Villa Pini:ora i ritardi della Regione diventano sospetti. Chi ne trae vantaggi?

Alessandro Biancardi

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Villa Pini:ora i ritardi della Regione diventano sospetti. Chi ne trae vantaggi?
CHIETI. Un indizio è un indizio: si pensi per esempio all'andamento dilatorio dei consigli regionali farsa di fronte ai dipendenti di Villa Pini senza stipendio da un anno.
Il secondo indizio fa nascere un sospetto: vedi l'audizione in quinta Commissione sanità, quando Chiodi parlò chiaro e alcuni tacquero sul destino molto incerto dei lavoratori della Clinica.
Tre indizi però potrebbero essere una prova. Ieri infatti nell'incontro dei sindacati con Giuseppina Ivone, il curatore fallimentare di Villa Pini che ha lamentato apertamente il ritardo della Regione nel riattivare gli accreditamenti sospesi.
Chiodi dunque peggio di Angelini nella gestione del futuro della società fallita e soprattutto dei suoi dipendenti?
«Dalle parole del curatore (che era assistito anche da Francesco Cancelli e Roberto Falcone, ndr) appare chiaro il disegno della Regione – ha commentato Angela Scottu, Cgil – rinviare, non prendere decisioni, assumere su ogni argomento un atteggiamento dilatorio, sperare che la cosa si incanali e si risolva solo con il fallimento, attraverso le sue tappe. Insomma la scelta sembra quella di far pagare ai lavoratori il debito della sanità, attraverso il recupero del budget assegnato ad Angelini e non erogato».
Stessa preoccupazione da parte di Vincenzo Traniello, Cisl, per il quale «di fronte a questa mancata revoca della sospensione degli accreditamenti noi siamo intenzionati ad interessare le nostre strutture regionali e nazionali. La Regione attendista non ci incanta più perché abbiamo il sospetto che i 70 milioni risparmiati dalla sanità con Angelini vadano a chiudere il buco dei conti. Cioè il debito lo pagano solo i lavoratori».

IL CURATORE FALLIMENTARE SOLLECITA IL RITORNO DEGLI ACCREDITAMENTI

A sorpresa, infatti, il curatore ha riferito che è stata una delle sue prime iniziative quella di richiedere la sospensione della revoca degli accreditamenti, ma di non aver avuto risposte né dal presidente Chiodi né dal sub commissario Giovanna Baraldi.
C'è stato anche un incontro informale, con tanto di scambio verbale sull'argomento, ma anche questo non ha sortito effetti.
La preoccupazione del curatore è anche di natura tecnica: per legge la sua gestione “deve” essere fatta a favore ed a tutela dei creditori (dipendenti compresi): che attività si può svolgere in Clinica e quali guadagni ci possono essere se non ci sono malati ricoverati in convenzione?
Ma la Regione tergiversa ed anche la lettera del 19 febbraio è rimasta senza risposte. Che la vicenda sia strana lo testimonia un altro aspetto: gli accreditamenti sono stati revocati perché la vecchia proprietà non pagava gli stipendi almeno da tre mesi.
La nuova società nata dopo il fallimento non ha questo ritardo e tra l'altro pagherà in questi giorni i primi stipendi: e allora perché gli accreditamenti non ripartono?
Se lo sono chiesti in molti ieri pomeriggio, con una domanda inespressa che poi alla fine Ranieri, Cgil, ha tirato fuori a denti stretti: «Chi è che vuol far chiudere Villa Pini?»

