tecnico presso la Prefettura per valutare la possibilità di pervenire al commissariamento del centro San Ste.far, com'è già accaduto in Molise.
«A livello locale», ha assicurato Mascia, «vaglieremo la possibilità di adottare misure di solidarietà nei confronti di quei soggetti, residenti nel nostro comune, come la sospensione del pagamento dei tributi comunali».

Sebastiano Calella 19/03/2010 9.48