Villa Pini. Il curatore fallimentare fa chiarezza e smentisce la Regione

Alessandro Biancardi

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Villa Pini. Il curatore fallimentare fa chiarezza e smentisce la Regione
CHIETI. E per Villa Pini venne il giorno delle verifiche e delle sorprese. E forse della verità. Ieri è bastato un incontro con il curatore fallimentare, su richiesta dei sindacati tutti (Cgil, Cisl, Uil, Ugl ai massimi livelli) e subito sono emerse le bugie. * PRESENTATO IL GRUPPO GUIDATO DA PAOLO PRIMAVERA
Ma anche le mezze verità, le parole dette così, “tanto per rabbonire” i dipendenti durante la manifestazione in Consiglio regionale.
«Dietro le parole della Regione il nulla – ha commentato Angela Scottu, Cgil, al termine dell'incontro – e sono troppo buona. Perché si va delineando uno scenario incomprensibile: ci dicono che stanno lavorando per Villa Pini, ma di atti concreti non ne vediamo uno che sia uno. Al contrario quello che stanno facendo va contro l'interesse dei lavoratori e – a sorpresa – ci sembra anche contro la curatela fallimentare».
Insomma l'impressione finale dell'incontro sindacati-curatore, alla luce delle domande poste e delle risposte della Ivone (tutte sul filo del diritto, il curatore è stata attentissima a non farsi coinvolgere nelle dispute politiche) è che l'assessore alla sanità Venturoni ed il presidente Chiodi navigano a vista e forse non conoscono nemmeno loro dove li porterà la nave di Villa Pini.
L'unica cosa vera e provata di quello che è stato detto l'altro ieri a L'Aquila è l'incontro del 17 marzo a Roma.
A Roma?
Abruzzo provincia dell'Impero?
Eppure la storia ci rimanda una regione che dette il filo da torcere ai Romani. Oggi invece su Villa Pini, in assenza di un progetto autonomo, si va a chiedere al Governo come uscire dal guado.
Oppure qualcuno vuol far vedere “quanto siamo bravi” perché tagliando la clinica di Angelini si risparmia sul bilancio della sanità ed il Piano di rientro dai debiti è salvo?
Sembra sfuggire alla politica regionale che questi tagli si fanno sulla pelle dei lavoratori e dei malati, i primi senza stipendio, i secondi senza quelle prestazioni che prima venivano effettuate.

