Il misterioso caso dei pensatori Icranet tra paradiso fiscale e privilegi

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Immunità giurisdizionale (niente indagini), inviolabilità dei locali (niente perquisizioni), degli archivi e dei bagagli, sede extraterritoriale (niente intercettazioni), carta d’identità speciale per funzionari e parenti, esenzione dalle tasse. Osservare “da vicino” l’universo è un privilegio, si sa.



PESCARA. Immunità giurisdizionale (niente indagini), inviolabilità dei locali (niente perquisizioni), degli archivi e dei bagagli, sede extraterritoriale (niente intercettazioni), carta d'identità speciale per funzionari e parenti, esenzione dalle tasse. Osservare “da vicino” l'universo è un privilegio, si sa.


Ma che per studiarlo ci fosse bisogno di tanti privilegi è una novità…che sta per diventare legge.
Sembra non ci siano altri esempi in Italia, ma a Pescara possiamo vantare un centro per la ricerca astrofisica che per svolgere le proprie attività gode dell'extraterritorialità, come le sedi Onu.
Si chiama “Icranet” (International Center for Relativistic Astrophysics Network) ed ha la sede principale nel restauratissimo palazzetto liberty della vecchia stazione ferroviaria.
Altre due sedi sono in costruzione a Nizza e Rio De Janeiro.
Diretto dallo scienziato Remo Ruffini, l'Icranet è «un'organizzazione internazionale con finalità di ricerca e formazione nel settore dell'astrofisica relativistica».
Italia, Stato del Vaticano ed Armenia, sono i paesi fondatori del network internazionale nel 2003.
In seguito ha aderito anche il Brasile.
Perchè proprio questi Stati?
Perché «tutti caratterizzati da centri di osservazione astrofisica riconosciuti a livello mondiale», assicurano.
Tra le università e i centri di ricerca associati ci sono le università di Stanford e dell'Arizona (Usa), poi l'Icra (con sede presso l'Università La Sapienza di Roma) e la Specola Vaticana (istituto di ricerca scientifica direttamente dipendente dalla Santa Sede).
Dottorati di ricerca, borse di studio, qualche pubblicazione e una volta l'anno organizzano un meeting nel quale intervengono studiosi dalla Cina, Libia, Kazakhstan, Uzbekistan, Corea, Francia, Canada, Bielorussia e Nuova Zelanda.
L'idea di fare di Pescara «la città delle stelle» fu dell'ex sindaco di centro-destra Carlo Pace. Qualche “minaccia” di sfratto si vociferava nell'era D'Alfonso che voleva utilizzare la vecchia stazione come centro d'informazione turistica.
Ma alla fine per qualche motivo ignoto anche il sindaco di centro-sinistra cambiò opinione modificando di poco il suo progetto di città inserito nel programma elettorale.
Nessuna delocalizzazione dell'Icranet, così Ruffini e i suoi scienziati ottennero il rinnovo del permesso di soggiorno nella ribattezzata «isola della scienza».

LA SEDE COSTA 1 EURO ALL'ANNO

La ricerca si svolge, seppur raramente, nei milleduecento metri quadri dati in comodato d'uso all'Icranet al prezzo di un euro all'anno.
La manutenzione straordinaria è a carico del Comune, mentre quella ordinaria è in capo all'Icranet. Le stanze con il soffitto a ciel di carrozza e i mattoni a vista sono arredate con semplicità: sedie, tavoli, una lavagna, pochi scaffali per i libri e qualche computer apparentemente datato.
Nessuna attrezzatura tecnica.
La sede è quasi sempre chiusa ed inviolabile.
Quindi quello che si sa, si vede nelle foto sul sito.
Ma senza attrezzature come si fa a fare quello che si deve fare?
E' «un posto per pensare», secondo il direttore.
Gli studiosi del «centro d'eccellenza» hanno avuto sì uno dei palazzi d'epoca più importanti della città appena ristrutturato a spese del Comune, ma il posto «per pensare» non sembra dei migliori. E' senza dubbio il punto della città con la più alta concentrazione di traffico (parcheggio auto area di risulta, terminal autobus urbani, extraurbani ed internazionali, stazione ferroviaria).
Osservare l'universo da lì sarebbe un'impresa ardua.

ITALIA: UNICO FINANZIATORE

Un forte impeto di generosità ha poi spinto il nostro paese- ovvero uno tra quelli in Europa con gli investimenti più bassi in Ricerca e Sviluppo- ad impegnare molte risorse in questo network di ricerca.
Infatti l'unico finanziatore è il Governo Italiano, o meglio il Ministero degli Affari Esteri, che elargisce un contributo obbligatorio di 1,5 milioni di euro all'anno dal 2004.
Mentre dal 2010 l'Icranet beneficerà di un ulteriore stanziamento di 440 mila euro annui.
Tutti questi soldi dovrebbero servire, anche secondo l'attuale sindaco Luigi Albore Mascia (Pdl), a «catalizzare lo sviluppo per l'intero centro-sud», «a pagare borse di studio ai cervelli in fuga», a far diventare Pescara un «polo d'attrazione scientifico».
Finora nulla da eccepire: soldi per la Ricerca in un momento di crisi quando molti di questi centri chiudono o sono allo sbando. Anche se sarebbe bello capire cosa sia stato fatto e dare una sbirciatina ai bilanci di certo aiuterebbe.


