Asl Pescara, primo anno di D’Amario: parola d’ordine «razionalizzare»

Alessandro Biancardi

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Asl Pescara, primo anno di D’Amario: parola d’ordine «razionalizzare»
PESCARA. Reparti con tre caposala o addirittura senza caposala. Quattro primari nello stesso reparto oppure nessun primario e 3 vice primari.
Assunzioni come nel Medioevo: lì, con l'imposizione della spada si nominava un cavaliere, qui nella Asl di Pescara si assumeva così un portantino o un infermerie. «Questa è la realtà che ho trovato», ha spiegato il manager Claudio D'Amario alla presentazione del bilancio del suo primo anno di attività.
Un compleanno pieno di dati, di progetti e di numeri, «soprattutto un nuovo clima all'interno dell'azienda», ha tenuto a sottolineare il manager.
La prima parte della sua attività è stata quella del monitoraggio delle spese e dei servizi per una ricognizione del patrimonio professionale, umano e tecnologico per poi partire ad incidere sui servizi e sull'organizzazione.
«La qualità dell'assistenza – ha detto – dipende certo dai medici competenti e dal personale esperto, ma l'organizzazione è quella che fa diventare di qualità e di eccellenza un ospedale o un servizio».
E via con i numeri e con le realizzazioni dove la cultura delle competenze del personale e della responsabilità (il personale è sembrato la scommessa di D'Amario) è stata la carta vincente, senza trascurare la formazione e la valutazione con verifiche periodiche dei risultati raggiunti.
Un fiore all'occhiello del manager è stata la trasformazione dei cococo in dipendenti a tempo indeterminato, così come la messa in rete dei 5 ospedali del territorio.
«Non si può fare tutto e tutto bene dappertutto – ha detto D'Amario – noi siamo partiti dai bisogni dei malati che abbiamo diviso in tre categorie: gli acuti, la fase curativa, la riabilitazione».
E poi una serie di interventi, dal potenziamento della Radiodiagnostica interventistica (osso, vertebre, fratture), alla Radiologia neurologica, all'Endoscopia 24 H e a quella pediatrica, passando per l'Odontoiatria sociale, il Centro per la terapia del dolore e il prossimo Hospice.
Poi una serie di lavori e di interventi per migliorare l'ospedale di Pescara e quelli degli altri centri.
Insomma una risposta a tutte le richieste e a tutte le emergenze, dal terremoto («siamo stati operativi subito e dopo 4 ore già abbiamo ospitato i primi ricoverati») ai Giochi del Mediterraneo, alle campagne vaccinali, all'accordo con i farmacisti per la distribuzione dei pannoloni.
E una risposta anche per il Centro di igiene mentale di Pescara Nord che ha posto alcuni problemi di personale e di strutture.
Il futuro?
«Abbiamo in cantiere diversi lavori, dal nuovo Pronto soccorso al Trauma Team, ai nuovi percorsi interni. Sono consapevole di non aver risolto tutto, ma era solo un anno di lavoro. Ci sono criticità che conosco, dal Cup alle liste di attesa eccetera. Ma come dice quel cartello stradale sui lavori in corso: scusate il disagio, ma stiamo lavorando per voi».

Sebastiano Calella 11/03/2010 8.50