L’orchestra del Marrucino prova per protesta spettacolo che non ci sarà

Alessandro Biancardi

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 L’orchestra del Marrucino prova per protesta spettacolo che non ci sarà
CHIETI. Prove d'orchestra in piazza a Chieti. O meglio nell'atrio del teatro Marrucino, mentre fuori – all'aperto - in una fredda domenica d'inverno spettatori incuriositi e cittadini preoccupati assistevano ad un concerto sui generis.
Perché a suonare non era la solita banda musicale di paese, ma i maestri di musica del Marrucino che a Chieti hanno scelto Mozart, Bizet e Rossini per sensibilizzare la città contro il blocco dei fondi della Regione che mette a rischio la sopravvivenza del Teatro lirico d'Abruzzo.
E' solo la prima delle iniziative attuate per ottenere risposte da parte della Regione Abruzzo, l'Ente che maggiormente contribuisce all'attuazione del programma delle Stagioni Lirico-Sinfonico-Coreutiche depositato dal mese di Ottobre al Ministero per i Beni e le attività culturali e non ancora finanziato.
Preoccupati per il loro futuro lavorativo la direzione artistica, l'Orchestra e tutti i lavoratori del Marrucino hanno deciso di mettere in atto una protesta bianca per ricordare all'opinione pubblica ed alla classe dirigente abruzzese che il Teatro di produzione è ormai bloccato.
Si replica domenica prossima.
Un patrimonio importante da tutelare nel nome della cultura anche se i problemi e la trascuratezza si trascinano da anni. Per esempio non si parla mai dell'afflusso di pubblico che negli ultimi anni è calato in maniera vertiginosa, il teatro pieno è quasi un miraggio anche a fronte di spettacoli a volte di ottima qualità, segno che quella attenzione manca da tempo così come una vera azione di valorizzazione.
Questa performance domenicale si è naturalmente intrecciata con la campagna elettorale, perché nel pomeriggio il candidato sindaco Umberto Di Primio, Pdl, ha affidato ad un comunicato la sua valutazione critica della manifestazione di protesta.
«Anziché ricorrere a ragionamenti fantasiosi – scrive Di Primio – il sindaco Ricci spieghi una volta per tutte che fine ha fatto il Consiglio di Amministrazione del Teatro che aveva nominato, spieghi da dove vengono i tre milioni di Euro di debito che il Marrucino ha accumulato durante la gestione del centro sinistra, spieghi perché la Fondazione, la cui istituzione è di competenza del Consiglio Comunale, non è stata ancora realizzata e spieghi, infine, perchè il Comune ha impiegato quasi due anni per la redazione dei consuntivi 2006 e 2007 del Teatro di Chieti. Esprimo rispetto per gli orchestrali, ma non mi piace la strumentalizzazione politica da parte del Direttore artistico».
In realtà né il sindaco Francesco Ricci, né il maestro Di Iorio, presenti silenziosamente al concerto, hanno detto alcunché, anche se in passato forte è stata la loro protesta contro il comportamento della Regione che nega i fondi previsti da una legge.
«E' solo vergognoso questo comportamento del centrodestra che strangola il Marrucino con vari pretesti – ha dichiarato invece il senatore Giovanni Legnini, Pd – la verità è che il collega Fabrizio Di Stefano e l'assessore Mauro Febbo con molta rozzezza penalizzano Chieti ed i lavoratori del Teatro pur di fare un dispetto all'amministrazione in carica. I cittadini sapranno giudicare. Quanto ai buchi del teatro ed alle difficoltà di gestione, le cose stanno molto diversamente, perchè il declino economico del Marrucino è cominciato proprio con il centrodestra, anche se vogliono far credere il contrario. Ed è merito del sindaco Ricci aver rimesso in piedi una struttura che rischiava si scomparire».

s. c. 22/02/2010 8.55