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LA LEGGE AD ICRANET

Ma tanti sono i privilegi riservati ai funzionari dell'Icranet e all'ente stesso che sembrano aver poco a che fare con la ricerca.
Tutti messi nero su bianco nel disegno di legge apposito approvato già dalla Camera il 12 gennaio scorso.
Manca il Senato, ma pare sia solo una formalità.
Tant'è che, appena dopo l'approvazione del disegno di legge da parte del Consiglio dei Ministri (il 9 settembre 2009), il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai Servizi Segreti, l'abruzzese Gianni Letta, scrive una lettera al direttore Remo Ruffini assicurando «una rapida e definitiva approvazione da parte delle Camere».
Il disegno di legge (che ratifica l'accordo già esistente) riconosce all'Icranet lo status di ente di ricerca con personalità giuridica, dunque il direttore potrà stipulare contratti, acquistare ed alienare beni mobili ed immobili e stare in giudizio.
«Per garantire unicamente lo svolgimento delle attività», all'art.4 è prevista l'inviolabilità dei locali, dei terreni utilizzati nonché gli archivi.
Un impegno del direttore garantirà che i locali non vengano usati come rifugio per persone intenzionate a sottrarsi all'arresto o sono ricercate per l'estradizione.
E poi carta d'identità speciale per i funzionari, i loro coniugi e familiari a carico che permetterà loro di «godere dei privilegi, delle immunità e delle facilitazioni previsti».
Cosa non si fa per «pensare» tranquillamente.
Curioso è il dettato dell'articolo 8 che autorizza l'Icranet ad impiantare nella propria sede «sistemi di comunicazione».
Per fare cosa? Non è dato sapere.
Inoltre nessuna comunicazione ufficiale potrà essere violata nella sua riservatezza.
Quindi non si può intercettare.



LA GIUSTIZIA A «SUO GIUDIZIO»

Non c'è dubbio: il direttore dell'Icranet è un gradino più in alto delle Forze dell'Ordine e della Giustizia italiana perché ne decide il corso.
All'art.8, secondo paragrafo, si legge: «le autorità competenti non entreranno nei locali per svolgere attività ufficiali se non con esplicito consenso del Direttore ed alle condizioni da lui concordate».
E se un funzionario commette un reato?
Solo se si è colti in flagranza di reato si può essere arrestati, altrimenti c'è l'immunità.
Come c'è l'immunità dal sequestro o dall'ispezione del bagaglio ufficiale.
Viene da sè l'immunità giurisdizionale «di qualsiasi genere per le parole dette o scritte e per tutti gli atti compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni».
Immunità questa che viene mantenuta anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro con l'Icranet.
L'immunità può essere tolta?
Sì, dal direttore «in tutti i casi in cui, a suo giudizio, l'immunità impedisca il corso della giustizia». Se bussa la Giustizia, a poter dire “avanti” è sempre il direttore.
Vi starete chiedendo: a che servono tutte queste immunità per svolgere la ricerca?
La risposta è presto confezionata nel disegno di legge: «i privilegi e le immunità previste sono conferiti nell'interesse dell'Icranet e non a vantaggio personale degli interessati, ma allo scopo di garantire l'indipendenza delle loro funzioni».
Ma quali e quanti enti che fanno ricerca hanno queste "facilitazioni"?

UN PARADISO FISCALE AL CENTRO DELLA CITTA'

La notizia, che nemmeno immaginiamo, è che al centro di Pescara ci sarà un vero e proprio paradiso fiscale.
Il quadro normativo fiscale che regolerà l'Icranet prevede l'esenzione totale «nell'esercizio delle sue attività e perseguimento dei fini istituzionali» da qualsiasi tipo di imposta e tassa dovute allo Stato, Regioni, Province e Comuni.
Inoltre, se l'Icranet acquisterà un bene o servizi per un importo rilevante non dovrà allo Stato il 20% dell'Iva.
E l'efficientissimo Stato ha già pensato a come coprire questa minore entrata connessa alle agevolazioni fiscali: «riduzione della spesa prevista nella ratifica Convenzione Onu sulla lotta alla desertificazione».
Si toglie al deserto per dare all'universo.
Nessun dazio doganale sui beni importati o esportati.
Naturalmente l'Icranet «potrà gestire fondi, valuta o contanti nonché conti in qualsiasi valuta nella misura necessaria per far fronte ai suoi scopi istituzionali».
Due saranno le auto in dotazione con il serbatoio sempre pieno, tanto paga lo Stato ma sempre per «i soli fini istituzionali». Anche qui, nessuna tassa da versare ma non si è immuni dalle multe. I danni causati da incidenti con «un veicolo, un'imbarcazione o un aeroplano» si pagano come tutti i comuni mortali. Tutto per agevolare la ricerca.

ESULTANZA BIPARTISAN

La ricerca sta a cuore a tutti.
Nessuno ha mai pensato di mettersi di traverso.
Intenti condivisi trasversalmente.
Così nella discussione del disegno di legge sono tutti d'accordo. E' il parlamentare abruzzese Sabatino Aracu (Pdl) a stigmatizzare l'opinione prevalente: «una città giusta per un centro giusto». Se lo dice lui.
Vedi mai che Pescara sarà protagonista della prossima rivoluzione copernicana.
Che la ricerca abbia inizio.

Manuela Rosa 18/03/2010 10.24

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