Asl Pescara, Cisl insoddisfatta dalle risposte di D'Amario

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La Cisl Funzione Pubblica Fps di Pescara ha partecipato all’incontro con il manager della Asl di Pescara, Claudio D’Amario, sulle 12 domande sulle problematiche della sanità pescarese.



Tra queste, la Cisl Fp non condivide le argomentazioni fornite a riguardo dell'esternalizzazione del Centro Unico di Prenotazione (CUP), sulla quale era già intervenuta pubblicamente in senso contrario prima dell'incontro.
Il sindacato è per la reinternalizzazione di servizi: «occorre una verifica approfondita e tecnica della rispondenza dell'appalto a parametri quali l'economicità, la quantità, la tempistica ed un' adeguata qualità», commenta il segretario generale Ferdinando De Lellis. «Non basta solo una chiacchierata. Non si può agire solo ed esclusivamente sulla Voce di Bilancio riguardante le spese del personale per stare nei Piani di rientro spendendo altrove e questo discorso riguarda l'intera collettività per i servizi che riceve e per quanto ad essi contribuisce con le proprie tasche».
Nel merito, la Cisl Fp rileva una «forte contraddizione» tra l'appalto del Cup e ciò che è stato fatto finora quale, per ultimo, l'assunzione di soggetti appartenenti alle categorie protette da destinarvi, del potenziamento del servizio informatico aziendale come gli acquisti finalizzati all'ammodernamento strumentale e il ricorso ad un consulente esterno.
«Il fenomeno riferito dal manager dei certificati medici verificatosi quando si è fatto ricorso al personale interno», continua De Lellis, «è dovuto, sicuramente, al fatto che non ci sono stati criteri e graduatorie per la mobilità, istituto contrattuale che la Cisl vuole da tempo regolamentare. Così sono stati scelti dipendenti con una anzianità elevata, con maggiori problemi di riconversione lavorativa, anche con gravi motivi di salute e, quindi, non idonei a quello specifico lavoro, nel mentre forze fresche e giovani appena assunte sono state assegnate in Uffici più tranquilli e non al contatto con il pubblico almeno di quella natura e portata».
La Cisl è intervenuta varie volte per far applicare l'indennità 'maneggio valori' agli addetti alle Casse che possono accettare monete false, commettere errori in buona fede e correre gravi rischi quando si recano ad effettuare i versamenti degli introiti.
In più, ha proposto di formulare un progetto incentivante per questi operatori per migliorare il servizio reso all'utenza mediante la contrattazione integrativa decentrata locale, ma l'Azienda per anni è stata sorda.
«I circa 40 precari a cui fa riferimento il manager», continua il sindacato, «anche per i relativi costi sopportati, non erano tutti impiegati al Cup; bensì, se ricordiamo bene, ammontavano a circa 17 su tutta l'Azienda agli inizi del 2009. Con questo appalto si reperirà all'esterno “manovalanza” a basso costo e per una durata limitata che risponderà alla Ditta esterna con una convivenza con dipendenti di ruolo che invece continueranno a rispondere alla USL».
Per il sindacato, infine, «nel bando di gara non emerge chiaramente quali siano i punti di criticità dell'attuale sistema e cosa si vuol raggiungere. Vi sono previste una marea di penalità per cui si dovrebbe aver paura solo a partecipare a meno che già non si operi altrove. Scaturirà un'enorme mole di contenzioso. Ad esempio, il contatto telefonico con l'utenza dovrebbe essere immediato – massimo un minuto di attesa – mentre è noto che arrivano contemporaneamente centinaia di telefonate».

03/03/2010 12.43