GRUPPI DELLA SANITÀ PRIVATA PRONTI A SBARCARE IN ABRUZZO

Una domanda che serpeggia da tempo tra i sindacalisti ed i lavoratori, sorpresi dalla mancata soluzione della vicenda (restano sospese le altre società, assai incerto è il destino dei liberi professionisti, la riabilitazione va a singhiozzo con mille difficoltà per malati e fisioterapisti) e soprattutto dalla nebulosa che avvolge le scelte o le non-scelte della Regione.
Non convince soprattutto lo “stop and go” delle decisioni: magari oggi gli accreditamenti verranno riattivati, ma perché far aspettare?
«I tempi dei dipendenti senza stipendio non sono quelli della politica», gridò una dipendente del San. Stefar. all'assessore alla sanità Lanfranco Venturoni.
Il sospetto oggi è che alla fine esca fuori un piano - ai più sconosciuto - in grado di fare un boccone solo di Villa Pini, dei suoi accreditamenti e della riabilitazione, ma senza il peso dei dipendenti intanto dispersi, come i malati. In questo caso il salvatore della patria – si fa per dire – non sarebbe Neuromed, esclusa a priori perché non “simpatica” alla Giunta regionale, anche se finora è stata l'unica che è uscita allo scoperto con un'offerta pubblica articolata.
Probabilmente l'Abruzzo, ridiventata terra di conquista, fa gola ad altri potentati della sanità privata, come il Gruppo Villa Maria, fortissimo in Emilia e recentemente anche in Puglia.
Un arrivo temuto da parte degli operatori privati del settore che avevano tirato un sospiro di sollievo dopo il tracollo di Angelini, nemico di tante battaglie e forte competitor nel rapporto con la politica, di cui forse si volevano dividere le spoglie.

PIERANGELI E SPATOCCO A ROMA PREOCCUPATI PER I RITARDI DELLA REGIONE

Nei giorni scorsi c'è stata una riunione “segreta” a Roma.
Due imprenditori della sanità privata, Luigi Pierangeli e Lorenzo Spatocco, hanno preso la strada della Camera dei Deputati per parlare con l'onorevole Giuseppe Palumbo, presidente della Commissione sanità. Un incontro informale e trasversale, al quale erano presenti pure l'onorevole Daniele Toto (Pdl) e la collega di Pescara Vittoria D'Incecco (Pd), oltre che il sub commissario regionale alla sanità Giovanna Baraldi, la cui presenza è stata richiesta espressamente visto che non aveva risposto alle lettere delle cliniche che lamentavano suoi atteggiamenti eccessivamente inflessibili ed alcuni ritardi.
I due imprenditori, che in verità hanno parlato poco, si sono lamentati dei tagli ai ricoveri ed ai posti letto (quelli operati dalle scelte della Giunta regionale precedente), ma forse non era quella la sede per trattative di questo tipo.
Il convitato di pietra di questa riunione era un altro: il possibile arrivo di capitali privati della sanità, pronti a subentrare a Villa Pini.
Il tutto in un piano complessivo che vede coinvolto anche il nuovo Ospedale di Sant'Omero che verrebbe realizzato con capitali pubblici e privati, senza dire che gli accreditamenti di Villa Pini verrebbero spalmati sulla nuova presenza sanitaria privata, lasciando le briciole a Pierangeli e Spatocco che invece speravano, dopo il crollo di Enzo Angelini, di recuperare una fetta di mercato per quelle prestazioni.
La presenza irrituale di Giovanna Baraldi alla riunione ha comunque sortito qualche effetto: finalmente sono stati comunicati alle cliniche i dati dei rimborsi, finora latitanti:«controllateli pure» ha detto il sub commissario.
Poi è stata la volta dei contratti che la Regione ha preparato per le cliniche, contratti definiti “capestro” dagli interessati «eppure li ha scritti uno dei migliori avvocati d'Italia», ha chiosato Giovanna Baraldi che si è però detta disponibile ad alcune aperture.
Insomma un giro vorticoso di consulenze, di sub comissari e di esperti che mette all'angolo i professionisti abruzzesi, non in grado di esibire su internet curricula e clienti di peso, come si può leggere nel sito del sub commissario Baraldi: nel suo portfolio molti clienti illustri, compresi il Gruppo Villa Maria, l'Irccs di Milano, il San Raffaele, molte Asl ed alcune Regioni (l'Abruzzo non è stato ancora inserito).

Sebastiano Calella 05/03/2010 8.49

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