«Una vongola doc per il Cerrano per tutelare i pescatori»

Alessandro Biancardi

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SILVI. L'Area Marina Protetta “Torre di Cerrano” si arricchisce di una nuova specialità
Mentre si è in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto istitutivo,varato nel consiglio comunale del 25 febbraio scorso, Silvi ha voluto esprimere il proprio appoggio alla categoria dei vongolari, che vedrebbe compromettere le possibilità di pesca nelle acque del parco marino.
Con una delibera votata da tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza (tranne un solo astenuto), infatti, si è voluto dare un indirizzo al futuro consiglio di amministrazione dell'Area Marina Protetta nel valutare possibilità di pesca compatibile al fine di garantire le attività della pesca dei molluschi così come richiesto dal consorzio dei vongolari Cogevo.
La delibera consigliare approvata, presentata in consiglio comunale dall'assessore al demanio marittimo Fabrizio Valloscura, che insieme al sindaco Vallescura e al presidente del consiglio comunale Carlo Di Francesco si sta interessando della vicenda, parla specificatamente di valutare la «possibilità di usufruire di un corridoio di pesca, all'interno del Parco Marino, in cui poter svolgere attività compatibile con la salvaguardia del Parco medesimo e qualificare la risorsa dei molluschi bivalvi creando una vongola doc locale».
Il parco è compreso per un tratto di costa di 7 km, e si estende fino a 3 miglia nautiche; ci sono tre zone: zona B di circa 1 km, localizzata di fronte l'area della Torre; zona C che si estende fino a 2 km; zona D che arriva fino a superare i 3 miglia.
In realtà, già una delibera del consiglio provinciale di Teramo (la n. 3 del 6 febbraio 2007) rilevò l'opportunità di dare massima attenzione alle istanze dei vongolari.
Nacque allora l'ipotesi di un corridoio di pesca all'interno delle acque interessate, con modalità e tempi regolamentati rigorosamente, e da lì l'idea della “vongola doc” del Cerrano, come prodotto tipico da veicolare nei mercati insieme all'immagine dell'area marina protetta.
L'eventualità di pesca contrasterebbe con l'istituzione di area posta a tutela ambientale ma secondo molti amministratori nel caso di una previsione del corridoio di pesca, questa verrebbe ubicata nella zona D posta più a largo.
Il sindaco Gaetano Vallescura ha chiarito che «questo atto vuol essere un imput per il futuro ente gestorio del parco, per rendersi conto che l'Area Protetta rimane un punto di riferimento per la tutela di questa area e per lo sviluppo di tematiche ambientali, ma non possiamo abbandonare questa categoria di pescatori che vedrebbe ridursi le aree di pesca; come mi ha rappresentato il presidente della Cogevo, Giovanni Di Mattia, le aree compartimentali di pesca abruzzese hanno subito un certo squilibrio negli ultimi anni, inoltre nel compartimento nord ci sono ben 84 imprese che danno lavoro a 300 persone e che inoltre la categoria sarebbe disposta a modificare le loro attrezzature di pesca, dunque chiedo, per lo meno, di porre in primo piano nel dibattito regionale di una nuova regolamentazione su tutta la costa abruzzese e tenere conto dell'interesse di questi vongolari».

02/03/2010 15.28