Inquinamento Francavilla, «adesso si pensi alla bonifica dell'Alento»

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Pericolo diossina scampato, «ora si pensi alla bonifica dell'Alento».



Le associazioni ambientaliste CEA Buendia, Legambiente Circolo le Diomedee, Medici per l'Ambiente ISDE Italia, Cittadini Residenti, Comitato Difesa Litorale Francavillese, Uniti
a Sinistra , Partito Democratico Francavilla sono soddisfatti dell'esclusione di qualsiasi inquinante sul tratto di spiaggia a sud dell'Alento.
Nei giorni scorsi c'è stato il parziale dissequestro della zona (restano i sigilli al cantiere del porto in costruzione) e adesso si pensa alla stagione turistica ormai alle porte.
Il sequestro di circa 400 metri quadri di arenile era scattato il 22 ottobre scorso e qualche settimana dopo cominciò il prelievo di sabbia da parte dei forestali, così come predisposto dal titolare dell'inchiesta, che sta indagando anche sulla costruzione del porticciolo e sul ripascimento con sabbia proveniente dallo scavo del bacino portuale.
Il porticciolo in costruzione resta invece sotto sequestro perchè realizzato su un Sin, cioè un sito di interesse nazionale (diventato tale grazie ad una legge di 6 anni fa) per il disinquinamento e quindi i lavori non possono riprendere (in verità non potevano nemmeno iniziare) se prima il Ministero dell'ambiente non provvede al disinquinamento non solo della foce del fiume Alento, ma di tutto il fiume, almeno fino al depuratore.
Proprio in quanto Sin quest'area è interdetta a qualsiasi intervento senza preventiva autorizzazione ministeriale. Eppure qualcosa deve essere sfuggito.
«Sull'onda dello scampato pericolo che avrebbe pesato notevolmente sull'economia e
sull'immagine di luogo di villeggiatura», gli ambientalisti invitano tutte le associazioni di
categoria, i cittadini e l'amministrazione comunale ad attivarsi  «affinché l'accordo siglato da pochi giorni tra Ministero, Regione Abruzzo e Comune per la destinazioni di fondi per il Sin Alento -Saline abbia immediati riscontri in termini di caratterizzazione e bonifica del fiume Alento».
«La questione turismo, la balneazione e l' immagine della città non possono prescindere da questi interventi risolutivi per l'asta del nostro fiume», insistono gli ambientalisti secondo i quali «tutta la faccenda pericolo-diossina non sarebbe nata se non si fosse deciso di costruire testardamente un porto in un Sito di Interesse Nazionale cioè  un' area inquinata e da bonificare prima di svolgervi
qualsiasi attività».
17/03/10 14.18