Trasferte aeree, il Ministero:«Di Mattia deve ottenere i rimborsi»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Ad Attilio Di Mattia spettano i rimborsi per la sue trasferte aeree Vienna-Roma per partecipare ai lavori del Consiglio provinciale di Pescara nel quale è stato eletto.


A rispondere al quesito è stato il Ministero dell'Interno (Vice capo dipartimento vicario), al quale si era rivolto la Provincia di Pescara dopo che il caso era finito sulla stampa locale ma non prima di erogarli.
La polemica scoppiò sotto Natale quando il consigliere dell'Idv denunciò regali da 6 mila euro del presidente Guerino Testa per giunta e consiglieri. Testa replicò accusando Di Mattia di chiedere i rimborsi per le sue trasferte di lavoro aeree dall'Austria a Roma. Ne seguì una bufera mediatica nella quale tra errori e verità parziali si preferì la strumentalizzazione politica.
Secondo la Provincia sarebbero già stati sborsati 1.275 euro (conguaglio per sei mesi). Erano dovuti o no?
Di Mattia spiegò di essersi mosso solo dopo un parere positivo dell'Ente ma quando il caso finì sui giornali il presidente del consiglio Giorgio De Luca annunciò che si sarebbe rivolto al Ministero dell'Interno per sapere se il consigliere fuori porta avesse effettivamente diritto a questi rimborsi anche perchè il Testo unico degli enti locali spiega che il rimborso spese e indennità di missione spetta agli amministratori «che risiedono fuori dal capoluogo del comune ove risiede».
E la risposta dal ministero è arrivata lo scorso 25 febbraio: «agli amministratori che risiedono fuori dal capoluogo del Comune ove ha sede il rispettivo ente spetta il rimborso per le sole spese di viaggio effettivamente sostenute per la partecipazione ed ognuna delle sedute dei rispettivi organi assembleari ed esecutivi, nonché per la presenza necessaria presso la sede degli uffici per lo svolgimento delle funzioni proprie o delegate».
«Ritenuto che debba riconoscersi il diritto dell'amministratore in questione al rimborso», continua il ministero, anche in ossequio al principio democratico posto all'articolo 51 della Costituzione, va da sé che tale diritto non può essere negato con una norma regolamentare che limiti il rimborso delle spese ai consiglieri residenti nel territorio provinciale, in considerazione della gerarchia delle fonti accolte al nostro ordinamento».
E sulla questione se l'Ente provinciale debba provvedere al rimborso aereo o a quello chilometrico il ministero è chiaro: «si opti per la soluzione che comporta minori oneri a carico del bilancio provinciale»
Assodato quindi che Di Mattia da Vienna può ottenere i rimborsi, certo fa specie notare come il consigliere che risiede all'estero costi meno di alcuni consiglieri che giocano in casa ma maggiormente presenti alle commissioni.
Solo per il mese di novembre, ad esempio il consigliere di Montesilvano aveva ricevuto 572 euro mentre, come aveva già verificato il quotidiano Il Centro, Roberto Pasquali 940 euro (da Penne), Lucio Petrocco 921,23 euro (da Civitaquana), 515,71 per Antonio Castricone (da Popoli), 485,10 euro per Antonello Linari (da Torre dè Passeri) o i 429,03 euro di Camillo Sborgia (da Cepagatti).
Costose anche le trasferte di Ersilio Tocco da Alanno: 417 euro.

a.l. 09/03/2010 16.01