L’aeroporto sempre più ostaggio dei conflitti della maggioranza Chiodi

Alessandro Biancardi

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L’aeroporto sempre più ostaggio dei conflitti della maggioranza Chiodi
ABRUZZO. Cosa nasconde il rinvio di settimana in settimana della nomina del presidente Saga? Altro che assenza del governatore Gianni Chiodi nelle giunte che da mesi accantonano la delibera di incarico a Marco Napoleone, il manager della d'Annunzio indicato dal senatore Fabrizio Di Stefano. (Nella foto:Paolo Primavera)
La verità è che è in atto uno scontro tra le due anime del Pdl o meglio tra due progetti di sviluppo.
E non a caso a scendere in campo, dopo mesi di stallo, è stata Confindustria di Pescara (il candidato è Mauro Angelucci), che in modo irrituale ed un pò infastidito ha tirato per la giacca il presidente della Giunta regionale:«ma insomma ti vuoi sbrigare? Sono mesi che ti abbiamo presentato un Piano di sviluppo dell'aeroporto. Deciditi, basta con questo balletto di responsabilità: ogni giorno che passa è un'opportunità mancata».
Insomma, nello stile più classico della politica che rifugge dalla partecipazione, il dibattito sull'aeroporto è stato dirottato sui problemi della Saga (che ci sono e sono tanti) evitando accuratamente ogni riferimento al destino dello scalo pescarese: meglio un pettegolezzo sul nome, che una scelta strategica forse dolorosa.
Perché batti e ribatti, alla fine il Piano industriale per lo sviluppo della struttura è uscito fuori.
E' stato presentato da mesi al presidente Chiodi e da mesi Confindustria aspetta di discuterlo e magari di attuarlo.
Paolo Primavera, Confindustria Chieti e già presidente Saga vittima di uno spoil system immediato da parte del Centrosinistra (altro che un anno e mezzo di attesa del centrodestra....), conferma l'esistenza del Piano ed il contatto con i vertici della Regione, però per motivi di riservatezza rimanda ad altri la decisione di renderlo pubblico. Ma come ex presidente Saga sembra la persona più adatta per parlare del destino dell'aeroporto e per togliersi magari qualche sassolino dalla scarpa.

«L'AEROPORTO SI SALVA SE SI RECUPERA ANCHE IL SETTORE MANUTENZIONE»

«Parlare solo di difficoltà di bilancio della Saga è riduttivo rispetto al problema vero del destino industriale dell'aeroporto – spiega Paolo Primavera – quando io ero presidente ho posto sul tappeto questo argomento, ma la fretta di sostituirmi era tale che non se ne è parlato più».
Secondo lei allora oggi di cosa si dovrebbe parlare?
«Alla luce delle tendenze in atto nel trasporto aereo e di quello che si legge nella relazione della Commissione trasporti della Camera, si può dire che l'aeroporto si salva solo se la visione complessiva di quello che sta succedendo nello scalo e di quello che serve per il prossimo futuro si saldano – aggiunge Primavera – mi spiego meglio: se salta, come sta saltando, il settore manutenzione degli aerei c'è poca speranza. Perché è tutto collegato. Se invece di far scomparire la manutenzione, e tra l'altro è un delitto chiudere un settore di grossa eccellenza che ci invidiano tutti, si privatizza la Saga e la società di manutenzione entra nel capitale come socio, allora certamente che la società di gestione può lavorare bene e l'aeroporto decollare definitivamente. Qui ci stiamo gingillando su un piano marketing senza respiro, sui contributi a questa o quella compagnia, perdendo di vista il resto. Ma come si fa...».

«CREARE A PESCARA UN POLO DI ECCELLENZA PER ASSISTERE VOLI LOW COST E CARGO»

Il discorso di Paolo Primavera rilancia tutta la vicenda che ha visto soccombere il centro di manutenzione degli aerei Air One Technic, un vero fiore all'occhiello di Pescara con i suoi tecnici, tutti ultra specializzati nella revisione degli aerei dal Boeing 737 ai piccoli Cessna (la particolarità del centro era la sua capacità di intervenire su tutto: dai sedili e dalla moquette ai sofisticati sistemi elettronici). Nonostante le proteste e gli scioperi, la Regione si è fatta scippare il centro a favore di Napoli, i cui padrini politici sono stati più forti di ogni altro discorso.
Infatti, a quanto se ne sa, le tariffe napoletane sono tre volte superiori a quelle di Pescara, ma forse è proprio questo che si voleva: lavorare in regime di monopolio e imporre i prezzi più vantaggiosi per chi ha in mano il settore della manutenzione.
E a nulla sono servite le sollecitazioni al Governo (si parla di una lettera a Gianni Letta da parte di Confindustria abruzzese, rimasta però senza risposta) per ripensare questa decisione che da un lato favorisce smaccatamente Napoli e dall'altra penalizza forse definitivamente Pescara.
In pratica è andato in scena lo stesso copione che a Milano ha fatto fuori la Lufthansa che voleva installare lì un centro di manutenzione: via anche la Lufthansa, meglio il monopolio...

«AEROPORTO DI PESCARA COME TERZO SCALO DI ROMA»

«Nel piano che ho in mente – continua Primavera – non c'è solo la manutenzione, penso anche allo sviluppo di un settore nuovo della componentistica. Basterebbe un accordo con l'Università sia per la formazione degli ingegneri sia per la ricerca nel settore. Allora si che la Saga potrebbe lavorare bene ed attirare compagnie aeree. Ho in mente questo progetto: vendere la partecipazione pubblica a far entrare imprenditori privati interessati a questo tipo di sviluppo e di investimento. Ho illustrato questo piano anche all'onorevole Valducci, presidente della Commissione trasporti, quando è stato qui nei giorni scorsi».
In pratica una società privata potrebbe gestire l'aeroporto in modo più agile: stringere un accordo per trasferire a Pescara i voli low cost che debbono andare via da Ciampino (questo aeroporto tra i palazzi di un quartiere popoloso di Roma deve chiudere) senza aspettare il terzo aeroporto di Roma a Viterbo che non si sa quando e se si realizzerà. Ma a questi aerei bisognerà offrire anche la manutenzione di cui sopra. Altro settore da sviluppare è quello degli aerei cargo, con le compagnie specializzate del settore (che tra l'altro oggi stanno andando via). Senza dire che anche le infrastrutture ferroviarie e viarie andrebbero potenziate e finalizzate allo sviluppo dell'Interporto di Manoppello.
Tutto molto interessante, ma non per chi pensa all'aeroporto solo per un turismo che non esiste, quello di porchetta e vino e sagre. Alla Bit si è parlato delle potenzialità dell'aeroporto?


Sebastiano Calella 24/02/2010 10.28