Fideiussioni false per oltre 1 mld, chiuse indagini

Alessandro Biancardi

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GENOVA. Tra i clienti della società dichiarata fallita nel 2007 c'era anche il Chieti calcio.



Il procuratore aggiunto Francesco Cozzi ha chiuso le indagini su una truffa da milioni di euro per fideiussioni false prestate da società fittizie.
L'inchiesta aveva portato nel luglio 2008 all'arresto di quattro persone ed alla denuncia di altre nove.
Gli arrestati, Amodeo e G. L., Gabriella Bonura e Giuseppe Campo, sono accusati di associazione a delinquere finalizzata all'abusivismo finanziario, al falso, alla truffa, alla bancarotta fraudolenta ed all'ostacolo all'esercizio delle funzioni da parte della Banca d'Italia.
Secondo quanto ricostruito dall'accusa, società apparentemente sane ma di fatto senza patrimonio, venivano costituite appositamente per concedere fideiussioni, operavano per un breve periodo di tempo per poi cambiare denominazione, sede ed amministratori ed essere destinate al fallimento.
Le somme incassate da chi chiedeva le fidejussioni, tramite complesse operazioni bancarie, venivano trasferite su conti esteri, prevalentemente in Svizzera, oppure utilizzate per costituire altre società finanziarie pronte a svolgere le stesse attività. Dalle indagini è emerso che in quattro anni, una società, la San Remo Spa, ha emesso garanzie per oltre un miliardo di euro.
La società, costituita a Roma, aveva spostato la sede prima a Genova e poi a Reggio Calabria.
Era poi diventata Srl ed era stata dichiarata fallita dal tribunale di Genova nel giugno 2007.
Tra i "clienti" della società anche sei società di calcio: Ancona, Ascoli, Reggiana, Taranto, Chieti e Brescello.

A condurre l'indagine erano stati i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Genova, con il coordinamento della Procura della Repubblica.
Gli indagati erano risultati coinvolti in fatti analoghi nel corso di indagini condotte dalla Procura di Reggio Calabria.

23/02/2010 8.29