IL CURATORE SMENTISCE LA REGIONE PIU' VOLTE

L'incontro con il curatore inizia in clinica poco dopo le 17, ora dell'appuntamento, perché il curatore è impegnato a firmare i documenti per la cassa integrazione. Poi si va subito sul concreto. Angela Scottu, a nome degli altri sindacalisti che comunque interverrano poi tutti (da Domenico Rega, Uil, a Di Gregorio per l'Ugl, a Cerasoli, a Gagliardi, alla Cisl e così via) pone domande per sapere se, ad esempio, è arrivato il milione e 900 mila euro promesso e bloccato presso la Asl di Chieti per un pignoramento poi revocato.
Soldi necessari come l'ossigeno per l'esercizio provvisorio che ora è in apnea.
«No – spiega la Ivone – non li abbiamo ancora avuti, siamo in attesa, speriamo che arrivino presto perché la gestione costa e non possiamo far fronte con i nostri mezzi». Ancora: al curatore è arrivata la copia della richiesta della Asl al sindaco Ricci per la revoca della sua ordinanza per la chiusura di Villa Pini?
«Il timore è che ci possa essere una strumentalizzazione elettorale – commenta Angela Scottu – e far ricadere su Ricci responsabilità che non ha. Semmai ha il merito ed il coraggio di aver inciso questo bubbone».
Risposta :«No, non ci è stato notificato nulla, credo che il sindaco con il quale sono in contatto me la farà avere. Se sarà il caso faremo le nostre controdeduzioni».
Altra domanda dei sindacalisti:«L'assessore Venturoni ci ha detto che state lavorando insieme. Cosa state facendo?».
Risposta: «Mi sono incontrata subito dopo il fallimento (era il 24 febbraio) sia con l'assessore che con il sub commissario Baraldi. Ci hanno chiesto 20 giorni di tempo per darci qualche risposta – ha detto il curatore – e quindi siamo nei tempi. Intanto io ho scritto anche una lettera perché le parole vanno bene, ma nella mia posizione servono documenti scritti. Mi hanno risposto, dicendo le stesse cose per le quali si erano impegnati a voce. Ma io mi muovo solo sul piano del diritto, non posso interloquire sulle dichiarazioni politiche».
D'accordo, è stata la risposta dei sindacati, allora ci dica se la legge fallimentare prevede che gli accreditamenti debbano essere ripristinati.
La risposta di Ivone è chiara:«la legge prevede che proseguono tutti i contratti in essere. Di più non posso interpretare».
Ci dica allora se li avete chiesti o no questi accreditamenti, visto che un assessore ha detto che non sono stati richiesti: «Gli accreditamenti li abbiamo chiesti, su questo c'è stato anche un incontro – continua il curatore – a meno che la Regione non si aspetti una richiesta in via amministrativa. Che so, una vertenza, un contenzioso. Non saprei. Per essere più precisi qui non si tratta di nuovi accreditamenti, ma della sospensione della revoca».
«L'assessore Venturoni ci ha detto che state studiando insieme un percorso romano…», chiedono i sindacati.
Risposta di Ivone: «Forse lo sta studiando lui, io sono in attesa di saperlo».
Ma se il Tribunale ha scelto al via del fallimento con esercizio provvisorio, vuol dire che ha valutato la “fattibilità” dell'esercizio stesso.
Altrimenti poteva chiudere e basta.
La politica bypassa il Tribunale?
Risposta: «No comment. La decisione del Giudice fallimentare è scritta chiaramente in sentenza».
E via di questo passo, anche su problemi minimi, ma importanti: se la Asl ha istituito un centro di costo per Villa Pini (ad esempio come ha fatto per il terremoto: codice T09), se la farmacia ospedaliera eroga le medicine, se la Clinica viene messa in grado di operare.
«Il messaggio distorto che è passato – chiarisce Domenico Rega, Uil – è che la clinica è morta, perché è fallita. Non è così: gli ambulatori funzionano, le analisi si eseguono, la tac e la risonanza magnetica si possono fare. E' vero che mancano i soldi per la manutenzione della Rmn, ma proprio per questo serve che arrivino i soldi. Il personale è disponibile a lavorare. Fate sapere che siamo vivi».
Certo: vivi e reattivi.
I sindacati lo hanno detto con chiarezza: «siamo pronti ad azioni legali se ci accorgiamo che i ritardi della Regione stanno depauperando il patrimonio che deve essere tutelato per i creditori che siamo anche noi».
Insomma due linee parallele che non si incontrano: la Regione che va per la sua strada e con i suoi tempi molto lenti e con le sue scelte difficili da interpretare e spesso contraddittorie rispetto ai proclami, l'esercizio provvisorio che fa i salti mortali ogni giorno per assicurare un futuro a Villa Pini senza gli aiuti promessi. In mezzo i dipendenti, pronti a vendere cara la loro pelle, cioè il loro posto di lavoro.

Sebastiano Calella 11/03/2010 12.05

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PRESENTATO IL GRUPPO GUIDATO DA PAOLO PRIMAVERA

CHIETI. La Società DDP SpA Servizi Sanitari, ha incontrato questa mattina presso la sede di Confindustria Chieti le organizzazioni sindacali per presentare la compagine societaria e il piano industriale finalizzato all'acquisizione di tutto o di parte del Gruppo Villa Pini.
L'organo esecutivo societario è composto dall'ingegner. Paolo Primavera, presidente della società, titolare della Co.Ge.Pri Srl e attuale presidente della Sezione Ance Chieti, Nicola D'Ippolito, titolare della Cosmetal Srl e attuale presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Chieti, Serena Columbo, medico specialista in medicina fisica e riabilitazione, direttore sanitario e socio della Fisioter sas, dirigente medico presso Montecatone Rehabilitation Institute, Pierpaolo De Nicola, medico specialista in chirurgia generale, titolare della Casa di cura Stella Maris e socio della Casa di cura Villa Anna di San Benedetto, Andrea Di Prinzio, aziendalista e componente CdA di case di cura extra regionali.
Sono stati illustrati alle organizzazioni sindacali gli obiettivi a breve e medio termine che dovrebbero consentire alle strutture del Gruppo una veloce ripresa delle attività sanitarie, ovviamente condizionate dal ripristino degli accreditamenti precedentemente sospesi.
«Tutto questo», spiegano dal gruppo, «grazie anche alla possibilità di avvalersi di consulenze strategiche in grado di “rimettere immediatamente in moto” un'attività che altrimenti perderebbe a brevissimo know-how e mercato. Non ultima per importanza, la constatazione che questo Gruppo è costituito integralmente da imprenditori abruzzesi che intendono conservare nel territorio regionale le competenze, le professionalità e le risorse umane acquisite in lunghi anni di esperienza».

11/03/2010 12.39
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