Paura in provincia di Chieti, la stricnina torna a uccidere

Alessandro Biancardi

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CHIETI. La stricnina torna a uccidere e il bracconaggio dilaga in pieno giorno. Wwf: «questo è il volto della Regione Verde d'Europa?»


Domenica scorsa censimento di un raro rapace, il nibbio reale. Risultati: un cane di un noto ornitologo morto avvelenato; 5 colpi di fucile ascoltati in pieno periodo di caccia chiusa; un bracconiere osservato con carabina vagare nei campi; due fuoristrada incrociati con a bordo cani da caccia.
«La storia della morte degli orsi avvelenati di qualche anno fa non ha insegnato niente», conesta il Wwf.
Domenica scorsa tanti appassionati ornitologi, anche provenienti da fuori regione, erano impegnati in una giornata di censimento in provincia di Chieti.
Un giorno di volontariato dedicata al monitoraggio di una rara specie di rapace, il Nibbio reale, che ha fatto emergere una situazione di diffusa illegalità.
Oltre 30 ornitologi e volontari erano sparsi su tutta la parte meridionale della provincia di Chieti alla ricerca dei nibbi reali.
Infatti quest'area ospita una delle popolazioni più importanti d'Europa.
Alla giornata di monitoraggio hanno partecipato volontari della Lipu, Wwf, Stazione Ornitologica Abruzzese ed esperti del Corpo Forestale dislocati su 75 diversi punti di osservazione "armati" solo di binocoli e potenti cannocchiali.
Nell'area di Guardiagrele gli ornitologi hanno constatato la presenza diffusa di persone in atteggiamento di caccia e sentito diversi colpi di fucile.
Il tutto a caccia chiusa ormai da un mese e in pieno giorno.
Un noto ornitologo, invece, insieme al suo cane, un giovane pastore australiano, si è appostato sul colle del monumento degli alpini accanto a Torricella Peligna all'interno di un'Area Cinofila (un'area istituita dalla Provincia dove è vietata l'attività venatoria ma si possono allenare cani da caccia durante tutto l'anno).
Il cane correva contento nel prato, ma la corsa è durata solo pochi minuti e dopo neppure 10 secondi di tremori l'animale è caduto inerme al suolo.
«Intanto passavano ancora i nibbi ed una poiana, più in basso auto con persone che cercavano verdure selvatiche nei campi», raccontano dal Wwf.
Pronta la denuncia ai carabinieri del posto e pronto il sopraggiungere del Dirigente veterinario di zona che non poteva che constatare il decesso e ipotizzarne la causa: stricnina, un veleno il cui possesso è vietato perchè ha una tossicità ed una letalità superiore all'arsenico.
Per questo è molto noto ai bracconieri che la usano per uccidere volpi e lupi ma anche ai delinquenti vigliacchi e disonesti che per evitare che altri frequentino le "loro zone" spargono piccoli bocconi letali nelle campagne.
«Così, tra lancinanti dolori», continua l'associazione ambientalista, «in Abruzzo muoiono orsi, lupi, aquile, grifoni e gli stessi nibbi reali che si nutrono di carne ed anche cani da compagnia ignari. Nel frattempo nessuno parla e tantomeno denuncia questi criminali le cui azioni, mai scoperte, rischiano di causare anche l'avvelenamento di bambini e persone ignare. Bisognerà attendere il morto umano per scatenare, come sempre in Italia, l'emergenza?»

03/03/2010 15.06