Cavo sottomarino:si cambia percorso. Terna si accolla dragaggio e parco fluviale

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il cavo sottomarino per la realizzazione di una interconnessione elettrica tra l'Abruzzo e Montenegro potrebbe interessare la sponda del fiume e non più la riviera sud.



Se ne discuterà oggi a Roma dove la Regione parteciperà alla conferenza dei servizi in programma al ministero delle attività produttive.
Proprio gli esponenti regionali sosterranno la necessità di spostare il percorso del cavo.
Ad annunciarlo l'assessore comunale di Pescara, Marcello Antonelli, il capogruppo del Pdl al Comune e consigliere regionale, Lorenzo Sospiri, e il presidente della commissione urbanistica, Armando Foschi.
Il progetto e' frutto di un accordo tra il Governo italiano e quello del Montenegro e prevede un nuovo elettrodotto di 415 km complessivi, che si svilupperanno per 390 km in cavo sottomarino, per 10 km in cavo interrato in Montenegro, e per 15 km in Abruzzo con cavi interrati in corrente continua, da Pescara a Cepegatti.
Per quanto riguarda inoltre la modifica del percorso il cavo sarà realizzato ad una profondità non inferiore a 5 metri e non interesserà più il territorio di Spoltore.
Il capogruppo del Pdl Sospiri ha spiegato che la società Terna che deve realizzare l'infrastruttura si è già mostrata favorevole.
Tra i benefici per il Comune la riqualificazione del parco fluviale con la realizzazione di piste ciclabili e il dragaggio del porto canale a carico della società Terna.
Due investimenti importanti nei quali le amministrazioni locali hanno già speso milioni di euro senza trovare soluzioni risolutive.
Nel primo caso si è perso ormai il conto di quanti soldi siano stati investiti nel corso degli anni: dagli ultimi 500 mila euro stanziati per il completamento del parco, al primo milione e 250 mila euro stanziato all'inizio.
Di sicuro, però, c'è soltanto che dopo questa ulteriore spesa di soldi pubblici di risultati se ne vedono ben pochi. Il parco fluviale è coperto da erbacce ed è ormai impraticabile da tantissimo tempo.
Il periodo fortunato è durato ben poco dal momento che lo stesso presidente della Provincia Giuseppe De Dominicis dovette arrendersi alle continue escursioni vandaliche.
Si richiese anche l'intervento dell'allora prefetto Giuliano Lalli ma fino ad oggi la situazione non è migliorata.
Recentemente il presidente Guerino Testa ha annunciato che vorrebbe riqualificare la zona, ma servono fondi. Che la Terna sia una buona mammella da cui spremere?
Stessa sorte per il dragaggio: continui quelli al porto di Pescara ed ogni volta se ne vanno 500 mila euro e si sa già che questo sistema non risolve i gravi problemi del porto ma tampona solo per periodi medio brevi l'emergenza insabbiamento.
Anche qui l'apporto di Terna servirà solo a coprire la pessima gestione della cosa pubblica e a mettere per un po' la polvere sotto il tappeto.
Peccato perché con quei soldi si potevano fare moltissime altre cose di utilità pubblica.

16/03/2010 9.29