Cavo sottomarino Abruzzo-Montenegro, Terna studierà il percorso alternativo

Alessandro Biancardi

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PESCARA. E’ stato aggiornato a martedì prossimo, negli uffici della Regione Abruzzo, il vertice tra il Comune di Pescara e la società Terna.


Sul tavolo l'esame del progetto relativo alla realizzazione del nuovo elettrodotto che dal Montenegro rifornirà di energia l'Italia passando attraverso Pescara.
Ieri mattina, nel corso della Conferenza dei Servizi svoltasi a Roma, alla presenza di 80 Enti, l'amministrazione comunale del capoluogo adriatico ha espresso le proprie riserve in merito all'intervento, presentando le proprie proposte alternative in merito al percorso del cavo da 500 Kilowatt e al ristoro che i Comuni di Pescara e Cepagatti si attendono da Terna, la quale, a sua volta, ha chiesto di approfondire tali proposte direttamente sul territorio.
L'assessore Antonelli e il capogruppo Sospiri hanno parlato dell'alternativa al percorso del cavo che non dovrà passare sulla riviera sud e, attraversando via Braga, via Scarfoglio, via Silone, via della Bonifica (ossia la pineta dannunziana), via Tirino, via Salara Vecchia e via Tiburtina, giungere a San Giovanni Teatino e proseguire su Spoltore, terminando la corsa a Cepagatti.
«Piuttosto», hanno spiegato i due, «come tracciato dai nostri uffici, abbiamo proposto di spostare il passaggio del cavo, di 18 centimetri di diametro, lungo le sponde del fiume, dove dovrà essere installato a una profondità di almeno 5 metri, anziché un metro come previsto dal progetto iniziale, una posizione che non creerà problemi alle nostre sottostrutture, soprattutto garantendo il rispetto dei criteri di salvaguardia della salubrità pubblica in merito all'eventuale interferenza con i campi elettromagnetici. Non solo: tale spostamento del percorso escluderebbe automaticamente il Comune di Spoltore dal transito del cavo e soprattutto ridurrebbe i costi degli espropri previsti». Sempre alla Terna sono stati ufficializzati gli interventi da realizzare quale «congruo risarcimento per i disagi che comunque la città dovrà subire per gli scavi».
Il Comune ha chiesto che la società stessa realizzi a proprie spese l'infrastruttura ciclopedonale sulla sponda del Pescara, prima parte dell'intervento di riqualificazione dell'intero Parco fluviale, e ancora un ingente dragaggio dell'alveo del fiume e del porto canale.
«Inoltre abbiamo formalizzato alla società che la giunta comunale ha approvato la delibera del progetto, frutto di un accordo internazionale tra il Montenegro e lo Stato italiano, subordinando però la propria adesione all'accoglimento delle nostre istanze». Nel corso della Conferenza dei Servizi, «la società Terna – hanno proseguito l'assessore Antonelli e il consigliere Sospiri – ha preso nota delle nostre proposte, ma ha chiesto di poter effettuare delle verifiche sul territorio per valutare la fattibilità reale del nuovo percorso individuato dai nostri uffici e le eventuali difficoltà che i lavori potrebbero incontrare».
Tra l'altro Terna ha chiesto di incontrare le Autorità di Bacino per accertare la possibilità, una volta eseguita l'opera, di effettuare ispezioni del proprio cavo lungo l'argine del fiume, possibilità che peraltro non è stata assolutamente preclusa.
17/03/10 12.13