Nuova sede della Regione: è ufficiale non si farà sulla Tiburtina

Alessandro Biancardi

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PESCARA. E’ ufficiale, ora ci sono le carte: la Commissione Gestione del Territorio ha ufficialmente decretato stamane l’annullamento del maxi-intervento previsto all’interno dell’Ambito C della delibera di indirizzo denominata ‘PalaRegione’.



La nuov sede della Regione all'innesto della Tiburtina, voluto dalla giunta D'Alfonso, non si farà più lì. La giunta Mascia la vuole altrove.
Si tratta di un vasto progetto residenziale e terziario che avrebbe interessato circa 15mila metri quadrati di superficie situati sempre tra via Tiburtina e via Lago di Campotosto, proposto dalle società Cielo Alto e Iniziative dell'imprenditore Pierangeli.
Il progetto era strettamente connesso alla realizzazione dei nuovi Palazzi della Regione Abruzzo ed essendo venuto a cadere tale intervento, in quanto l'area è stata ricompresa nel Piano di rischio aeroportuale, automaticamente sono venuti meno gli altri tre ambiti di intervento.
Lo ha confermato il Presidente della Commissione consiliare Gestione del Territorio Gianni Santilli al termine della seduta.
«All'ordine del giorno – ha spiegato il Presidente Santilli – c'era l'esame degli interventi previsti nel programma proposto da Cielo-Alto e Iniziative, 15mila metri quadrati di opere di cui 4.773 metri quadrati destinati a residenziale e 2.295 a terziario. Un progetto che di fatto andava a modificare sensibilmente le previsioni del Piano regolatore generale, assorbendo ad esempio anche 600 metri quadrati, di proprietà dell'Ater, destinati inizialmente a edilizia residenziale popolare, e poi convertiti semplicemente in edilizia residenziale. Non solo: l'Ambito C aveva praticamente ridisegnato l'area d'intervento rispetto a quanto riportato nel Piano regolatore nel suo complesso, comunque lasciando presupporre anche passaggi di attuazione più lunghi e tortuosi. Ma a far decadere automaticamente l'Ambito, con le proposte allegate, è stato l'annullamento del progetto di realizzazione dei nuovi Palazzi della Regione previsti proprio tra via Tiburtina e via Lago di Campotosto: quella superficie è infatti stata ricompresa nel Piano del rischio aeroportuale dov'è dunque vietata la realizzazione di edifici sensibili, come scuole, ospedali e uffici pubblici».
Insomma quegli edifici alti oltre 52 metri non potevano sorgere proprio lì sul sentiero di atterraggio dell'aeroporto per motivi di sicurezza. Una motivazione però che PrimaDaNoi.it aveva già abbondantemente illustrato già nel 2005 senza che tuttavia la politica ne prendesse atto.
27/02/2010 11.04