Da Los Angeles modelli matematici anticrimine. Anche D'Orsogna tra gli studiosi

Alessandro Biancardi

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LOS ANGELES. Modelli matematici anticrimine che possono servire agli investigatori per ridurre i reati in città.


La ricerca è stata fatta in dall'Università della California. Nel gruppo di studio anche Maria Rita D'Orsogna, abruzzese che da mesi si batte contro la petrolizzazione della costa teatina, ma residente negli States dove lavora come docente presso il dipartimento di Matematica della California State University.
La ricerca offre scenari interessanti, fino ad ora visti soltanto in alcune serie tv. Si pensava potesse essere solo finzione, invece...
In pratica, il gruppo di ricercatori guidato da Jeffrey Brantingham dell' Ucla, costituito dall'antropologo Jeffrey Brantingham, che lavora con il dipartimento di polizia di Los Angeles, da Andrea Bertozzi, direttore del dipartimento di matematica applicata alla Ucla, dalla sua collega Martin Short (che ha guidato la ricerca) e da George Tita, docente di criminologia dell'Università della California di Irvine, ha sviluppato grazie a modelli matematici e il calcolo statistico delle vere e proprie mappe con le zone a rischio, ossia «i punti caldi».
Secondo i ricercatori, questi punti caldi si differenziano in due tipi: ci sono hot spot che si generano da piccoli “picchi” che crescono in un'area a bassa densità criminale (super-critical hotspots) e hot spot che nascono in un territorio dove la criminalità è densamente distribuita e tende a centralizzarsi (subcritical hotspots).
D' Orsogna dalle pagine del Corriere della Sera spiega che «secondo questa teoria una volta che c' è stato un furto in un luogo preciso, il rischio che ve ne siano altri nelle strette vicinanze, o nella stessa abitazione, aumenta. Il fenomeno ha un' estensione limitata nel tempo - aggiunge l' esperta - a Long Beach dura un paio di settimane e per un raggio di 100 metri dal punto iniziale della vittimizzazione».
«Se si agisce senza conoscere che tipo di hot spot stiamo affrontando non saremo in grado di predire se si sta soltanto causando uno spostamento dell'hot spot in un'altra zona o se si sta davvero riducendo la criminalità», ha spiegato Brantingham. Piazzare la polizia in un punto caldo spesso significa semplicemente spingere la criminalità a spostarsi. Alcuni hot spot noti per spaccio di droga e crimini violenti sono stati invece eliminati contro ogni previsione degli analisti.
«Ma non c' è solo il crimine - dice Mimmo Iannelli dell' Università di Trento - i modelli spiegano pure la dinamica di coppia prevedendo persino il divorzio».

10/03/2010 15.06

[url=http://newsroom.ucla.edu/portal/ucla/can-math-and-science-help-solve-153986.aspx]LA NOTIZIA SUL SITO DELL'UCLA[/url]