Il tribunale di Chieti soffoca nel pantano di sempre

Alessandro Biancardi

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Il tribunale di Chieti soffoca nel pantano di sempre
CHIETI. Procedure troppo lente, file infinite ed improduttive per ottenere un'informazione su una pratica o su un provvedimento, carenza di personale soprattutto nel settore della giustizia civile al Tribunale di Chieti.
Nasce da questi disagi l'interrogazione parlamentare che l'onorevole Daniele Toto ha rivolto al Ministro della Giustizia per sapere se «il Governo sia a conoscenza della situazione sopra rappresentata e, in particolare, se sia al corrente delle gravi disfunzioni che riguarderebbero il citato tribunale civile di Chieti».
Inoltre l'onorevole Toto chiede di consoscere se «il Ministro interrogato intenda promuovere un'ispezione per accertare le disfunzioni riferite ed adottare ogni ulteriore iniziativa utile a ristabilire la correttezza e la regolarità di funzionamento nel Tribunale civile di Chieti, rispetto ai problemi sollevati dall'interrogazione».
In pratica ci sarebbero gravi ritardi nell'emanazione di provvedimenti essenziale nell'attività civilistica e difficoltà per conoscere i Giudici assegnatari dei ricorsi. «Queste disfunzioni, specialmente quelle dei ritardi nell'assunzione di atti nell'ambito di procedimenti monitori continua l'interrogazione - sono un gravissimo vulnus alla giustizia sostanziale per effetto dello snaturamento dei procedimenti stessi, la ratio dei quali consiste nel corrispondere a esigenze di interventi tempestivi e solleciti a fronte di situazioni giuridicamente rilevanti e di diritti meritevoli di tutela».
Ne abbiamo parlato con Pierluigi Tenaglia, neo eletto presidente dell'Ordine degli avvocati di Chieti.
«In attesa della risposta del Ministro – spiega Tenaglia - posso affermare che il Consiglio appena insediato ha immediatamente avviato iniziative di confronto con i diretti interlocutori istituzionali per giungere al corretto funzionamento della macchina della giustizia. L'interesse dell'avvocatura è quello che la giustizia funzioni: per questo è necessario il contributo, nella diversità dei rispettivi ruoli, di tutti i diversi protagonisti. Attraverso un'effettiva reciprocità istituzionale con la magistratura ed il personale amministrativo bisogna giungere all'obiettivo comune di una giustizia efficiente».
«Pur trattandosi di problemi della Giustizia civile – commenta Vittorio Supino, presidente della camera penale di Chieti – posso dire di aver presentato fin da novembre un protocollo di udienza, già all'attenzione del presidente Spiniello che si è detto disponibile al cambiamento, non appena esaurite le udienze in corso. Ci saranno, ad esempio, udienze ad orario. Ma l'importante comunque è lavorare insieme senza inutili contrapposizioni».
s. c. 04/03/2010 9.01