Notaio arrestato: «almeno 700 clienti raggirati»

Alessandro Biancardi

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CAMPOBASSO. Secondo gli inquirenti sono almeno 700 le vittime della truffa messa in atto tra il 2007 e il 2009 dal notaio Fiorita Puzone. Nella rete sarebbero caduti anche diversi abruzzesi.


La professionista che vive e lavorava a Campobasso è stata arrestata ieri mattina dalla Guardia di Finanza.
Tra le vittime che gli inquirenti sono riusciti ad accertare ci sono anche la Benetton di Treviso e altre società, e privati cittadini di numerose regioni tra le quali l'Abruzzo e la Campania.
La professionista molisana - hanno verificato gli investigatori del Gico - non avrebbe versato all'erario importi per circa un milione di euro riscossi dai propri clienti per il pagamento di imposte di registro, ipotecarie, catastali dovute all'Agenzia delle Entrate a seguito di atti e rogiti.
Le indagini della Guardia di Finanza erano state avviate a dicembre dello scorso anno e si sono concluse ieri, con l'arresto del notaio avvenuto nell'abitazione della figlia a Campobasso.
Il meccanismo è stato scoperto quando agli ignari cittadini, convinti di aver assolto i loro obblighi con il fisco, sono invece arrivate le cartelle esattoriali riferite agli atti sottoscritti proprio presso il notaio Puzone.
Per Fiorita Puzone, il Gip Teresina Pepe ha disposto la misura cautelare dei domiciliari.
La Puzone da pochi mesi aveva aperto uno studio ad Orbetello (Grosseto) nel quale però non ha mai operato.
In seguito a un concorso, infatti, la donna si era trasferita in Toscana ma le Fiamme Gialle, che l'hanno sempre tenuta d'occhio hanno accertato che la donna continuava a stare in Molise.
Si aspetta, adesso, una mossa del consiglio nazionale notarile che potrebbe sospendere la professionista. In caso contrario, e se contestualmente il notaio dovesse tornare in libertà, potrebbe nuovamente esercitare in Toscana.
Il gip le ha concesso i domiciliari e così la Puzone rimarrà nella casa della figlia a Campobasso almeno fino all'interrogatorio di garanzia.
La Guardia di Finanza ha lanciato un appello agli ignari contribuenti a pagare gli importi chiesti dall'Agenzia delle Entrate e a rivolgersi a dei legali per la tutela dei loro interessi.

26/02/2010 8.54