Di Carlo (Saga):«Chiodi non è coerente: le carte dicono cose diverse»

Alessandro Biancardi

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Di Carlo (Saga):«Chiodi non è coerente: le carte dicono cose diverse»
PESCARA.Vittorio Di Carlo, presidente della Saga, non lo dice apertamente. Ma non è tutto chiaro nella guerra di posizione che finora ha impedito la nomina di un nuovo presidente (lunedì dovrebbe essere approvata la delibera già pronta da giovedì scorso).
Qualcuno racconta alla stampa cose diverse da quelle dette in via ufficiosa, almeno stando a quello che ha raccontato in conferenza stampa il presidente uscente.
«Ci sono stati più incontri con gli assessori Mauro Di Dalmazio e Giandonato Morra i quali conoscono nel dettaglio gli impegni che la Saga ha preso – ha ricordato Di Carlo – ci hanno invitato a non fermarci, ad andare avanti. Addirittura ci hanno tranquillizzato. Ci dicevano: dopo l'estate 2009 ci sarà la variazione di bilancio, troveremo i soldi. Noi avevamo pensato che almeno 2,5 milioni ce li avrebbero dati. Ed invece no. Per spiegare questa mancata erogazione, l'assessore Carlo Masci dice che la Regione non è un bancomat. Bene: nemmeno la Saga è un bancomat. Ma noi, per andare avanti, stiamo utilizzando la nostra liquidità. E se scende troppo o almeno al di sotto dei 3 milioni, l'Enac ci fa chiudere».
Tutta colpa di assessori distratti o smemorati?
Non proprio: qualche responsabilità – sempre secondo Di Carlo – ce l'ha pure Gianni Chiodi, al quale fin dal gennaio 2009 sono state scritte lettere in cui «non solo mettevo a disposizione il mio incarico, ma chiedevo pure cosa dovevamo fare. Nessuna risposta».
Insomma la storia vera della Saga che il presidente aveva promesso di raccontare, è la legge regionale 57/2001 che finanzia la società di gestione «perché non esiste aeroporto piccolo che non sia aiutato. E poi perché fa scandalo il Piano marketing da 5 milioni, quando, ad esempio, anche le società di trasporto (Arpa & c.) o addirittura le Ferrovie sono finanziate dalla Regione? Sono scelte da fare senza nascondersi dietro le dichiarazioni ad effetto. Non si vuole dar corso alla legge 57? Si vuole chiudere l'aeroporto? Basta dirlo: si cambia la legge ed amen. Ecco le lettere alla Regione, ecco la delibera del 18 maggio scorso: si approva il Piano marketing e si rinvia per la copertura in bilancio, accertato che la Saga svolge bene il suo compito». Solo uno scontro politico o uno spoil system difficile?
A sentire il presidente Di Carlo potrebbe essere solo «distrazione» degli assessori che hanno i documenti nel cassetto e non li leggono «e quindi non si possono permettere di fare certe affermazioni».
In realtà, tra sindacati che sono preoccupati per i posti di lavoro a rischio, soci istituzionali che ritrovano la parola dopo anni di silenzio (Ardizzi era nel consiglio come rappresentante della Camera di Commercio di Pescara, ma non era stato revocato dal nuovo presidente), appelli al Prefetto, sorge il dubbio che la nuova Giunta voglia conoscere che fine fanno o hanno fatto i soldi fin qui erogati.
Di Dalmazio ha parlato di 20 milioni di euro negli ultimi anni, spesi per i contributi alle linee aeree che fanno scalo a Pescara (come Ryanair, che peraltro nessuno contesta).
E come mai sono stati dati soldi anche a Flyonair per una serie di voli prima annunciati e poi cancellati?
«Flyonair è un tour operator e non una compagnia aerea – ha risposto Di Carlo – della sua autorizzazione ad operare qui sanno tutto la Regione e la Provincia di Pescara. Non chiedetelo a me. Posso solo aggiungere che non solo non ci hanno dato nulla per l'anno passato, ma non c'è nulla nemmeno per il Piano marketing del 2010. Quindi l'assemblea Saga del 9 marzo dovrà prendere una decisione: aeroporto aperto o chiuso».
O sede di un club per appassionati di volo.

Sebastiano Calella 19/02/2010 16.57

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