Asl unica teatina, già spuntano i primi problemi

Alessandro Biancardi

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Asl unica teatina, già spuntano i primi problemi
CHIETI. Primi scricchiolii nel matrimonio forzato tra la Asl di Chieti e quella Lanciano-Vasto.
Economici, ma non solo, i motivi della lite: il nuovo manager ha detto no al pagamento degli incentivi al personale della Asl 2, deciso nel mese di dicembre scorso a Lanciano dal sub commissario Giancarlo Barrella.
Secondo la Asl unica si tratterebbe di un provvedimento non valido, perché preso dal sub commissario, e non supportato dalle disponibilità economiche in bilancio.
Non sono d'accordo i sindacati che sono scesi sul piede di guerra, dopo il mancato accordo nella riunione di martedi a Chieti.
«Non siamo assolutamente della stessa idea del manager – spiega Patrizia Bianchi, Nursing Up – per almeno due motivi. Il primo è che si tratta di soldi nostri, accantonati nel tempo per noi, e che a noi sono dovuti, checché ne dica la direzione generale forse male informata dai suoi uffici amministrativi. Il secondo è che è assolutamente falso che si sia trattato di un provvedimento dell'ultimo minuto. La preintesa del 10 dicembre è stata preceduta da almeno un anno di trattative con la vecchia gestione Caporossi e con il direttore amministrativo Antonello Maraldo. I fondi sono stati certificati e sono presenti nelle casse della Asl, come è ben noto a tutti quelli che lavorano nella ex Asl frentana. Adesso ci dicono che bisogna rivedere i criteri di assegnazione degli arretrati e ci offrono un acconto del 30%: respingiamo al mittente questa elemosina. Certo se le relazioni sindacali con il nuovo vertice cominciano così.....».
Nella riunione di martedì, tra l'altro, è stato presentato al manager Francesco Zavattaro il documento della Rsu aziendale frentana che chiede il rispetto dell'accordo della preintesa di dicembre per i saldi degli incentivi al personale e sollecita la concertazione e la condivisione dei sindacati del disegno di riorganizzazione della Asl per «non ledere in alcun modo la territorialità e le professionalità coinvolte».
Il timore, assai concreto e per nulla lontano nel tempo, è che la riorganizzazione possa produrre come effetto lo spostamento di personale dagli ospedali di Lanciano e Vasto a quello di Chieti, gravemente carente nella sua pianta organica per le scelte del vecchio manager Luigi Conga, infagato nell'inchiesta sulla Sanità della Procura di Pescara.
Dopo la luna di miele potrebbe essere questa la prima vera crisi nei rapporti sindacali interni, anche se sono proprio i sindacati a gettare acqua sul fuoco delle responsabilità di Zavattaro che si troverebbe a gestire una situazione molto difficile per la vischiosità di alcuni funzionari che non gli avrebbero fornito tutti i documenti necessari.
Siamo al boicottaggio o forse solo al pettegolezzo?
Nessuno del centrodestra dovrebbe avere interesse a delegittimare il manager....

Sebastiano Calella 25/02/10 11.21