Dragaggio Pescara, l'ennesimo escavo di 52 mila metri cubi di sabbia

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Entro tre settimane al massimo la Cooperativa San Martino entrerà nel porto canale di Pescara per iniziare l'ennesima operazioni di dragaggio.

Entro trenta giorni, dunque entro fine aprile, verrà effettuato l'escavo di 52mila metri cubi di sabbia e fango che verranno depositati all'interno della vasca di colmata che non è ancora esaurita.
Lo hanno annunciato il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e il consigliere regionale Lorenzo Sospiri al termine del vertice al quale hanno preso parte i rappresentanti della Regione Abruzzo con il dirigente Gerardini e, tra gli altri, il vicecomandante della Capitaneria di Porto e i responsabili dell'Arta.
«Dopo mesi siamo finalmente giunti al capolinea di una procedura che sette mesi fa abbiamo trovato completamente bloccata tra gli uffici e che siamo riusciti a rilanciare attraverso un'azione condotta direttamente presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – hanno ricordato il sindaco Albore Mascia e il consigliere Sospiri -. Di fatto già lo scorso luglio abbiamo trovato la disponibilità nelle casse regionali di circa 300mila euro, residuo di un altro appalto sempre relativo al dragaggio condotto nel giugno del 2009, una somma cospicua, ma pure insufficiente a coprire le esigenze del porto canale di Pescara, che per anni è rimasto privo di tale servizio che invece con la Regione Abruzzo dovremo rendere costante e periodico».
Già ieri mattina Gerardini ha annunciato la firma di un ultimo provvedimento autorizzativo definitivo e finale che la Regione a sua volta, come previsto dalla procedura, rispedirà al Dicastero, a Roma e, come stabilito ufficialmente nel cronoprogramma dei lavori, le operazioni di dragaggio partiranno entro due, massimo tre settimane, dunque entro fine marzo.
Il dragaggio interesserà la darsena e il fiume, dunque porto commerciale e le banchine dei pescatori.
Chiusa l'emergenza, amministrazione comunale e governo regionale torneranno a incontrarsi per affrontare la necessità di programmare i nuovi interventi di escavo: «la particolare morfologia del nostro scalo e la presenza della diga foranea», ha ricordato Mascia, «rendono praticamente sistematico l'interramento e l'insabbiamento dei fondali, dunque già per fine estate dovremo programmare una nuova operazione».

06/03/2010 11.59