Appalto Asl: tutto iniziò nel 1997 tra stranezze, dimenticanze e transazioni

Alessandro Biancardi

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Appalto Asl: tutto iniziò nel 1997 tra stranezze, dimenticanze e transazioni
PESCARA. Mentre la procura di Pescara continua le indagini partite dall’appalto per la ristrutturazione del reparto materno infantile del presidio ospedaliero di Pescara, dalle carte della Asl è possibile ripercorrere la storia di questi lavori che hanno attraversato quattro generazioni di direttori generali.

Lavori travagliati caratterizzati da alcuni spunti interessanti.
Gli inquirenti vogliono capire se quanto è emerso finora siano soltanto fatti isolati o se il sistema corruttivo fosse consolidato già da tempo e magari possa interessare una cerchia di persone ben più ampia.
La storia di questo appalto comincia in realtà il 14 maggio 1997 con la delibera 1614 firmata dall'allora direttore generale della Asl di Pescara, Antonio Fabbrocino, affiancato dal direttore amministrativo, Giovanni Di Clemente, e dal direttore sanitario, Giovanni Federico.
La delibera ha come oggetto proprio i «lavori di ristrutturazione del presidio ospedaliero per l'allocazione del dipartimento materno infantile e per l'adeguamento di un vecchio padiglione (ex Cim) da adibire a uffici amministrativi».
Con questo documento si approva poi il bando di gara, la lettera di invito e la conseguente indizione della gara mediante licitazione privata.
Il progetto esecutivo era stato approvato nel 1996 e fu redatto dal consorzio Medil- Italtecne Servizi srl –Progetto srl con sede legale a Roma. L'importo complessivo dei lavori da realizzare nel 1996 è di 4 miliardi e 100 milioni di lire.
L'iter segue il suo corso e la giunta regionale dà il suo avallo, il Cipe eroga il finanziamento.

CORDONE DA' IL VIA ALLA SECONDA FASE DI LAVORI

Sei anni dopo -siamo all'8 maggio 2003- il direttore generale è Angelo Cordone nominato dalla giunta regionale presieduta da Giovanni Pace il 15 gennaio 2002.
Con la delibera 612 si dà il via alla seconda fase dei lavori di ristrutturazione del reparto materno infantile (ex Ivap) con un conferimento di incarico di progettazione definitiva ed esecutiva che viene affidata ad una società che si chiama Proget srl il cui amministratore unico e l'ingegnere Paolo M. Rossi nato a L'Aquila il 29 maggio 1944. La sede legale della ditta però è a Pescara in piazza della Marina.
Una delibera come tante, se non fosse per alcuni particolari che spiccano.
Intanto fa parte di un nutrito “set” di delibere firmate tutto nello stesso giorno e tutte relative ad incarichi di progettazione di lavori per importi consistenti.
Inoltre la delibera 612 ha una ulteriore particolarità poiché conferisce un incarico senza peraltro mai specificare l'importo esatto e dunque relativo alla spesa per l'ente pubblico.
Si ripete più volte, sia nella delibera, sia nel disciplinare, soltanto che «l'importo è inferiore a € 100.000» e si riferisce a lavori che costano invece 3.346.000 € .
Resta dunque un mistero: la parcella percepita dall'ingegner Rossi relativamente a questo incarico.

8 MAGGIO 2003: DELIBERE DI INCARICHI DI PROGETTAZIONE A RAFFICA

La giornata, come detto, per il manager Cordone inizia presto perché sono tante le delibere approvate quell'8 maggio 2003 e si tratta sempre di conferimenti di incarico di progettazione i cui beneficiari sono Carlo Farroni di Napoli ed Edoardo Monaco di Roma, ora per la sistemazione dell'area del presidio ospedaliero di Penne, ora per l'adeguamento alla normativa disabili e ogni volta l'importo è «inferiore a € 100.000» ma non si specifica a quanto ammonta con precisione.
Altri incarichi vengono affidati ancora all'ingegner Paolo Rossi e all'architetto Antonio Troiano, questa volta per lavori di ristrutturazione e sopraelevazione del centro trasfusionale dell'ospedale di Pescara (anche qui niente importo); ancora l'ingegner Rossi con l'architetto Alessandro Martini di La Spezia per la progettazione dei lavori di completamento del pontile di collegamento dell'ospedale di Penne.
Altra delibera, altro incarico all'accoppiata Rossi-Monaco e questa volta per la progettazione dei lavori di attivazione della centrale di sterilizzazione dell'ospedale di Penne.
C'è poi da progettare la ristrutturazione del reparto di anestesia e rianimazione e l'incarico viene affidato ancora all'ingegner Rossi e sempre per un importo indefinito ma inferiore a 100.000 euro.
In totale le delibere di affidamento sono una decina, tutte firmate lo stesso giorno, ed i nomi che ricorrono sono sempre gli stessi: su tutti però predomina incontrastato l'ingegner Rossi della Proget srl. L'importo per tutti gli incarichi unmistero.
È inoltre curioso che nessuno si sia mai accorto come queste delibere avessero importi di spesa indefiniti e dunque sarebbe interessante capire qual è la cifra poi iscritta realmente nel bilancio.
Ma come veniva gestita la sanità a Pescara lo si capisce bene anche da questo spaccato scandagliato quasi per caso. Solo perché 13 anni dopo la procura decide di vederci chiaro.

INCARICHI A RAFFICA E PURE DOPPIONI

Infatti, quella raffica di affidamenti diretti di progettazione vengono impugnati qualche mese dopo verso la fine del 2003 dal Consorzio che dal 1993, attraverso una convenzione, si occupava della gestione integrata di tutti gli interventi edili e di ristrutturazione della Asl di Pescara.
In pratica dal 1993 si decise di affidare la progettazione -probabilmente per ragioni di economia- ad un unico consorzio.
Quando arriva il manager Cordone però fa finta di nulla e si dimentica di questo accordo, firmando una serie di delibere che vanno sostanzialmente a sovrapporsi al Consorzio di progettazione Italtecne-Progetto e Medil, quello che realizzò la prima progettazione del materno infantile.
Il consorzio fa capo agli ingegneri Giovanni Di Vincenzo, Giovanni Lupone e Giacomo D'Aquino.
Il consorzio impugnò davanti al Tar le delibere illegittime di Cordone poiché rivendicava giustamente per sé quegli incarichi affidati ad altri.
Come finì la storia?
La Asl di Pescara era talmente convinta della illegittimità di quegli incarichi doppioni che si accordò con il consorzio per una transazione e versò sull'unghia 390.000 euro.
Una transazione che ha il sapore dell'ammissione di un grave errore pagato con soldi pubblici.
La convenzione con il consorzio di progettazione fu così scissa ed il manager Cordone da allora ebbe campo libero per affidare nuove progettazioni a professionisti di sua fiducia.

Alessandro Biancardi 17/03/2010 10.20


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TUTTO SULL'INCHIESTA PER CORRUZIONE PER I LAVORI DEL MATERNO INFANTILE