"Fangopoli": chiesto proscioglimento ex vertici Aca e Ato

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Con buona probabilità usciranno dal processo i vertici dell’Aca e dell’Ato. Nel corso dell'udienza preliminare sull'inchiesta 'fangopoli', che conta 24 imputati, infatti, il pm del tribunale di Pescara, Gennaro Varone (che ha ereditato l'inchiesta dal collega Aldo Aceto), ha chiesto il proscioglimento.

«Il fatto non sussiste» o «non costituisce reato» è questa la formula utilizzata dal pm che si riferisce agli addebiti per Bruno Catena, ex presidente dell'Aca (Azienda consortile acquedottistica), Giorgio D'Ambrosio, ex presidente dell'Ato (Ambito territoriale ottimale), Giovanni Di Vincenzo, amministratore dell'azienda 'Dino Di Vincenzo&C', Bartolomeo Di Giovanni, direttore dell'Aca, Alessandro Antonacci, dirigente tecnico dell'Ato.
Tutti e cinque gli imputati sono accusati di abuso d'ufficio, mentre Antonacci anche di turbativa d'asta.
Per Giovanni Di Vincenzo però il pm ha chiesto il rinvio a giudizio per un reato di natura ambientale.
Il pm inoltre ha chiesto il rinvio a giudizio per gli altri 19 imputati tra cui il sindaco di Navelli, Paolo Federico. La vicenda e' quella relativa all'appalto, secondo l'accusa 'truccato', per la gestione del depuratore di Pescara e al traffico di fanghi tossici.
Secondo quanto era emerso dalle indagini l'Ato e l'Aca avrebbero favorito in qualche modo l'impresa Di Vincenzo.
Tra i reati contestati corruzione, truffa, falso, violazione delle norme per lo smaltimento dei rifiuti e abuso d'ufficio. Nel corso dell'udienza poi il gup Luca De Ninis ha respinto però l'istanza di dissequestro del depuratore presentata dalla difesa.
Sarà il gup a decidere se accogliere o meno l'indicazione dell'accusa, intanto la prossima udienza è stata fissata per il prossimo 6 maggio.

04/03/2010 16.10


* TUTTO SULL'INCHIESTA "FANGOPOLI"